domenica 31 marzo 2013
L'orto didattico comincio' così....e siamo arrivatial sesto anno...
Al punto verde di qualità la Madonnetta “Salute, disabilità, territorio: sinergie delle agenzie sociali e sanitarie per la salute nel territorio del 13° Municipio”
di Giulia Pizzuti
Il 7-8-9 giugno, all’insegna del buon umore e della solidarietà, si sono svolte le tre giornate del convegno “Salute, disabilità, territorio: sinergie delle agenzie sociali e sanitarie per la salute nel territorio del 13° Municipio” nella splendida cornice del punto verde qualità del Parco della Madonnetta.
La prima giornata, dedicata agli inserimenti lavorativi dei disagiati mentali, ha visto la presenza di alcuni esponenti della Provincia di Roma: Gianluca Cavino, vicepresidente della commissione cultura e servizi sociali della Provincia di Roma, Tiziana Biolghini, consigliere delegato alle politiche dell’handicap. Presenti erano, inoltre, Paola Bizio, coordinatrice del settore sport e salute mentale dell’UISP di Roma, Orlando Giovanetti, responsabile dei DSM Calcio, il dott. Luigi Guerisoli, direttore del II Distretto D.S.M. del XIII Municipio, la dottoressa Rosina Cursi, responsabile del Centro Diurno “Tagaste” di Ostia, il dott. Valente, consigliere municipale delegato alla sanità ASL, l’infermiere professionista Salvatore Floriani, esperto di Ortoterapia, Andrea Ciabocco, responsabile del Parco la Madonnetta, e Andrea Novelli, presidente dell’UISP di Roma.
Ha preso per primo la parola, Luigi Guerisoli che ha confermato la preziosità del lavoro di collaborazione fra il centro diurno “Tagaste” e il “Madonnetta Fitness Park” a favore di utenti psichiatrici, sostenendo che il mondo della psichiatria è andato oltre il lavoro all’interno degli studi e che è necessario aprirsi alla realtà circostante.
Dopo il primo intervento è stato proiettato il filmato prodotto dal dipartimento di Salute mentale del II distretto del XIII municipio, nel quale vengono messe in evidenza le varie attività svolte con gli utenti del centro diurno nei 4 anni di sodalizio con il parco la Madonnetta. Nel filmato sono state mostrate le attività motorio-sportive e di ortoterapia organizzate presso la Cooperativa sociale “La Madonnetta”, che si impegna a ricercare le condizioni per il benessere della persona sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, organizzando attività che mirano all’integrazione totale. “L’obiettivo che ci si propone”, sostiene Andrea Ciabocco, “è di creare una comunità di convivenza dinamica e far diventare il Parco della Madonnetta sede di corsi di formazione professionale”.
La dottoressa Cursi ha poi presentato e sintetizzato il lavoro dei centri diurni spiegandone il significato e gli obiettivi proposti: “affrontare l’isolamento e l’emarginazione sociale contrastando l’invalidazione individuale; rendere attiva una riabilitazione che lavora sulle parti sane e che si svolga in luoghi sani lontano da corsie, da trattamenti farmacologici, da camici e da pigiami”.
Tiziana Biolghini ha posto poi l’attenzione sulla necessità di una formazione specifica di operatori per le diverse patologie con particolare attenzione al problema dell’integrazione scolastica sostenendo che “all’interno della comunità classe, esiste la necessità di una migliore preparazione di operatori e insegnanti di sostegno per garantire un miglior livello di integrazione.” Ha, infine ricordato che presto uscirà un bando per la formazione di operatori sportivi da utilizzare anche nelle scuole, proponendo alla “Madonnetta Fitness Park” di accreditarsi come ente per la formazione.
Ha preso poi la parola Andrea Novelli sottolineando il fatto che ”lo sport è legato al movimento, al fisico, al rapporto con noi stessi e con gli altri e che questa pluralità di fenomeni non esclude il fisico di nessuno. Dire che lo sport fa bene ai disabili, è un’affermazione falsa. Lo sport fa bene a tutti ed è un grandissimo strumento di integrazione sociale e lavorativo, quindi deve coinvolgere tutti al di là delle condizioni fisiche e delle abilità.”.
Nella seconda giornata di convegno è stato invece affrontato il tema delle attività motorie praticate dagli utenti psichiatrici, volte a coadiuvare il loro reinserimento sociale e il benessere psico-fisico.
Sono intervenuti durante la mattinata Andrea Novelli, la dottoressa Rosina Cursi, Enzo Foschi, Vicepresidente della Commissione sport della Regione Lazio, Riccardo Viola, presidente del Comitato Provinciale CONI, Andrea Ciabocco, Pasquale Barone, presidente del C.I.P. Lazio e Riccardo Cesari, consigliere dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio.
Andrea Novelli, ha aperto la mattinata, spiegando come i principi dell’UISP si inseriscono nell’ambito di questo tipo di attività e ha poi sottolineato che il primo degli obiettivi di questi tre giorni di convegno è far conoscere queste esperienze al mondo e di trovare un metodo efficace per il loro riconoscimento.
Enzo Foschi, ha poi esposto la necessità di trasformare la concezione del “vivere lo sport” come diritto sociale. “Lo sport”, ha infatti detto Enzo Foschi “non può essere considerato unicamente come modo positivo di passare il proprio tempo libero, è infatti soprattutto uno strumento di integrazione sociale e di riabilitazione. Purtroppo questi ultimi aspetti non vengono tenuti nella giusta considerazione. Serve quindi un cambiamento culturale per far in modo che la concezione e la gestione dello sport possa cambiare. E’ necessaria quindi una maggiore sensibilizzazione. Piccoli gesti possono aiutare scelte come queste. Bisogna rendere possibile la pratica dello sport per tutti, l’approccio allo sport ora è meramente strumentale, deve invece diventare un diritto sociale”.
Dopo l’intervento di Enzo Foschi, i partecipanti al convegno sono stati guidati nello spazio dove vengono svolte le attività di ortocultura all’interno del Parco La Madonnetta e dove gli utenti psichiatrici hanno avuto modo di spiegare ed illustrare la loro attività.
Tornati nella sala del convegno, ha preso la parola Viola, da 6 anni presidente del CONI provinciale, che ha affermato la necessità di guardare allo sport nel suo complesso e non solo alla pratica agonistica. “Nei confronti della disabilità” ha detto, ”dobbiamo essere rispettosi e avvicinarci in punta di piedi. Per rendere possibile la pratica dello sport da parte di utenti psichiatrici, bisogna aumentare il numero dei centri di promozione, di aggregazione e sviluppo; ne dovremmo avere almeno uno per Municipio.”
Importante è stata la testimonianza di Barone il quale ha fatto notare che solamente nella regione Lazio esistono 2000 atleti con disabilità mentale e che attualmente sono 100 le società nel Lazio che aderiscono al Comitato Italiano Paralimpico.
Ha infine preso la parola Riccardo Cesari, e alle richieste di aiuti pratici per migliorare la qualità delle attività degli utenti psichici rivoltegli dalla dottoressa Cursi, ha risposto in modo positivo. Ha, infatti, affermato che la necessità di investire maggiormente e in modo più proficuo i fondi destinati alla sanità è un problema reale e che l’Assessorato alla sanità si sta muovendo in questo senso. Ha quindi dato appuntamento al Parco della Madonnetta per il prossimo anno.
La terza e ultima giornata del convegno è stata dedicata alla pratica dei tanti sport cui partecipano gli utenti dei centri diurni e delle case famiglia: bocce, nuoto, canoa, calcio, tennis e basket.
Numerosi gli atleti della società “Antares Sporting Club” di Subiaco, accompagnati dalla sempre entusiasta Domenica Panzini. Tanti anche gli atleti della comunità Villa Letizia accompagnati dallo psichiatra Santo Rullo e dall’operatore Massimo Scarabattoli, che hanno approfittato della bella giornata per consumare un pic-nic.
Inoltre la proposta degli sport acquatici, in una giornata calda e soleggiata, ha attirato una notevole folla, tanto che si è ritenuto necessario suddividere i partecipanti in due gruppi.
Alle 12.00 tutti i partecipanti alla giornata, dopo aver visitato l’orto gestito dal gruppo di pazienti del centro diurno “Tagaste”, si sono riuniti nella sala dei convegni per la consegna dei diplomi di partecipazione magliette, cappelli e asciugamani da parte di tre atleti della nazionale italiana di lotta, in questi giorni impegnati nella preparazione olimpica
Siamo noi......A ROMA UN CENTRO SPORTIVO D'ECCELLENZA PER I DISABILI
A ROMA UN CENTRO SPORTIVO D'ECCELLENZA PER I DISABILI
È qui che si allenano i
Campioni d'Italia del "Wheelchair Tennis Roma"Un'oasi verde che molti romani della zona sud e di Ostia conoscono bene, ma che ha un valore aggiunto: è punto di riferimento per i disabili capitolini che vogliono fare sport.
A Roma, localizzato nel XIII Municipio, tra il verde della zona di Casal Palocco e l'insediamento urbano di Acilia, si trova lo spazio verde di qualità Madonnetta Fitness Park. Il Parco è un'area verde di circa 230.000 mq (23 ettari), di forma rettangolare allungata, delle dimensioni di circa 160mt di larghezza e di circa 1200mt di lunghezza.
Il parco della Madonnetta è un apprezzato punto di incontro per giovani, anziani, famiglie e sportivi della zona di Roma sud e Ostia. Ad ogni ora ci si ritrova per passeggiare nel verde, praticare jogging o bicicletta, prendere il sole sulle panchine disseminate tra gli alberi… Un fine settimana al mese poi, ci si ritrova a curiosare tra il mercatino di antiquariato e sono tantissimi gli amanti degli animali che utilizzano le due ampie aree per i loro cani.
Insomma… il parco è il luogo ideale per passare una giornata all'aria aperta: ampie distese di verde permettono le attività più svariate immersi nella natura, i campi da tennis e mini-tennis, i campi di calcetto e calcio ad 8, le piscine e le palestre consentono lo svolgimento di molte discipline sportive. All'interno del parco è presente perfino il ristorante "Gli amici di Aldo", aperto tutte le sere con specialità su forno a legna!
Il centro sportivo offre tantissime possibilità, dal tennis al basket, dalla pallavolo al pattinaggio, passando per la piscina e tutti gli sport 'beach', senza dimenticare un centro benessere.
Ma il fiore all'occhiello del parco sono le attività sportive per i disabili. Lo scorso anno sono stati organizzati i Campionati Regionali e Italiani di Nuoto per disabili e il Master Nazionale di tennis in Carrozzina.
Alla Madonnetta Fitness Park si allena tra l'altro la "WHEELCHAIR TENNIS ROMA" società Campione d'Italia 2008 a squadre di Tennis in Carrozzina. L'Associazione Sportiva Dilettantistica Wheelchair Tennis Roma Onlus (WTR), è nata grazie alla passione di alcuni amici, disabili, tutti amanti del tennis, che viene praticato con l'ausilio di una sedia a rotelle.
L'associazione, anche se nata da poco tempo (2006), vanta tra i suoi associati 2 vicecampioni del mondo e un campione italiano a squadre nel 2006. Inoltre è l'unica associazione attiva, nella Regione Lazio, per la pratica del tennis in carrozzina.
L'Associazione prevede nel suo scopo sociale, tra gli altri, l'obiettivo di far giocare insieme disabili e normodotati per migliorare e incentivare l'integrazione e la riabilitazione post-traumatica.
E' passato il primo mese .......Municipio XIII, al via "Insieme per lo sport"
Municipio XIII, al via "Insieme per lo sport"
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impianti
e delle strutture del territorio che fanno capo alla società vincitrice
del bando, la Asd NeoSport, che ha sede al Parco della Madonnetta, in
via Bruno Malajoli ad Acilia. L'idea è emersa in sede di Consulta del
disabile e nell'ambito del Piano sociale. Si tratta di una idea
innovativa che consente al ragazzo o all'adulto disabile di uscire dal
chiuso della propria condizione e andare a fare sport interagendo con
altre persone. Siamo dinanzi - ha proseguito Pace - a progetti condivisi
e percorsi partecipati peraltro tenendo presente la legge 308. Con
questa iniziativa innovativa è possibile valorizzare e sviluppare le
capacità cognitive e motorie permettendo l'integrazione dell'individuo.
La persona dunque al centro di questa idea e lo sport diventa strumento
per autostima e per una maggiore autonomia nel relazionarsi con gli
altri".
Gli sport "preferiti", segnalati
sono stati il calcio, il tennis, il nuoto, l'arrampicata e
l'equitazione. Ad usufruire dell'iniziativa saranno oltre 50 utenti che
per il momento sono integrati per un paio di volte alla settimana, ma
già si pensa di coinvolgere i partecipanti a più sport.
Con la Asd Neo sport, la
Apd Vega per il calcio, Asd Movimento verticale Roma per l'arrampicata e
Asd Wheelchair Tennis Roma onlus. Ed i rappresentanti di queste
associazioni sportive, presenti all'incontro con la stampa, hanno
sottolineato come già si pensa a formare in un immediato futuro, squadre
miste composte dagli utenti che prendono parte a questa iniziativa e
persone normodotate (basket integrato).
Di particolare interesse inoltre l'equitazione che
si tiene al Centro ippico Cian in via Monti di San Paolo. Non si tratta
di ippoterapia, piuttosto di "riabilitazione equestre" e quindi di
riabilitazione motoria e psicologica.
Info: Servizi sociali Municipio XIII, via Passeroni, 24 (mart. pom. ven, mattina e giovedì no stop 8.30-16.30) tel. 06/69613679.
sabato 30 marzo 2013
Scoliosi, la ricerca che non ti aspetti: "Il nuoto non fa bene alla schiena"
Scoliosi, la ricerca che non ti aspetti:
"Il nuoto non fa bene alla schiena"
La tesi che ribalta tutte le precedenti 'certezze' conclude un lavoro studio dell'Istituto scientifico italiano colonna vertebrale che sarà presentato al congresso internazionale di Chicago a maggio. In certi casi, l'attività natatoria potrebbe persino peggiorare la situazione
di AGNESE ANANASSO
"Suo figlio ha le alucce di pollo, ha anche un po' di scoliosi: lo porti a fare nuoto che gli fa bene". Un assioma che dura da vent'anni, ma che sta vacillando. Come prova a dimostrare, ultima in ordine di tempo, una ricerca sviluppata dall'Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico), ancora inedita, che verrà presentata al congresso della International Society for the Study of the Lumbar Spine (Issls), in programma dal 13 al 17 maggio a Chicago.
"Il nuoto non cura la scoliosi, anzi in molti casi può rivelarsi negativo e rischia di indurre il mal di schiena", afferma Fabio Zaina, fisiatra dell'Isico, tra gli autori della ricerca "Swimming is not a scoliosis treatment: a controlled cross-sectional survey", che tradotto vuol dire appunto che il nuoto non è una terapia della scoliosi.
Lo studio ha confrontato un gruppo di 112 nuotatori a livello agonistico (nuoto praticato 4-5 volte a settimana) con una popolazione scolastica, maschile e femminile, di 217 studenti di pari età, che pratica sport in maniera amatoriale o non lo pratica affatto. In entrambi i casi sono stati misurati i gibbi, la cifosi e la lordosi ed è stato fornito ai ragazzi un questionario per rilevare la presenza di mal di schiena.
I risultati sono stati sorprendenti per gli agonisti, ma anche per gli amatori: i nuotatori, soprattutto le femmine, presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate ed erano ipercifotici, di conseguenza con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena.
"Dal punto di vista posturale, il nuoto induce a un collasso della schiena - spiega Zaina - e allena soprattutto la muscolatura degli arti, essendo praticato in scarico, non la schiena. Quando si parla di agonismo poi, con carichi di lavoro di ore, il nuoto induce il mal di schiena. Per chi ha la scoliosi arriviamo a sconsigliare il nuoto, decisamente. Non c'è distinzione neanche tra i vari stili: la rana e il delfino possono aumentare il mal di schiena nei casi di spondilolistesi, nel caso cioè in cui le vertebre scivolino una sull'altra. Quindi il nuoto non solo non è terapeutico, ma a livello posturale si rivela anche dannoso. Se lo si pratica a livello amatoriale non crea problemi, ma come qualsiasi altro sport, praticato un paio di volte a settimana".
Un altro mito che viene sfatato da altre ricerche, parallele e connesse a questa, condotte da Isico è che gli sport asimmetrici come il tennis inducano o peggiorino la scoliosi. "Non è vero neanche questo. La correlazione che c'è fra sport e mal di schiena è la quantità e interessa sia chi ne fa troppo sia chi ne pratica troppo poco", dice Zaina. "L'ideale è scegliere uno sport, tenendo presente che attività molto mobilizzanti della colonna (ginnastica artistica e ritmica, ad esempio) ci mettono più a rischio, soprattutto in casi di predisposizione naturale, mentre sport in carico (come la corsa) contribuiscono a rinforzarla perché ci costringono a vincere la forza di gravità".
4 Maggio 2013 torna al Parco della Madonnetta XIII Edizione della "GIORNATA DELL'AMICIZIA" Raduno Atleti Special
4 Maggio 2013
XIII Edizione della "GIORNATA DELL'AMICIZIA" Raduno Atleti Special
mercoledì 27 marzo 2013
Federico Siracusa tra le ragioni della sua esclusione dalle primarie del centrosinistra
“Pago il mio impegno contro la criminalità organizzata, e la mia durissima e documentata denuncia sullo scandalo dei Punti Verde Qualità, con i 600 milioni di euro di fideiussioni rilasciate dal Comune di Roma per la loro realizzazione"
Dal programma di Gemma Azuni candidata alle primarie del centrosinistra
Diremo basta alle speculazioni sui Punti Verdi Qualità e sui Punti Verdi per l’infanziavolte a scopi privati di natura commerciale.
martedì 26 marzo 2013
NUOVO PAESE SERA - Parco del Labaro, Tar respinge il ricorso: i lavori per il palazzetto continuano

Parco del Labaro, Tar respinge il ricorso: i lavori per il palazzetto continuano
I cittadini avevano fatto ricorso contro lo smantellamento dell'area verde per permettere la costruzione del palazzetto della S.S Lazio Pallavolo. E annunciano un nuovo ricorso al Consiglio di Stato
Si aggiunge un nuovo tassello nella vicenda del Parco del Labaro. Agli inizi di marzo è infatti arrivata la risposta del Tar al ricorso dei cittadini contro lo smantellamento dell'area verde per permettere la costruzione del palazzetto della S.S Lazio Pallavolo. L'ordinanza ha spiazzato tutti perché respinge ogni contestazione e rende quindi legittima – per ora – la prosecuzione dei lavori.
UN NUOVO RICORSO DEI CITTADINI - Ma i cittadini del quartiere, e in particolare Pasquale Annunziata, portavoce del comitato Salviamo il Parco Colli d'Oro, non ci stanno e annunciano un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Perché, dice Annunziata, “le motivazioni del Tar sono assurde e pretestuose. Mettono in dubbio cose ovvie come il fatto che abitiamo di fronte al parco”. “Avevamo chiesto la sospensiva dei lavori - che nel frattempo avevano accelerato moltissimo proprio perché sapevano che di lì a breve sarebbe arrivata la pronuncia del tribunale amministrativo – e loro ci rispondono che è inutile perché gli alberi sono già tagliati” commenta. “E' come dire: non condanno l'assassino tanto la vittima è già morta”.
LA SENTENZA - Secondo i giudici amministrativi, è impossibile accogliere la richiesta innanzi tutto perché la vicinanza abitativa al parco non è dimostrata. “Pur avendo dichiarato nel ricorso introduttivo di essere proprietari di abitazioni di residenza all’interno della lottizzazione Colli d’oro, non hanno allegato un principio di prova al riguardo, necessario ai fini della verifica del presupposto della vicinitas” si legge nell'ordinanza. Ma non finisce qui perché secondo il Tar non è possibile neppure imporre uno stop alle ruspe: “E' comprovato in atti l’avanzato stato dei lavori, essendo stati completati sia lo sbancamento dei terreni che l’espiantazione delle essenze arboree”. Gli alberi sono stati tagliati, si argomenta, e quindi non si può più fare nulla. La terza e ultima motivazione si basa invece sullo scarso convincimento maturato dai giudici sull'intera questione: non c'è un “adeguato fumus bonis iuris”, a loro dire, e il ricorso non ha ragione d'essere.
I MOTIVI DEL ROCORSO - Di tutt'altra idea i cittadini dei comitati, che nel ricorso contestavano ben quattro illeciti. La prima: la violazione del regolamento sulla partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana. “I cittadini con abitazioni che si affacciano sull'area hanno appreso dell'inizio dei lavori solo dopo l'affissione del cartello”, adducono i ricorrenti. Nessuno li ha interpellati, così come risulta mancante il nulla osta del ministero dei Beni Culturali, che ha l'obbligo di intervenire in casi come questi, insieme anche al parere del Consiglio della circoscrizione competente, come informa Annunziata, e come chiedono i ricorrenti nelle motivazioni. Infine si soprassiede all'obbligo di “conservazione degli impianti arborei”, citato nelle norme di attuazione del Piano paesistico e territoriale del Lazio. In sostanza una irregolarità dietro l'altra di fronte a cui il Tar ha fatto orecchie da mercante.
“Si capisce che sono tutte scuse per non entrare nel merito” ribadisce Annunziata, che si dice sicuro che la costruzione del palazzetto non verrà ultimata. "Si tratta di un trucco, una magagna - spiega - non ne abbiamo le prove ma farà probabilmente la fine di uno dei punti verdi qualità. Funziona così, si prendono i finanziamenti e poi si desiste”. Secondo Annunziata infatti il progetto non sta in piedi dal punto di vista economico, al netto del finanziamento pubblico (che è peraltro a fondo perduto). “Nel progetto del palazzetto si parla di 4mila iscritti, ma di questi tempi è davvero impossibile raggiungerli, considerato anche la fine che stanno facendo gli altri impianti sportivi della zona”. Se la previsione di Annunziata si avverasse si aggiungerebbe un altro scandalo allo scempio del Parco di Colli d'Oro.
“Si capisce che sono tutte scuse per non entrare nel merito” ribadisce Annunziata, che si dice sicuro che la costruzione del palazzetto non verrà ultimata. "Si tratta di un trucco, una magagna - spiega - non ne abbiamo le prove ma farà probabilmente la fine di uno dei punti verdi qualità. Funziona così, si prendono i finanziamenti e poi si desiste”. Secondo Annunziata infatti il progetto non sta in piedi dal punto di vista economico, al netto del finanziamento pubblico (che è peraltro a fondo perduto). “Nel progetto del palazzetto si parla di 4mila iscritti, ma di questi tempi è davvero impossibile raggiungerli, considerato anche la fine che stanno facendo gli altri impianti sportivi della zona”. Se la previsione di Annunziata si avverasse si aggiungerebbe un altro scandalo allo scempio del Parco di Colli d'Oro.
Ilaria Mariotti
NUOVO PAESE SERA - Palestra via Sannio, bufera sul bando Ricorso al Tar contro il Comune
Palestra via Sannio, bufera sul bando
Ricorso al Tar contro il Comune

La società estromessa contro la decisione del Campidoglio di affidare per sette anni la palestra all'Endas: "Un ente estraneo al territorio”. A partecipare alla gara anche la Federazione italiana scherma che si classifica all'ultimo posto. Si attende la decisione della giustizia amministrativa, che potrebbe annullare la gara, come accaduto all'impianto Tre Fontane, anch'esso passato dal Coni al Campidoglio
Un punto di incontro per il territorio che rischia di scomparire. E' la polisportiva G. Castello che insieme alla As Gaudine, da quasi 40 anni opera nella palestra di via Sannio, un tempo di proprietà del Coni e dal giugno 2012 di proprietà comunale. Lo scorso febbraio, il Comune ha escluso la storica associazione sportiva dal bando per l'assegnazione degli spazi, per turbativa d'asta, assegnando la struttura per i prossimi sei anni a un ente completamente estraneo al territorio. “Siamo stati esclusi dal bando – spiega Enzo D'Arcangelo, uno dei responsabili della polisportiva - con motivazioni pretestuose e giuridicamente insussistenti”.
LA STORIA - La polisportiva Castello da 38 anni divideva l'impianto di via Sannio con l'associazione di scherma Gaudini. Insieme, dopo il disinteresse mostrato dal Coni negli ultimi tempi, si erano preoccupati di riqualificare l'impianto, provvedendo anche all'acquisto delle attrezzature necessarie all'attività fisica. Così, al momento del bando, nel giugno 2012, decidono di presentare la domanda attraverso una nuova associazione la “Polisportiva via Sannio”, anche perché l'impianto è suddiviso in due aree, “una parte dedicata alla scherma – precisa Enzo D'Arcangelo – e un'altra per tutte le altre attività”. Accanto a questo però, le singole associazioni presentano una domanda individuale. La doppia candidatura non viene accettata dal Comune, che in tutta risposta il 10 gennaio estromette la sola polisportiva Castello per turbativa d'asta, lasciando invece in gara l'As Gaudine, che pure aveva presentato ugualmente la doppia candidatura. “Era evidente la nostra buona fede, sarebbe bastato segnalarci la cosa, invece di farci fuori in questo modo, si è voluto eliminare chi si è sempre battuto per il diritto allo sport”, aggiunge.
IL BANDO - Rimasta in gara, l'As Gaudine, pur essendo una realtà sportiva consolidata nel quartiere, non riesce ad aggiudicarsi i 70 punti necessari e come lei tutte le altre strutture che avevano fatto domanda. Addirittura la Federazione Italiana Scherma, che pure annovera fra le sue fila titoli olimpici, si classifica all'ultimo posto con 35 punti. Il 14 febbraio ad aggiudicarsi il bando con 81 punti è l'Endas. “Un ente – lo definisce D'Arcangelo – totalmente estraneo al territorio”, ma molto sensibile alla politica capitolina. Che tra il presidente dell'ente Piero Benedetti e il sindaco Alemanno intercorrano buoni rapporti non è certo un mistero, così come non è un mistero il passato di D'Arcangelo, che sul finire degli anni 90 sedeva in consiglio comunale fra le file di Rifondazione comunista.
IL RICORSO AL TAR - Contro l'esito della gara, la polisportiva Castello ha già fatto ricorso al Tar e per ora la situazione nella palestra di via Sannio rimane congelata, almeno fino al 10 aprile, quando il Tar si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva. Se la richiesta fosse accettata, potrebbe essere annullata la gara, come accaduto lo scorso gennaio all'impianto Tre Fontane, anch'esso passato dal Coni al Comune. Il Campidoglio aveva escluso la Nuova Rugby Roma dalla gara per presunte irregolarità, affidando l'impianto alla Rugby Eur, presieduta dall'ex presidente dell'Ente Eur Riccardo Mancini. Vicinissimo al sindaco Alemanno e da oggi in carcere.
Marco Carta
lunedì 25 marzo 2013
L’insostenibile leggerezza dello sport
L’insostenibile leggerezza dello sport
di Guido Martinelli
Un sabato mattina assisto a un interessante congresso territoriale di un importante ente di promozione sportiva (UISP Bologna, ndr). Tra molte cose di indubbio interesse, a dire il vero più sul versante motorio che sportivo, due mi hanno fatto riflettere e preoccupare molto.
La prima è stata la presentazione dei c.d. “impianti leggeri”. Per impianti leggeri si intendono strutture semplici, idonee per le pratiche motorie, ma assolutamente non adatti a ospitare incontri omanifestazioni sportive ufficiali, per carenza di spazi sia per il pubblico sia per le misure delle aree sportive non conformi ai regolamenti delle varie discipline. È chiaro che l’idea non possa non piacere. È a basso costo, basso impatto ambientale, soddisfa la domanda di motricità dei cittadini visto che, al loro interno, possono svolgersi attività come la ginnastica per anziani o l’alfabetizzazione motoria. Anche iproblemi di gestione sono quasi azzerati, per l’assenza di impianti a tecnologia complessa (tabelloni elettronici, cronometri, ecc.) collocati all’interno. È indubbio che per questi un futuro sia garantito.
Lo sport è anche questo
L’altra è stata l’osservazione che, nella città che ospitava la manifestazione (Bologna, ndr.), non ci fossero impianti per calcio e basket di capienza tale da poter ospitare le manifestazioni internazionali, in conformità ai regolamenti delle Federazioni straniere. A questo punto un flash di ricordi (dicono che nella vecchiaia si incrementa la memoria meno recente): sferisterio, glorioso impianto di pallacanestro di Bologna, trecento posti a sedere in sedie da cinema, campionato di prima divisione, la squadra che allenavo impegnata in un incontro importante con le fidanzatine sugli spalti che facevano il tifo e i vecchietti che per passare il tempo (e stare al caldo) venivano a vedere gli incontri. I nostri tifosi.
Credo e sono convinto che lo sport sia anche questo e questo sia un passaggio indispensabile se non vogliamo arrivare a uno sport di Stato nel quale i cittadini fanno moto, ma hanno perso la possibilità di fare sport.
Pertanto ben vengano gli impianti leggeri, ma che siano il primo passo per quelli non dico pesanti, ma almeno idonei a fare sport (d’altro canto, pur non essendo un progettista, non credo che costi molto di più fare una piscina di 25 metri, omologabile, piuttosto di una da venti che non può ospitare attività agonistiche).
Così come evitiamo le cattedrali nel deserto, non vale la pena spendere milioni di euro solo per ospitare una partita del sette nazioni di rugby o di coppa europa di basket.
Chissà cosa intendono loro per sport?
Purtroppo però l’attività agonistica delle associazioni sportive ormai sta diventando la cenerentola. Le Federazioni sportive e i gruppi sportivi militari si gestiscono l’attività di vertice (l’ultima è la Federazione rugby che è diventata proprietaria del 100% delle quote di una srl sportiva che svolge attività internazionale); l’attività intermedia fatta dalle associazioni sportive (senza la quale, si ricorda, non c’è crescita) è affogata dai debiti e dalla assenza di impianti. Tutti i giorni, i media ci danno notizia di una gloriosa associazione sportiva che cessa la propria attività.
Idea. Il boom delle associazioni sportive deriva, anche, da una agevolazione che non ha eguali nel mondo del non profit: la non imponibilità dei compensi agli operatori ai fini previdenziali, assicurativi e, in parte, fiscali. Questo ha fatto sì che molte associazioni di carattere culturale - ricreativo si sianoimprovvisamente convertite allo sport. Leggendo gli affiliati ad un ente di promozione sportiva troviamo associazioni di yoga, di turismo, di viaggi, di cultura. Chissà cosa intendono loro per sport? In realtà queste, così come tutte quelle che fanno attività motorie, vivono di “corsi” o di ingressi a impianti da loro gestiti, pertanto erogano solo servizi dietro corrispettivo. Ma così facendo è sufficiente che parametrino i servizi all’appeal che questi riscuotono presso il “cliente” che li finanzia, e che quasi sempre fa diventare un business questa attività.
Un esempio. Leggo sul sito di una società sportiva dilettantistica, che si definisce: “attualmente azienda leader in Italia nella gestione di strutture sportive di proprietà pubblica”, come essa abbia iniziato una attività di franchising, dichiarando di aver avuto nel 2010 un fatturato di euro 16.700.000. A onor del vero fa anche, in questo caso, attività agonistica, anche se sicuramente non proporzionata all’attività corsistica o di nuoto libero svolta. Non è certo questo “imprenditore” a rimetterci. Chi è quello che ci rimette? Il Presidente o il dirigente che di tasca sua paga i giocatori che fanno la promozione di calcio, di volley o di basket. E che non trovano più sponsorizzazioni.
Una proposta, ma risolverà la situazione?
A questo punto la proposta forte: revochiamo ogni agevolazione a tutte quelle associazioni sportive che non dimostrino di fare attività agonistica, o comunque competitiva, o comunque che siano collegate direttamente ad altra associazione che li svolge, e dreniamo risorse in favore di chi fa attività agonistica. Se fanno impresa è giusto che si facciano regolare solo dalle logiche del mercato. Chi, invece, per passione, investe di suo nello sport, almeno che sia aiutato con le agevolazioni fiscali.
Ma alla fine il problema resta. Dove giocheremo a Bologna la promozione di volley o di basket tra alcuni anni, se si andranno a realizzare solo impianti leggeri o a progettare cattedrali nel deserto?
Conto Termico: un'opportunità per una impiantistica sportiva efficiente
07.03.2013
Conto Termico: un'opportunità per una impiantistica sportiva efficiente
Approfondimento sul nuovo Conto Termico, un sistema di incentivazione delle energie rinnovabili che potrebbe offrire risparmi effettivi a impianti sportivi, palestre, piscine e centri benessere
Con la pubblicazione del DM 28/12/12, il c.d.decreto “Conto Termico”, si dà attuazione al regime di incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (fino a una dimensione di 1000 mq per il solare termico e 1000 kW per le altre fonti rinnovabili).
Gli interventi incentivabili si riferiscono all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti, alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza, alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili.
Un incentivo che, essendo corrisposto in tempi molto brevi (2-5 anni), si rivela molto interessante anche per le società sportive dilettantistiche, che normalmente hanno in gestione gli impianti per periodi limitati nel tempo, come 3/6/9 anni, e che quindi possono pensare di efficientare l’impianto con tempi di incentivo adeguati alle loro esigenze.
Senza contare, che essendo accessibile anche a Regioni, Province, Comuni ecc, offre finalmente un'opportunità concreta a questi enti di ristrutturare dal punto di vista energetico le strutture di loro proprietà, rientrando velocemente dell'investimento e risparmiando poi sulle spese di riscaldamento.
E se pensiamo che gli impianti sportivi in Italia sono per la maggior parte di proprietà comunale e al bisogno che queste strutture hanno di risparmiare sui costi energetici (spesso decisamente insostenibili), capiamo l'importanza che questo Conto Termico potrebbe avere sull'impiantistica sportiva del nostro paese.
Ma, dunque, a chi si rivolge il nuovo meccanismo di incentivazione?
Principalmente a due tipologie di soggetti:
- Amministrazioni pubbliche: comprendono tutte le amministrazioni dello Stato, le aziende e amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, ecc.
- Soggetti privati: persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario.
Ammontare e durata dell’incentivo:
Il GSE predisporrà, anche in collaborazione con il CTI e le regioni, le linee guida per l’installazione di contatori termici per la contabilizzazione e la trasmissione telematica dei dati relativi all’energia termica prodotta.
Le spese sostenute per la diagnosi e certificazione energetica dalle amministrazioni pubbliche sonoincentivate al 100%, mentre nel caso dei soggetti privati sono incentivate al 50%. Tale incentivo non concorre alla determinazione dell’incentivo complessivo.
L'intervista
Per approfondire alcuni aspetti di questa nuova formula di incentivo, abbiamo posto alcune domande aValeria Verga, segretario generale Assolterm, associazione impegnata nella promozione del solare termico in Italia.
Prima di tutto, partirei raccontando la situazione attuale in materia di forme di incentivazione del solare termico, specificando quali opportunità e quali vantaggi si aprono con il nuovo Conto Termico.
"In questo momento, l’introduzione del Conto Termico ha aggiunto un nuovo incentivo, quindi non è subentrato sostituendosi agli altri già in vigore. Per riassumere, al momento abbiamo:
- il Conto Termico, che è ancora in fase iniziale, quindi si può già accedere all’incentivo, però non si può ancora fare domanda. Il GSE, Gestore Servizi Energetici, deve infatti ancora predisporre tutti gli elementi contrattuali necessari per richiedere l'incentivo. Solitamente c'è un periodo di 60/90 giorni a partire dall'entrata in vigore del decreto (quindi dal 3 gennaio), in cui gli enti coinvolti devono predisporre tutta la documentazione:
- le detrazioni fiscali del 55%, che si applicano alle misure di efficienza energetica negli edifici esistenti e che la Manovra Monti ha prorogato fino al 30 giugno;
- le detrazioni fiscali del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, anche questa con scadenza al 30 giugno.
Questo significa che, un utente che si approccia oggi al settore delle rinnovabili termiche, ha queste tre possibilità. Ovviamente, sono tre possibilità alternative, non si possono cumulare e non si sa, alla data del 30 giugno, se le detrazioni si abbasseranno entrambe al 36% o se avranno un diverso destino. In questo clima di incertezze politiche è difficile fare previsioni".
E il Conto Termico quanto rimarrà in vigore?
"L’idea è che diventi un incentivo strutturale, dunque stabile. Come ogni Conto Termico sarà soggetto a una prima revisione dopo due anni e poi ogni tre anni.
Uno dei lati positivi di questo nuovo incentivo è il fatto di dare una maggiore stabilità e continuità rispetto alle detrazioni fiscali che venivano rinnovate di anno in anno. In una situazione di simile incertezza era infatti difficile per le aziende pianificare con un sufficiente livello di tranquillità i propri investimenti.
Insomma, è una situazione che ora appare più stabilizzata".
Oltre alla maggiore stabilità nei confronti degli investimenti, quali altri vantaggi vengono introdotti dal Conto Energia?
"Da più di un anno aspettavamo la pubblicazione del Conto Termico. Le detrazioni fiscali del 55% sono diventate sempre meno convenienti e appetibili per l’utente finale perché prevedono un incentivo spalmato su 10 anni; un periodo che, soprattutto di fronte a crescenti difficoltà economiche, è veramente troppo lungo, per cui ne ha di fatto ridotto l’ appeal .
Per quanto riguarda il 50%, invece, erano diventate molto interessanti perché, mentre sul 55% c’è una trafila burocratica molto complessa, sul 50% non c’è, per cui erano diventate più accessibili.
Però, nel calderone del 50% erano inclusi qualsiasi tipo di ristrutturazione, e si era persa qualsiasi forma di monitoraggio e di incentivazione verso gli interventi legati all’efficienza energetica.
Inoltre, con il Conto Termico l’incentivo non viene dato in forma di detrazione, ma viene corrisposta una cifra annuale a intervento effettuato. E viene data in un tempo molto breve: per impianti al di sotto dei 50 mq, si parla di due anni. Per impianti al di sopra dei 50 mq, l’incentivo viene dato in cinque anni".
Il Conto Energia presenta dei "limiti", degli aspetti che in qualche modo potrebbero essere migliorati?
"Premetto che, prima di modificare qualsiasi cosa, questo Conto Energia deve essere messo alla prova, però sì alcuni aspetti forse andrebbero ripensati.
Prima di tutto, sono state stanziate risorse complessive abbastanza limitate, se pensiamo che sono state inserite nell’incentivo moltissime tecnologie. Però, bisogna considerare che alcune di queste sono incentivate soltanto a livello privato, altre sia a livello pubblico sia privato.
Al momento abbiamo a disposizione 900 milioni all’anno (200 milioni per le PA e 700 milioni per i privati) e non possiamo sapere se e in quanto tempo verrà raggiunto il tetto massimo disponibile per ogni anno di incentivo.
Per quanto poi riguarda il solare termico, l’incentivo è abbastanza contenuto e non è agganciato né alla performance degli impianti né a una equa remunerazione dei costi di investimento. Almeno per la circolazione forzata si doveva prevedere un incentivo più elevato".
Ho letto che, per le Amministrazioni Pubbliche, è prevista “una procedura di prenotazione a cui è riservato un contingente di spesa annua cumulata non superiore a 100 milioni di euro”. Può spiegare meglio in che cosa consiste la procedura e come ci si deve muovere?
"Si tratta di una procedura parallela a quella prevista anche per le altre tecnologie, e dedicata alla PA e alla quale, su 200 milioni complessivi, è dedicata una spesa massima di 100 milioni di euro. Per avere maggiori dettagli sulla procedura bisognerà aspettare che gli enti preposti definiscano le relative linee guida".
Sport e attività fisica in Italia: i numeri del Piano Nazionale per la Promozione dell’Attività Sportiva
Sport e attività fisica in Italia: i numeri del Piano Nazionale per la Promozione dell’Attività Sportiva
Il Piano Nazionale ha diffuso l’analisi dei numeri della pratica sportiva in Italia differenziandoli per età, area geografica e genere
Categorie: sport e fitness, i numeri della pratica sportiva
Il Piano Nazionale per la Promozione dell’Attività Sportiva, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Tavolo Nazionale per la Governance dello Sport, ha l’obiettivo primario di avvicinare le persone alla pratica dello sport. Alla sua prima edizione ha presentato un report in cui viene analizzata la pratica sportiva degli italiani.
| Nel grafico a lato è mostrata la diffusione nel 2011 della pratica sportiva e dell’attività fisica in Italia: sono poco meno di 19 milioni le persone che hanno praticato sport, che corrispondono al 32,1%della popolazione italiana oltre i 3 anni di età. Tra questi il 21,9% vi si è dedicato continuativamente, mentre il 10,2% in modo saltuario. Sono il 27,7% della popolazione, invece, le persone che, pur non praticando sport, si dedicano a un’attività fisica e il39,8% i sedentari che non svolgono né sport né attività fisica. |
Per quanto riguarda le differenze territoriali, queste ricalcano la diversa disponibilità di strutture che varia da luogo a luogo. Le regioni con la quota inferiore di praticanti sportivi si trovano nel Sud Italia, in particolare sono Campania e Puglia a detenere le percentuali più basse (19,4% e 20,7% rispettivamente); mentre spiccano Sardegna e Abruzzo con quote più incoraggianti: 32,2% la prima e 30,3% il secondo. L’andamento dell’attività fisica rispecchia quello delle attività sportive: si incontrano più praticanti nell’area del Centro-Nord (29,8%) rispetto a quella del Centro-Sud (23,6%).
| Circa le differenze di età, la figura accanto individua nei giovani fra i 6 e i 17 anni la fascia con il numero più elevato di praticanti sportivi, conpicchi di oltre il 60% fra i ragazzi fra gli 11 e i 14 anni. A partire dall’adolescenza si registra quindi uninteresse sempre più scarso verso la pratica dello sport che cala sempre più fino al raggiungimento della terza età. |
L’analisi per differenza di genere mostra le donne meno attive dal punto di vista fisico: solo il 25,3% pratica un’attività sportiva anche solo saltuariamente, a fronte del 38,6% degli uomini. Questo divarioresta in ogni classe di età, ad eccezione della fascia 3-5 anni dove il numero di maschi e di femmine che praticano attività fisica è praticamente analogo. Il divario massimo si trova fra i 20 e i 24 anni dove sono 24 i punti percentuali di differenza che diminuiscono col crescere dell’età.
L’analisi storica dei dati, comparando quelli del 2011 con altri meno recenti, si può osservare come le persone che praticano sport assiduamente sono cresciute del 3% dal 2001 al 2011. La percentuale di chi pratica sport saltuariamente è più instabile, restando però sempre attorno ai 10 punti percentuali; mentre la percentuale di chi non svolge per niente alcuna attività fisica o sportiva ha sempre oscillato attorno al 40%.
Un altro dato interessante è fornito dal CONI, in quanto osservatore privilegiato della pratica sportiva organizzata: nel 2011 sono stati rilevati 11 milioni di tesserati. In particolare le Federazioni Sportive Nazionali hanno registrato un trend positivo: in dieci anni sono incrementati del 36%, passando così da 3,3 milioni e 4,5 milioni di atleti.
Passando a livello europeo, i dati raccolti dal Piano Nazionale sono stati comparati con quelli di una ricerca condotta da Eurobarometer. Limitando il confronto con i paesi culturalmente affini, ovvero Spagna e Francia, si scopre che l’Italia resta notevolmente distante da loro e dalla media europea. Infatti mentre nel Bel Paese non si raggiunge il 30% dei praticanti sportivi, gli spagnoli sportivi sono il 39% della popolazione, mentre i francesi il 48%. Notevole è anche il distacco dalla media europea, che si assesta al 40%. La situazione è simile sia per quanto riguarda la pratica sportiva saltuaria e la diffusione dell’attività fisica non sportiva. Ciò implica che l’Italia mostra una sedentarietà superiore alla media europea in tutte le fasce d’età, in particolare fra i 15 e i 54 anni i sedentari italiani sono il triplo di quelli europei.
www-pu24.it - I partiti poco interessati allo sport
I partiti poco interessati allo sport
PESARO – Finite le elezioni, con la sensazione che si potrebbe tornare, più o meno presto, alle urne, a meno che Pd e Movimento 5 Stelle non facciano l’accordo miracoloso, ci è venuto in mente – con colpevole ritardo – che durante la breve campagna elettorale non ci siamo occupati di un tema che in Italia è lontano mille miglia dai pensieri dei politici, ovviamente sempre pronti a salire sul carro del vincitore quando un atleta si distingue in campo nazionale e, soprattutto, internazionale.
In verità, in occasione del convegno organizzato da Barbara Rossi, presidente della Snoopy Pallavolo, con la grande canoista Josefa Idem e l’allenatore dell’Italvolley maschile medaglia di bronzo a Londra 2012, abbiamo sottolineato che la politica non si interessa dello sport, se non per utilizzare gli atleti. Come ha fatto il Pd con la stessa Idem, peraltro già impegnata in politica da assessore allo Sport del Comune di Ravenna, e come ha fatto Mario Monti con Valentina Vezzali.
Ed è incredibile, perché è noto che un euro investito nello sport significa non meno di tre euro risparmiati alla sanità pubblica.
Detto questo, abbiamo analizzato i programmi dei principali partiti che hanno partecipato alle elezioni politiche 2013 e ne abbiamo ricavato un giudizio sconfortante. Con due eccezioni: il Movimento 5 Stelle e, in particolare, la lista Fratelli d’Italie, le uniche che dedicano attenzione al tema dell’attività fisica. Che non significa pratica agonistica, ma il piacere di volersi bene. Anche Pdl e Lega Nord dedicano un paio di righe all’argomento, ma sembra soprattutto in interesse fiscale.
Movimento 5 Stelle
Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice • Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo)
Partito Democratico
Neppure una riga. E se si fa ricerca della parola sport nel lunghissimo programma, viene fuori solo “esportazione”. E nella sezione diritti nessun accenno al diritto – dovere – di fare sport, non soltanto agonistico, soprattutto per la tutela della salute. Anche se poi, bel capitolo Beni Comuni, si legge “Per noi salute, istruzione, sicurezza, ambiente, sono campi dove, in via di principio, non deve esserci il povero né il ricco”.
Sinistra Ecologia Libertà
Ventidue i punti del programma, che si occupa – meritoriamente – anche dei diritti degli animali. Ma lo sport è assente, completamente assente.E anche alla voce sanità si parla della salute come un diritto inalienabile, ma senza collegarla mai a stili di vita che abbiano un rifermento importante nella pratica sportiva.
Popolo della Libertà
Un solo richiamo, nel programma del Pdl, al capitolo 21 Cultura, Sport, Spettacolo: “Riforma organica della fiscalità delle associazioni sportive dilettantistiche per la promozione dello sport di base”.
Fratelli d’Italia
E’ soprattutto in rapporto alla scuola, ma – vista la situazione in Italia, soprattutto nelle regioni meridionali – presta attenzione all’attività di base:
Incentivazione dell’apertura delle istituzioni scolastiche e universitarie oltre l’orario didattico, rilanciando accordi e convenzioni con associazioni sportive, culturali e del terzo settore, anche in sinergia con gli Enti locali, per sviluppare attività rivolte agli studenti, alle loro famiglie e al territorio.
Potenziamento dell’educazione motoria e sportiva sia nella scuola primaria sia nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Allo sport deve essere riconosciuto il fondamentale contributo che esercita come strumento di inclusione e crescita sociale dei giovani e di insegnamento a seguire un corretto stile di vita. Per questo deve essere prevista l’introduzione nella 4° e 5° elementare, anni in cui si determina il rapporto del bambino con l’attività fisica, dell’insegnamento dell’attività motoria da parte di personale qualificato (IUSM)
La Destra
Chiedo scusa, ma non ho trovato alcun programma, perché il sito ufficiale invitava iscritti e simpatizzanti a rispondere a una sorta di referendum su mutuo sociale, repubblica presidenziale, ritorno alla Lira, partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese. Niente su sport e salute.
Lega Nord
Al capitolo 21, Cultura, Sport e Spettacolo, si legge: Riforma organica della fiscalità delle associazioni sportive dilettantistiche per la promozione dello sport di base
Agevolazioni fiscali per investimenti di privati nella costruzione di impianti sportivi di riconosciuto interesse generale
Scelta Civica con Monti
Un programma infinito, ma nessun riferimento allo sport, mai nominato, neppure in riferimento al rapporto con la salute.
Rivoluzione Civile Ingroia
Anche in questo caso, con un programma vastissimo, il termine sport è inserito solo in esportazione e trasporto
25 Maggio 2013 FESTA DELL'ARCOBALENO IO NON HO PAURA DEI COLORI
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26/27/28 aprile 2013 UN'ALTRA UMANITA' E' POSSIBILE
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20/21 aprile 2013 - GiroTennis 2013 - Circuito Regionale Tornei Municipali Amatoriali di Tennis
20/21 aprile 2013
GiroTennis 2013
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giovedì 21 marzo 2013
Cinquegiorni 21/3 - La lettera Pvq, i concessionari
La lettera
Pvq, i concessionari:
«Nostre difficoltà per l’inadempienza del Comune di Roma»
Egregio Direttore
nel ringraziarla per aver pubblicato nell articolo uscito oggi sul suo giornale 5 Giorni ampi stralci del nostro comunicato consegnato in Consiglio Comunale, debbo purtroppo registrare il totale dissenso circa le
sue considerazioni polemiche nell ultima parte del suo articolo, in particolare per ciò che riguarda l
asserita "pretesa" da parte dei concessionari di rimodulazione del mutuo mischiando altresì l’onorabilità e la correttezza di molti di essi con coloro che hanno commesso degli atti illeciti!
Ribadisco per l'ennesima volta che le difficoltà economiche derivano non da gestione non oculata ma
dalla totale inadempienza del Comune di Roma che dopo più di un anno dagli arresti e dalle vicende
giudiziarie ancora in riesce a dare piena operatività all’Ufficio di Scopo,non assume decisioni su atti Amministrativi dovuti, non ha modificato le normative urbanistiche,ha bloccato i Sal dei cantieri in corso, ha
introdotto disposizioni e richieste assurde non aderenti a quanto stabilito dalle procedure vigenti All atto
della firma delle convenzioni, senza contare la realizzazioni di impianti sportivi adiacenti ai PVQ senza una
regola (vedi ad esempio mondiali di nuoto ed altri interventi) e mi fermò qui perché l’elenco sarebbe lunghissimo! Le conseguenze di tutto questo sono evidenti, con cantieri bloccati, rate dI mutuo che corrono,
e mancanza totale di un punto di riferimento. La nostra unica speranza è che finalmente la nuova responsabile Bisanzio possa affrontare in modo serio e strutturato in problemi anche in vista della nuova Consigliatura che sarà obbligata a risolvere politicamente la questione PVQ.
Pertanto la prego di evitare in seguito affermazioni lesive della onesta e serietà dei nostri Associati che
non vanno confusi con gli altri!
Cordiali saluti
Orlando Galimberti
Presidente dell’Associazione
concessionari Punti Verde Qualità
mercoledì 20 marzo 2013
Ass.PVQ Risposta all'articolo Cinquegiorni 20/3
Egregio Direttore
nel ringraziarla per aver pubblicato nell 'articolo uscito oggi sul suo giornale 5 Giorni ampi stralci del nostro comunicato consegnato in Consiglio Comunale, debbo purtroppo registrare il totale dissenso circa le sue considerazioni polemiche nell 'ultima parte del suo articolo, in particolare per ciò che riguarda l'asserita "pretesa" da parte dei concessionari di rimodulazione del mutuo mischiando altresì l'onorabilità e la correttezza di molti di essi con coloro che hanno commesso degli atti illeciti!
Ribadisco per l'ennesima volta che le difficoltà economiche derivano non da gestione non oculata ma dalla totale inadempienza del Comune di Roma che dopo più di un anno dagli arresti e dalle vicende giudiziarie ancora non riesce a dare piena operatività all'Ufficio di Scopo, non assume decisioni su atti Amministrativi dovuti, non ha modificato le normative urbanistiche,ha bloccato i Sal dei cantieri in corso, ha introdotto disposizioni e richieste assurde non aderenti a quanto stabilito dalle procedure vigenti all'atto della firma delle convenzioni, senza contare la realizzazioni di impianti sportivi adiacenti ai PVQ senza una regola ( vedi ad esempio mondiali di nuoto ed altri interventi) e mi fermò qui perché l'elenco sarebbe lunghissimo!
Le conseguenze di tutto questo sono evidenti con cantieri Bloccati, rate d mutuo che corrono, e mancanza totale di un punto di riferimento
La ns unica speranza e' che finalmente la nuova responsabile Bisanzio possa affrontare in modo serio e strutturato in problemi anche in vista della nuova Consigliatura che sarà obbligata a risolvere politicamente la questione PVQ
Pertanto la prego di evitare in seguito affermazioni lesive della onesta' e serietà dei nostri Associati che non vanno confusi con gli altri!
Cordiali saluti
Inviato da orlando galimberti
nel ringraziarla per aver pubblicato nell 'articolo uscito oggi sul suo giornale 5 Giorni ampi stralci del nostro comunicato consegnato in Consiglio Comunale, debbo purtroppo registrare il totale dissenso circa le sue considerazioni polemiche nell 'ultima parte del suo articolo, in particolare per ciò che riguarda l'asserita "pretesa" da parte dei concessionari di rimodulazione del mutuo mischiando altresì l'onorabilità e la correttezza di molti di essi con coloro che hanno commesso degli atti illeciti!
Ribadisco per l'ennesima volta che le difficoltà economiche derivano non da gestione non oculata ma dalla totale inadempienza del Comune di Roma che dopo più di un anno dagli arresti e dalle vicende giudiziarie ancora non riesce a dare piena operatività all'Ufficio di Scopo, non assume decisioni su atti Amministrativi dovuti, non ha modificato le normative urbanistiche,ha bloccato i Sal dei cantieri in corso, ha introdotto disposizioni e richieste assurde non aderenti a quanto stabilito dalle procedure vigenti all'atto della firma delle convenzioni, senza contare la realizzazioni di impianti sportivi adiacenti ai PVQ senza una regola ( vedi ad esempio mondiali di nuoto ed altri interventi) e mi fermò qui perché l'elenco sarebbe lunghissimo!
Le conseguenze di tutto questo sono evidenti con cantieri Bloccati, rate d mutuo che corrono, e mancanza totale di un punto di riferimento
La ns unica speranza e' che finalmente la nuova responsabile Bisanzio possa affrontare in modo serio e strutturato in problemi anche in vista della nuova Consigliatura che sarà obbligata a risolvere politicamente la questione PVQ
Pertanto la prego di evitare in seguito affermazioni lesive della onesta' e serietà dei nostri Associati che non vanno confusi con gli altri!
Cordiali saluti
Inviato da orlando galimberti
Cinquegiorni 20/3 - La bomba inesplosa dei Pvq
Potenziale grana per il
Comune destinata a finire
in mano alla prossima
Amministrazione capitolina
Che la mina dei punti verdi qualità sia sempre in condizione di esplodere provocando danni per centinaia di milioni a Roma Capitale lo abbiamo sempre saputo.
Così come abbiamo sempre denunciato l’inerzia del Campidoglio che spera di scaricare la patata bollente
nelle mani della prossima Amministrazione mettendo nel frattempo la testa sotto la sabbia. Solo l’associazione degli assegnatari dei Pvq si fa periodicamente viva per richiamare l’amministrazione alla
sua responsabilità, ma a quanto pare invano. Ancora ieri con un documento presentato al Consiglio
Comunale l’associazione ripercorreva le ultime tappe di una vicenda che si trascina da anni con risvolti
giudiziari finiti su tutti i giornali. Il documento ricorda che nel marzo dello scorso anno fu istituito l’apposito Ufficio Temporaneo di Scopo che avrebbe dovuto fare un’enquiry sullo stato dell’arte. Molto meglio
sarebbe stato affidare l’ingrato compito ad una società privata di auditing. Che poi la baracca non
abbia funzionato lo dimostrano le successive nomine. Per prima l’avvocato Angela Raimondo nel marzo
dello scorso anno, mentre i concessionari facevano convocare illuglio successivo una riunione presenti il segretario generale del Comune Dr Iudicello, l’Avv Raimondo, l’assessore Visconti e i consiglieri
Valeriani e De Priamo. Nella riunione si stabilì di verificare con la Ragioneria Generale gli impegni di
Bilancio che avrebbero potuto mitigare il rischio di insolvenza dei Concessionari in difficoltà finanziarie e di salvare il Campidoglio dall’escussione delle fideiussioni garantite al 95% per un totale di
300 milioni, dopo averne restituito ben 9 di milioni alle banche per ilflop dei concessionari Perconti e
Massimo. Dopo l’avv Raimondo arriva l’Ing. Roberto Massaccesi, del quale qualche mese fa avevamo
annunciato in anteprima le dimissioni sollevando voci scandalizzate dai concessionari che facevano
finta di non saperlo. Se ne va Massaccesi e subentra la D.ssa Emanuela Bisanzio. Risultato: punto da
capo e nulla di fatto. Ora i concessionari, molti dei quali insolventi rispetto ai mutui contratti, non solo
invocano un intervento del Comune per bloccare i pagamenti al CreditoCooperativo e al commissariato Credito Sportivo, ma addirittura chiedono che vengano approvati i progetti in itinere e quelli relativi alle
cosiddette aree Delocalizzate, per farci altre strutture.
Ovviamente agitando la bandiera dei cantieri bloccati e delle ripercussioni sulla occupazione anche
per i Pvq attualmente aperti ai cittadini. Ovviamente se il comune non interverrà si preannunciano
guai per il bilancio di Roma Capitale.
Parte così dai concessionari una serie di richieste che fanno trasecolare. In primis chiedono legittimamente di rendere operativo l’ufficio di scopo quantomeno per avere una esatta dimensione del problema.
Ma poi chiedono di non perdere il loro fondo di garanzia del 5% a suo tempo istituito e soprattutto di spalmare la restituzione dei mutui a 30 anni anziché entro gli attuali 15. Con questa soluzione all’italiana
la mina della fideiussione capitolina al 95% esploderebbe un pò più in là e altre nuove strutture potrebbero
sorgere.
C’è di più, perché nelle more delle decisioni in merito che si annunciano complicate, i concessionari
vorrebbero la rimodulazione delle rate di mutuo che non sono state pagate o sono ancora da pagare.
Questo si che è fare impresa. Non ho più soldi e scarico sul Comune i costi di operazioni in alcuni casi
fallimentari e speculative, mettendo una bella pietra sopra i casi di fatture gonfiate, giri e rigiri di concessioni, cantieri fermi da anni, concessioni già revocate, arresti di imprenditori e funzionari comunali
in attesa di giudizio e così via. Il tutto con il piede sulla mina che rischia di far implodere le casse comunali e alleggerire le tasche dei contribuenti.
Giuliano Longo
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