martedì 30 giugno 2020

Riforma dello Sport, Covid e insegnanti sportivi

GRAZIE COVID...
“grande merito del Ministro nel riconoscimento del lavoro sportivo” attraverso il bonus di 600 euro ai Collaboratori Sportivi ...
Abbiamo un Ministro che grazie al COVID ha scoperto la situazione allucinante di migliaia di persone che a vario titolo lavorano nello sport.
Abbiamo il primo riconoscimento del lavoro sportivo in una situazione emergenziale, e non per legge,. che viene sbandierato come un grande successo...grazie COVID, senza di te chissà quanto avremmo dovuto aspettare.
E ora cosa accadrà?
Cosa saranno i Decreti Attuativi della Legge Delega 86/2019 riguardo il lavoro sportivo?
A oggi non si sà nulla se non che:
1.il Ministro non sa quanti sono i lavoratori sportivi e lo ha dimostrato andando avanti a tastoni sugli stanziamenti dei soldi per il COVID....20.000 forse all'inizio ascoltando ciò che il CONI , avete capito bene il CONI, gli aveva detto....145.000 o giù di lì le domande arrivate a SPORT e SALUTE...nulla a fronte di una indagine ISTAT del 2017 che diceva che erano circa 1 milione gli occupati nello sport. Qualcuno tra sindacati e pseudoassociazioni di pseudoimprenditori del settore sport riuscirà a dargli dei numeri reali? Lui, poverino, che ne sa e con lui tutti i suoi collaboratori...e con lui il CONI e le Federazioni e gli Enti di Promozione Sportiva che quando si parla di questi argomenti stanno misteriosamente tutti zitti.
2.al tavolo col Ministro ci sono i Sindacati e Associazioni di categoria degli Imprenditori ma mancano ORGANISMI DI BASE in grado di rappresentare la vera realtà dei lavoratori dello sport. I Sindacati non hanno nessuna competenza specifica e chiedono aiuto alla miriade di gruppi spontanei di insegnanti sportivi nati nel periodo COVID. Gli imprenditori sportivi( qualcuno poi mi spiegherà come si può chiamare IMPRENDITORE chi gestisce lo sport con associazioni e/o società sportive SENZA FINI LUCRO!) che sono i maggiori beneficiari di un sistema fiscale favorevolissimo che dovrebbero rinunciarvi per dare dignità e diritti....
La politica dovrebbe dare delle risposte ma come può se non ASCOLTA CHI IN PRIMA PERSONA VIVE E HA VISSUTO LA PRECARIETA' DI UN "LAVORO" NON LAVORO?
In questo momento bisognerebbe agire in maniera diversa. I responsabili della mancanza di tutelae dignità dei lavoratori sportivi sono tutti gli attori in campo: CONI, FEDERAZIONI. ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA, SINDACATI, IMPRENDITORI e non sono loro quelli che devono proporre soluzioni.
LE SOLUZIONI VANNO PROPOSTE DALLA BASE, DAGLI INSEGNANTI SPORTIVI E DAI LORO ORGANISMI DI BASE DI RAPPRESENTANZA!!!

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