giovedì 2 luglio 2020

Mie considerazioni su lettera al Ministro dello Sport dei Sindacati Confederali del 23 giugno 2020

Come promesso ieri eccomi a ragionare sulla proposta per il lavoro sportivo che i sindacati confederali hanno inviato al Ministro dello Sport il 23 giugno u.s.
Per semplicità andrò per punti. Prima quelli di carattere generale.
1.completamente d'accordo sul far rientrare le professioni sportive e le professionalità coinvolte nello sport a pieno titolo nel sistema giuslavoristico ordinario ...ci mancherebbe altro...sarebbe dovuto essere così da sempre...
2.completamente d'accordo sul prevedere , in via transitoria una gradualità sulla contribuzione assicurativa e previdenziale fondamentale per la tenuta del "sistema".
3. completamente d'accordo sulla necessità di un riordino delle figure professionali.
4. completamente d'accordo sui compensi minimi contrattuali per tutte le tipologie di contratto.
Quando poi si va a parlare delle diverse tipologie di contratto:
1.lavoro dipendente per chi svolge attività "sportiva"( così è scritto nel documento al posto, secondo me molto più appropriato, di "attività lavorativa nello sport) in maniera continuativa, esclusiva e con vincoli di subordinazione.
2.si mantengono i collaboratoti sportivi con unico committente, non continuativi e senza vincoli di coordinamento con una no tax area a 8.000€ con contribuzione assicurativa/previdenziale ridotta in via transitoria. Su questo punto sono un pò scettico anche perchè sono tanti gli insegnanti sportivi che potrebbero ricadere in questa fattispecie.Quanti sono gli operatori sportivi che lavorano con unico committente in maniera non continuativa e senza vincoli di subordinazione? Secondo me pochi. Chissà poi come verrà applicata la regola.
3.si citano i lavoratori autonomi per chi ha diversi committenti senza indicare nessuna particolarità del lavoro autonomo sportivo. Questo è grave poichè se la norma sui collaboratori fosse applicata in maniera adeguata molti collaboratori andrebbero a caduta a ricadere  nel lavoro autonomo e, seppure esiste già il regime dei minimi molti operatori sportivi lo ritengono troppo oneroso.
4.dulcis in fundo la collaborazione volontaria che viene messa in coda senza nessuna specifica se non quella del lavoro occasionale e dell'essere pensionato.
E qui finisce il tutto.A mio avviso una bella enunciazione di principi di carattere generale che se non approfonditi in maniera adeguata non porteranno a nulla.
La mia personalissima impressione è che ci sia, da parte dei sindacati, una conoscenza troppo superficiale del problema che gli proviene da contributi dal mondo dello sport estremamente settoriali e specifici. Il mondo dei lavoratori sportivi è oggettivamente complicato e eterogeneo e ipotizzare regole di carattere generale che possano andare bene per tutti è possibile solo se si è veramente a conoscenza della miriade di problemi da dover affrontare.
Ciò che manca, e lo ripeterò fino allo sfinimento, è uno o tanti ORGANISMI DI BASE, associazioni di insegnanti sportivi delle varie tipologie e discipline, in grado di rappresentare le problematiche del settore.
Alla prossima...

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