giovedì 31 gennaio 2013

I parchi dell’abbandono Sporchi e pericolosi. Ecco i giardini della capitale dove la manutenzione è inesistente

Garbatella, il polmone “grigio” di Roma

Grido d’allarme dal Municipio XI per
la cattiva o inesistente manutenzione
del verde pubblico. Scarsità di fondi,
mancanza di una programmazione seria,
impossibilità di far fronte a tutte le richieste
provenienti dal territorio: fatto sta che,
come nel resto delle ex circoscrizioni romane,
anche in quella con la maggioranza
di parchi e aree verdi (dal parco della Caffarella
a quello dell’Appia Antica passando
per Tor Marancia) si continua a lavorare
sempre e solo in emergenza. Quasi un leit
motiv dell’Amministrazione, considerando
la situazione delle strade e delle scuole
capitoline. L’ultima “nota dolente” arriva
dal Movimento 5 Stelle, che ha realizzato
un ampio reportage fotografico sulla situazione
di degrado e abbandono che grava
su Parco Scott, una delle aree “potenzialmente”
più graziose e ricche di fascino
del municipio. Si parte da un video girato
dagli stessi militanti, due anni fa, per far
notare che poco o nulla è cambiato. Anzi,
come viene fatto osservare, “il degrado
oggi si è notevolmente accentuato. Il fogliame
ha ricoperto tutta l'immondizia che
era stata precedentemente gettata e mai
rimossa. Nelle panchine del parco, alcune
danneggiate vistosamente, nascono i funghi.
I giochi dei bimbi sono stati presi
d'assalto dai vandali e sono inutilizzabili,
le auto parcheggiano in zone proibite. In
tutto questo – sottolineano glli esponenti
del M5S - Il Municipio si è preoccupato
solo di mettere dei graziosi porta biciclette

in legno, che nessuno utilizzerà mai visto
che sono ricoperti da erbacce e altri rifiuti.
Oltre a una inutile bacheca, dove non
viene affissa alcun tipo di informazione.
Quindi se un turista attraversa quella via,
per accedere verso l'Appia Antica non troverà
indicazioni, ma dovrà usare la rabdomanzia
». Non cade certo dalle nuvole il
presidente del Municipio XI, Andrea Catarci:
«La gestione delle aree verdi fa acqua da
tutte le parti –spiega – ma di certo non è
qualcosa che può essere ascritto alla nostra
responsabilità. La competenza è dell’ufficio
Giardini del Campidoglio che per vari motivi,
dalle carenze di fondi a quelle di personale,
interviene da anni in maniera a

dir poco insufficiente nonostante le nostre
sollecitazioni, quelle dei residenti, delle
associazioni e nonostante le raccolte firme
più volte presentate in Campidoglio. A
oggi le aree verdi del nostro territorio
possono dirsi abbandonate, stanti il silenzio
e il disinteresse dell’Amministrazione capitolina.
Come Municipio facciamo quello
che possiamo, ma va considerato puro volontariato.
In questa situazione di degrado
generalizzato, tra l’altro, va sottolineata
la sperimentazione che abbiamo intrapreso
sull’area verde di via Magnaghi, che abbiamo
prima preso in carico e poi affidato
tramite bando a un’associazione per la
manutenzione ordinaria e straordinaria:
una piccola “perla”, che però resta una
goccia nel mare». Tra le situazioni “limite”
non c’è solo il parco Scott. Catarci cita tre
esempi concreti: parco Nobles, parco Caduti
del mare di via Pullino e parco Serafini di
via Giovannipoli. Qui non è garantita nemmeno
la sicurezza, visto che i cancelli restano
sempre aperti. «Queste tre aree
verdi, però, non sono a carico del servizio
Giardini ma dell’assessorato di Ghera –
conclude il minisindaco – che è riuscito
nell’impresa di fare addirittura peggio del
servizio Giardini».


mercoledì 30 gennaio 2013

Cinquegiorni 30/1/2013 - Pvq, la lettera del presidente dei concessionari

Pvq, la lettera del presidente dei concessionariCari concesionari e quanti
in indirizzo, ritorno sulla
questione per segnalarvi
il nuovo articolo di oggi
a pag 3 del quotidiano Cinque
Giorni in cui viene citata
la nostra precedente
email in merito alla smentita
sulle dimissioni del dr
Massaccesi, al quale abbiamo
già rivolto l'invito
per un incontro con la nostra
Associazione PVQ
Roma.
In risposta al dr Longo tengo
a precisare che ovviamente
ho avuto delle informazioni
da fonti del Comune
certe. Posso però
condividere con il dr Longo
il fatto che c'è comunqueun po' di confusione anche
perchè se qualcuno ha detto
che il Dr Massacesi si
era dimesso o aveva minacciato
le dimissioni,
qualcosa di vero forse
c'era.
Comunque prendiamo atto
della situazione ma desideriamo
esprimere il nostro
disappunto sul titolo
di cinque giorni:
La spericolata fideiussione
al 95 per cento dei mutui
contratti dai concessionari
mette in difficoltà l’Amministrazione
poichè riteniamo
che la situazione in cui
si trova il Comune non è
colpa della Fidejussione
ma della mancata gestione
da parte dell'Amministrazione
delle problematiche
complesse del Programma
dei PVQ, nonchè del non
aggiornamento delle normative
applicabili (il famoso
e più volte annunciato
"Deliberone") come
più volte e in più occasioni
da noi denunciato.
Vorrei a proposito ribadire
un concetto già espresso
più volte ma forse non
bene compreso da tutti:
“Se il Comune ha inteso
concedere il 95% di Fidejussione
è perchè il Comune
è il proprietario e il
Concessionario è colui il
quale deve realizzare e gestire
per nome e per conto
del Comune l'Area Verde.
Questo significa che il Comune,
in qualche modo,
può essere inteso come socio
di maggioranza di ciascun
Concessionario e,
pertanto, dovrebbe adoperarsi
al massimo, nei limiti
delle regole e della Concessione,
nel favorire le
istanze dei Concessionari,
aggiornare le Delibere, rispondere
in modo rapido
ed efficace alle richieste
di ordinaria amministrazione
e così via”.
Beh, allo stato dei fatti
siamo ben lungi da questo
e speriamo che il nuovo
Direttore possa davvero
rimettere in sesto una macchina
inceppata come sono
di fatto i PVQ di Roma
Orlando Galimberti
Presidente Associazione
PVQ - Roma

martedì 29 gennaio 2013

Punti Verdi Qualità - L'abbuffata di Luca Verducci


Cinquegiorni 29/1/2013 - L’INCHIESTA Il Campidoglio ha iniziato a revocare le prime concessioni, ma ci sono ben 24 cantieri fermi La spericolata fideiussione al 95 per cento dei mutui contratti dai concessionari mette in difficoltà l’Amministrazione IL CASO Il Cotral indebitato usa 120mila euro per formare un dirigente Secondo Riccardo Agostini è «una fortuna che capita solo agli amici degli amici» Pvq: quanto deve pagare il Comune?


L’INCHIESTA Il Campidoglio ha iniziato a revocare le prime concessioni, ma ci sono ben 24 cantieri fermi
La spericolata fideiussione al 95
per cento dei mutui contratti dai
concessionari mette in difficoltà
l’Amministrazione
IL CASO
Il Cotral indebitato usa 120mila
euro per formare un dirigente
Secondo Riccardo Agostini è «una fortuna
che capita solo agli amici degli amici»
Pvq: quanto deve pagare il Comune?Orlando Galimberti presidente
dell'associazione
dei concessionari
di Pvq, dopo aver invitato
ieri i suoi associati a
leggere il nostro articolo
pubblicato venerdì scorso
in merito alle dimissioni
dell’ing. Massaccesi direttore
dell’ufficio di scopo per
i Pvq, con una successiva
nota si affrettava a smentire
la notizia scrivendo: «Per
fortuna sono costretto a
smentire quanto affermato
dal quotidiano Cinque giorni
poichè non risulterebbero
agli atti le dimissioni del Dr
Massaccesi da Direttore
dell’Ufficio di scopo». Vogliamo
dar credito al sig.
Galimberti delle eventuali
imprecisioni delle nostre
fonti e rimaniamo in attesa
di una rettifica o smentita
ufficiale da parte dal Comune
com’è prassi. Ci sorprende
d’altronde che lo
stesso Galimberti non abbia
assunto le necessarie informazioni
immediatamente levando
nel frattempo alte
grida di dolore per conto
dei dei concessionari che,
virtuosi o meno, associati o
no, sono in difficoltà a pagare
le rate del mutuo sottoscritto
con la Bcc e garantito
dal Campidoglio con
fidejussione al 95%. Non chei lavori della commissionepresieduta dal giugno scorso
dalla avvocato Raimondo a
da dicembre del’ing. Massaccesi
abbiano chiarito
molto la situazione dei Pvq,
tanto che, almeno pubblicamente,
non si dispone ancora
di un quadro preciso
delle insolvenze e tanto
meno dei rischi finanziari
per le sconnesse casse erariali
del Campidoglio. Tuttavia,
placato il clamore mediatico
dovuto all’intervento
della Procura con gli arresti
all’inizio dell’anno scorso
degli imprenditori Dolce e
Bernardini e del funzionario
preposto ai Pvq arch. Volpe
per l’area verde di Spinaceto,
qualcosa doveva pur
essere fatto: un segnale o
qualcosa che giustificasse
l’esistenza della Commissione.
E così è stato fatto, il
Campidoglio ha battuto un
colpo e ha cominciato a revocare
le concessioni dal
mese di dicembre: da quelle
dei Pvq di Prati Verdi della
Bufalotta, Tiburtino sud, Nomentano
Nord- san Basilio
e Ponte di Nona tutti già
completati. Il 21 dicembre
seguiva la revoca di Parco
Spinaceto che era costato
la galera a Dolce e Bernardini.
A ben vedere la mazza
della revoca era stata agitata
anche dalla associazione
dei concessionari, che
comunque ne associa solo
una parte, nel corso della
commissione trasparenza
convocata il 18 dicembre.
Quanto il bastone della revoca
serva a tutelare il Comune
è tutto da vedere anche
perché, revoca o no, se
i concessionari non pagano
il mutuo i piccioli ce li dovrebbe
comunque mettere
il Comune. La salvezza dei
proverbiali capra e cavoli
potrebbe essere quella di
far rinegoziare il debito fra
concessionari e banca, magari
pagando solo gli interessi
e diluendo la restituzione
del capitale per i prossimi
decenni. Soluzione illusoria
che potrebbe salvare
qualcuno, ma certamente
non quelli che sono saltati
o stanno fallendo quali l’Olgiata
o Feronia.
Per di più c’è qualcuno che
alla revoca si sta opponendo
come Dolce e Bernardini,
che vogliono salvare il Pvq
della Maspen Center sport.
Si apre così una battaglia
cartacea, che potrebbe arrivare
in tribunale, dagli incerti
esiti perché la Maspen
punta il dito sul “mancato
rispetto delle disposizioni
sulla trasparenza delle operazioni
e dei servizi bancari”
da parte della Bcc. Ma soprattutto
mette sotto accusa
l’erogazione finanziaria per
stati avanzamento lavori riconosciuti
ad altri concessionari
anche rispetto a dubbi,
se non a qualcosa di più,
sulla solvibilità degli interessati.
Meno noto è che la
Bcc da giugno avrebbe sospeso
l’erogazione dei crediti
mettendo ulteriormente
in difficoltà i concessionari.
E’ a questo punto che i concessionari
hanno chiesto
una moratoria per i rimborsi,
negata a quasi tutti, compresa
la Maspen per una
rata di 60.000 euro. Ma se
la Maspen si sente discriminata,
qualche concessionario
come Andrea Ciabocco
del Pvq La Madonnetta ha
già notificato un paio di diffide
alla Commissione ormai
dimissionaria in merito a
una seconda convenzione
da stipularsi con le banche
ed il riconoscimento della
sua qualifica quale “concessione
di lavori pubblici”
che gli consentirebbe di rivedere
la convenzione stessa.
Sia come sia, fra ricorsi
e diffide la ciccia della questione
sta altrove ed esattamente
su quei 322 milioni
di euro che, secondo nostre
stime approssimative, la Bcc
e inizialmente il Credito
Sportivo oggi commissariato
avrebbero erogato per realizzare
in alcuni casi e poi
far funzionare le aree verdi
alcune delle quali non ancora
ultimate. Parliamo di
24 concessioni, inclusa Feronia
il cui cantiere è fermo
da due anni, l’Olgiata ormai
chiuso da mesi, la Perconti
e la coop. Maximo per i quali
il comune ha già dovuto scucire
alla Bcc utilizzando il
fondo di garanzia del 5% accantonato
da tutti i concessionari.
Allora, se questo
quadro è realistico non resta
che chiedersi quanti non pagano
più, quanti hanno pagato
e cosa resta da restituire,
perché è solo da questo
conto che si può determinare
l’esposizione finanziaria
del Comune esposto
da quella improvvida fideiussione
al 95% dei mutui
contratti. Infine un’ultima
considerazione. Se è vero
che questa storia prende
avvio dal 1995 con Rutelli,
passa per Veltroni e arriva
alla attuale amministrazione,
perché dal 2009, con regolari
e successive delibere,
la fideiussione fu estesa dai
120 milioni circa agli oltre
330 attuali? Se poi fosse
vero il gossip più recente
che qui riportiamo solo per
dovere di cronaca, che qualcuno
avrebbe provato a proporre
una ulteriore estensione
del finanziamento per
altri 50 milioni, saremmo al
limite del più grottesco. Si,
perché il bagno di sangue
per le casse erariali è già
incombente anche se qualcuno
intende dirottarne gli
schizzi sulla amministrazione
che verrà dopo il ballottaggio
di giugno. Anzi più
che un proposito ci sembra
una realtà. Infatti anche si
revocassero punitivamente
e per assurdo tutte le concessioni,
al Comune resterebbe
la proprietà di vaste
aree verdi attrezzate da vendere
e gestire remunerativamente,
mentre i crediti
concessi continueranno a
maturare interessi. E con i
tempi che corrono per le
banche, dubitiamo che la
Bcc sia disponibile a questo
supremo sacrificio.
(articolo precedente
pubblicato il 25 gennaio)
Giuliano Longo

sabato 26 gennaio 2013

Romatoday 25/1/2013 - Spinaceto: sui Punti Verde Qualità ci sono delle novità

Spinaceto: sui Punti Verde Qualità ci sono delle novità

Spinaceto: sui Punti Verde Qualità ci sono delle novità

Mentre proseguono gli incontri in Municipio per fare luce sul PvQ del Parco di Spinaceto, si è dimesso il direttore responsabile proprio dei PvQ. Dopo appena un mese dalla nomina

di Fabio Grilli - 25 gennaio 201



STORIE CORRELATE

La vicenda legata alla realizzazione del PVQ nel parco di Spinaceto, a ridosso del vecchio mercato di Largo Sergi, ancora non è arrivata alla fine.
LA RICHIESTA - In giornata ci sono state alcune novità, che ci sono state telefonicamente raccontate dal vice presidente del Consiglio Municipale Federico Siracusa."Oggi si è riunita la commissione sul Punto Verde Qualità di Spinaceto 'Parco Campagna'. E' venuto il responsabile del Dipartimento e ci ha confermato che si sta procedendo alla revoca della concessione. Ovviamente non basta, come risultato. Io continuerò a chiedere un segnale forte al Consiglio Municipale affinché si esprima con chiarezza l'intenzione di ripristinare il parco per come era prima dell'intervento. Questo anche in considerazione del fatto che, con l'apertura dell'altro punto verde qualità a Spinaceto, non c'è più alcuna esigenza di realizzare ulteriori strutture sportive nel quartiere".
LE DIMISSIONI A CATENA - Ma le novità non finiscono qui. "In effetti è successa una cosa particolare - ci confida Siracusa - si è dimesso il nuovo direttore dei Punti Verde, Roberto Massaccessi. Era di recente nomina, poiché era subentrato solo a dicembre all'ottimo architetto Angela Remondi, a sua volta subentrata a marzo al vecchio direttore, l'archietto Volpe - arrestato insieme all'imprenditore della Maspen Sport srl - Inoltre, non so per quale ragione, si sono dimessi anche 11 responsabili unici di procedimenti. Un fatto insolito, a cui non so dare una spiegazione".


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venerdì 25 gennaio 2013

Cinquegiorni 25/1/2013 - Pvq, Massaccessi molla la commissione dopo pochi mesi


Pvq, Massaccessi molla la
commissione dopo pochi mesi

IL CASO Con lui lasciano anche gli undici membri dell’organo istituito per fare luce sulla vicendaLA
La notizia è che l’ing. Roberto
Massaccesi, nominato appena
qualche mese fa responsabile
della commissione di scopo istituita
per fare luce sull’oscura vicenda
dei Punti Verdi Qualità (PVQ) ha
rassegnato le dimissioni insieme
agli 11 Responsabili Unici di Progetto
(RUP), uno per ogni punto
verde messo sotto osservazione. A
rendere ancora più complicata una
vicenda che rischia di costare al
Comune milioni di euro per la sua
fideiussione al 95% concessa alla
BCC a garanzia dei crediti ai concessionari,
c’è tutta una storia che
ritorna agli onori delle cronache
agli inizi dello scorso anno con l’arresto
dei due imprenditori Dolce e
Bernandini finiti in carcere con
l’architetto Volpe responsabile per
le procedure dei Pvq e gli arresti
domiciliari per la collega Anna
Maria Parisi. Una vicenda esplosa
dopo la campagna stampa avviata
oltre due anni fa da Cinque Giorni
per scoperchiare il pentolone maleodorante
nel quale bollivano da
anni interessi di costruttori, concessionari
e funzionari comunali.
Una storia che meriterebbe la scrittura
di un vero e proprio noire sul
malaffare capitolino che si trascina
da vent’anni.
Quegli arresti, almeno apparentemente,
facevano seguito agli atti
che l’assessore Visconti e il capo
di gabinetto Profeta avevano inoltrato
alla Procura della Repubblica
quando il nostro giornale documentò
la situazione del PVQ parco
Feronia di Lucia Mokbel e di suo
marito l’architetto Scarrozza, che
avrebbero accumulato debiti con
la BCC per circa 14 milioni di euro
mentre i cantieri sono fermi da almeno
due anni. Fatto sta che nelle
maglie delle indagini, invece, cadono
i due imprenditori e i due funzionari
rinviati a giudizio dopo la scarcerazione
senza che ancora sia fissata
la data del processo. L’attenzione
della stampa si concentra sul PVQ
parco Spinaceto per quei 700.000
euro di fatture che avevano suscitato
i sospetti degli inquirenti, ma
soprattutto per le presunte regalie
ai due funzionari comunali che prefiguravano
il reato di corruzione.
Per un po’ la bufera si placa, tanto
che rispetto alla dimensione milionaria
del malaffare Pvq sorge il
dubbio che il caso di Dolce e Bernardini
abbia fornito al Comune
l’alibi di una improbabile sollecitudine,
come i fatti stanno dimostrando.
Infatti mentre i Dolce e Bernardini
e Volpe escono dopo qualche
mese dal carcere, l’amministrazione
pare scuotersi e il 30 marzo dello
scorso anno nomina una commissione
di scopo capeggiata dall’avvocato
Angela Raimondo che dopo
qualche mese getta la spugna senza
che siano note le motivazioni del
gran rifiuto. Momenti di panico,
sino a quando a qualcuno viene la
bella idea di girare la patata bollente
a Risorse per Roma alla quale il
25 luglio scorso la Giunta Capitolina
affida la gestione dei PVQ Maximo
in via della Bufalotta e Polisportiva
Perconti al Tiburtino. RpR, istituita
per altri fini, respinge la palla al
mittente. Segue la nomina a dicembre
dell’ing. Massaccesi che oggi si
dimette senza che ne siano note le
ragioni.
Nel frattempo la BCC si allarma e
blocca le erogazioni per i vari stati
avanzamento lavori già nell’estate
scorsa quando pare che l’ultimo
fortunato beneficiario sia stato il
PVQ Kolbe. C’è di più, perché nel
frattempo la BCC e il Credito Sportivo
(oggi commissariato) si fanno
versare dal Comune garante
9.492.331 euro per il rimborso di
tre mutui contratti dai concessionari
“Massimo soc.coop” più 1.944.731
euro per i quattro mutui contratti
dalla Perconti con i medesimi istituti
di credito. Da notare che queste
ingenti somme sono probabilmente
comprensive di quei 2.935.000 euro
del Fondo di Solidarietà e garanzia
istituito obbligatoriamente a carico
dei concessionari, anche virtuosi,
della prima ora. A questo punto la
bolla finanziaria delle inadempienze
milionarie dei concessionari pare
al limite dell’esplosione. Tanto che
l’associazione dei concessionari che
li rappresenta parzialmente, il 18
dicembre nel corso di una audizione
alla Commissione consiliare trasparenza
e garanzia chiede una rimodulazione
del credito e addirittura
un congelamento della situazione
per le evidenti e gravi difficoltà
finanziarie di molti suoi associati.
Non solo, ma la predetta
associazione invita il Campidoglio
a revocare le concessioni laddove
la morosità sia più grave, con relativa
revoca della fideiussione del
Comune per “dirottare” i fondi verso
i concessionari virtuosi. Come
se i “dirottamenti” in questi anni
non fossero stati già fin troppi.
Certo, ci sono cantieri ancora aperti
e strutture da completare, ma la
richiesta sembra ignorare la confusione
del settore dove non è chiaro,
soprattutto all’opinione pubblica,
quali e quanti siano i concessionari
“virtuosi” e quali i “viziosi”. Con
una commissione di scopo che fra
un responsabile e l’altro non ha
ancora pubblicamente fornito un
quadro della reale situazione dei
PVQ in vista soprattutto dell’esposizione
fideiussoria del Campidoglio.
La vicenda assume anche contorni
inquietanti perché il 25 giugno va
parzialmente a fuoco il centro sportivo
Virgin di Ostia, in via dei Mar
dei Sargassi, mentre il 14 gennaio
si sviluppa l’ennesimo incendio al
centro sportivo dell’Olgiata entrambe
costruite sulla base di una concessione
PVQ. Un gioiello, lOlgiata,
che ha chiuso i battenti lo scorso
anno con i licenziamenti e l’abbandono
della struttura al degrado,
mentre il concessionario del relativo
PVQ avrebbe accumulato debiti
garantiti dal Comune per alcune
decine di milioni di euro. Con le dimissioni
di Massaccesi e del suo
staff si apre un altro capitolo del
feuilleton, ma lo vedremo alla prossima
puntata.
(continua martedì 29 gennaio)
Giuliano Longo


mercoledì 16 gennaio 2013

16/1/2013 - COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE MASSIMO INCHES CAPO GRUPPO LA DESTRA II MUNICIPIO



COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIERE MASSIMO INCHES CAPO GRUPPO LA DESTRA II MUNICIPIO

OGGETTO:   Punti Verde Qualità – irregolarità rilascio Concessioni ai gestori – Concessioni
                       date a chi non ha partecipato al Bando. Nuovo filone d’indagini


A seguito segnalazioni ricevute, anche in forma anonima, su possibili irregolarità nel rilascio  di Concessioni-Convenzioni  del Comune di Roma X Dipartimento Gestione Punti Verde Qualità, ho  seri dubbi sulla legittimità  delle procedure attuate, in particolare per due Punti Verde Qualità via della Mendola 288 e Cinecittà Sub Ovest, come dimostrerebbero gli atti che ho acquisito .
La storia:
La Delibera n. 169 del Consiglio Comunale, seduta dell’01/08/1995, aveva indetto il Bando per la realizzazione e la gestione delle aree di proprietà Comunali abbandonate e delle aree verdi. Nell’art. 5 del predetto bando veniva specificato il divieto di cessione della Convenzione-Concessione “assoluto divieto della Concessionaria di cedere a terzi la Concessione…E’ altresì fatto assoluto divieto alla Concessionaria di consociarsi con altri soggetti..”
La Delibera n. 84 del Consiglio Comunale, seduta del 7/05/1998 interpreta i criteri di intervento sulle aree per i Punti Verde Qualità, specificando alla pagina “7” che per quanto stabilito dall’at. 5 del Bando prevedendo una figura gestionale composita che sia in grado di condurre tutte le varie attività sportive e non il soggetto aggiudicatario dell’area potrà all’atto della sottoscrizione della Convenzione indicare la sua mutata natura giuridica ovvero altri soggetti ai quali intende UNIRSI per realizzare e/o gestire il Punto Verde Qualità In tal caso la Convenzione sarà intestata a una pluralità  di soggetti in solido tra di loro che costituiranno la figura della “Concessionaria” nominando nel contempo un loro rappresentante. Il soggetto aggiudicatario del Bando a cui è consentita la trasformazione in una delle figure giuridiche previste dal Codice Civile e dalle leggi speciali, DOVRA’ NECESSARIAMENTE COMPARIRE TRA QUELLI COMPONENTI LA FIGURA DELA “CONCESSIONARIA”

La Delibera della Giunta Comunale n. 4480 del 17/12/1996 ha reso noto l’approvazione delle risultanze della Commissione Esaminatrice progetti e graduatoria, con i nominativi dei soggetti aggiudicatari, cui dover stipulare il contratto di Convenzione-Concessione

Nonostante i divieti assoluti riportati nel Bando e nella successiva delibera interpretativa ho scoperto invece che

Punto Verde Qualità Via Di Madonna di Campiglio
Soggetto Proponente primo classificato ASS. SOLIDARIETA’ 2000 punteggio 19,75 – secondo in graduatoria Cortina Sporting Club punteggio 14,85.
Nonostante il soggetto aggiudicatario sia stato l’Associazione di Volontariato Solidarietà 2000, la Convenzione-Concessione è stata stipulata con la Soc. EXECUTIVE SPORT CENTER srl dal Comune di Roma in persona dell’Arch. STEFANO MASTRANGELO.
Nell’atto costitutivo della srl figura solamente un socio, facente parte dell’Associazione Sig. Massimo Boni, ma non l’Associazione stessa, trovandosi quindi in presenza di un altro soggetto giuridico che non ha partecipato al Bando.
Riferito dal Sig. Boni, persona informata dei fatti,  l’Associazione Solidarietà 2000, aggiudicataria del Bando, è attualmente in essere, come da visura effettuata dallo stesso.

Punto Verde Qualità Cinecittà Sub Ovest
Soggetto unico proponente primo classificato Insieme per Cinecittà srl punteggio 13,25
La Convenzione-Concessione è stata stipulata alla Soc. Meridiana D’Acqua srl dal Comune di Roma in persona del Dott. PAOLO GIUNTARELLI
Nell’atto Costitutivo della soc. Insieme per Cinecittà srl si rilevano i nominativi degli azionisti (quattro) e dell’amministratore Pinto Roberta.  Nell’atto costitutivo della soc. Meridiana D’Acqua srl si può constatare che nessun nominativo della società aggiudicataria è riportato in alcun modo, consiglio d’amministrazione, azionisti e amministratore. Risulta evidente come non sia avvenuta alcuna trasformazione che possa avere legittimato il rilascio della Convenzione-Concessione ad un gestore che non ha partecipato al Bando.
Entrambe le società che avrebbero dovuto realizzare progetti per milioni di €uro dispongono di un capitale sociale di €uro 10.200.
La soc. Insieme per Cinecittà srl con nota del 12/04/2001 comunicava al Comune di Roma di avere designato la Meridiana D’Acqua srl quale soggetto destinato alla stipula della Convenzione-Concessione, sottoscritto dall’Amministratore Unico On.le Roberta Pinto.
Il Comune di Roma X Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde, nella persona dell’Arch. Stefano Volpe, passato alla ribalta delle cronache giudiziarie dopo il suo arresto del 27/03/2012,  comunicava in data 25/09/2010 alla soc. Meridiana D’Acqua srl ed al Direttore di Dipartimento Dr. Tommaso Profeta che tutti gli atti relativi e successivi emessi da questa Amministrazione sono da considerare nulli, significando che la soc. Insieme per Cinecittà srl è stata cancellata dal registro delle Imprese e liquidata nell’anno 2005, procedendo all’avvio del procedimento.
Nel frattempo il Dott. Paolo Giuntarelli aveva già formalizzato in data 09/06/2010 la stipula di Convenzione-Concessione tra il Comune di Roma e la Soc. Meridiana D’Acqua  srl nonostante quanto stabilito dalle delibere comunali, nonostante il presunto sub ingresso dichiarato,   avvenuto con una società come  Insieme per Cinecittà srl già cessata da cinque anni.
A seguito dell’iniziativa dell’Arch. Stefano Volpe, non ho ricevuto altri atti dagli uffici comunali, lasciando supporre che  non abbia trovato seguito nella pubblica Amministrazione.

Ho richiesto con un dettagliato Esposto al Procuratore della Repubblica di voler accertare  la legittimità delle stipule di tutte le Convenzioni-Concessioni del Comune di Roma X Dipartimento ai gestori dei Punti Verde Qualità e provvedere d’ufficio alla revoca di quelle irregolari.

                                                   Consigliere   Massimo Inches - mail: m.inches@tiscali.it
Roma, 16/01/2013                 

lunedì 14 gennaio 2013

Corriere della Sera 13/1/2013 - In fiamme l'ex Sporting Club

In fiamme l'ex Sporting Club
che interessava alla 'ndrangheta


Distrutti tre saloni, ipotesi dolo. Ad agosto un altro rogo. Il centro coinvolto anche nelle indagini sui Punti verde del Comune



L'ingresso dell'«Olgiata 2012» (Jpeg)L'ingresso dell'«Olgiata 2012» (Jpeg)
ROMA - Un bagliore nella notte dell'Olgiata. Poi il fumo che esce dall'ex Sporting Club, la struttura che aveva fra i suoi soci molti vip e sportivi famosi finita al centro dell'inchiesta sugli ex Punti verde qualità e su presunti interessi della 'ndrangheta. Un incendio misterioso ha gravemente danneggiato venerdì notte il nuovo centro sportivo «Olgiata 2012» di via Guido Cantini, fra La Storta e il complesso residenziale su via Cassia. Le fiamme hanno distrutto due saloni utilizzati per i corsi di ginnastica aerobica e una palestra con le attrezzature da body building e pesistica.
A dare l'allarme, poco dopo le due, è stato il custode. Nessuno è rimasto ferito e i vigili del fuoco, accorsi in forze, hanno impedito alle fiamme di propagarsi all'intera struttura inaugurato nell'autunno scorso. Un complesso, gestito dalla società subentrata a quella dello Sporting Club, preso di mira nell'agosto scorso: un altro incendio, sicuramente doloso, provocò danni ingenti al cantiere per la ristrutturazione dei locali. Allora gli attentatori furono molto attenti a non lasciare tracce: addirittura, secondo i rilievi investigativi, spostarono le telecamere della videosorveglianza per non essere ripresi.
Non è chiaro invece se l'incendio di venerdì notte sia stato appiccato, anche se agli investigatori del commissariato Flaminio, diretti da Angela Cannavale, appare quantomeno singolare che in così poco tempo una struttura appena collaudata possa essere stata coinvolta in un altro episodio dello stesso genere.
Resta comunque il fatto che i pompieri hanno trovato le porte apparentemente chiuse, senza segni di forzature. I tre saloni sono stati dichiarati inagibili e la Scientifica non ha potuto svolgere un sopralluogo per il pericolo di crolli dei solai. Per questo nei prossimi giorni gli specialisti del Nucleo investigativo anti-incendio dei pompieri eseguiranno un sopralluogo per individuare le cause dell'incendio. E al commissariato Flaminio, d'accordo con la procura, saranno ascoltati i nuovi titolari del centro sportivo.
(modifica il 14 gennaio 2013)

venerdì 11 gennaio 2013

Cinquegiorni 11/1/2013 - Soldi destinati a un parco usati per impianti sportivi


Soldi destinati a un parco
usati per impianti sportivi
Il Parco di via Pontecorvo è ubicato di fronte a un grande centro
commerciale del bricolage all'uscita 25 del Raccordo via Laurentina.
Lo caratterizza una gigantesca struttura destinata a palazzo per il
tiro con l'arco ed è affidata alla Federazione Sportiva, che la usa un
paio di volte all'anno per le gare. A fianco ci sta un antico casale
ristrutturato e dotato di una appariscente canna fumaria, si dice per
predisporlo a ristorante. Le poche aiuole sono spesso una sorta di
foresta incolta inframmezzata da qualche gioco per bambini e un
paio di campi di calcetto di cui uno, la scorsa estate , ha visto crollare
una porta a pochi metri da un ragazzino. Queste opere, costate
quasi due milioni, sono state realizzate con denaro pubblico (oneri
di urbanizzazione) su area pubblica (destinata a parco pubblico).
Come è possibile che senza alcuna gara la Tiro con l'Arco possa ottenere
che fondi destinati a un parco pubblico vengano dirottati per
gli impianti di una federazione sportiva? Dopo alcune denunce il Comune,
che fino a qualche tempo fa non aveva ancora collaudato gli
impianti usati dalla federazione e per feste parrocchiali, indice un
bando per la gestione delle aree adiacenti al Casale “ristorante” e al
“Palafitarco”, con la possibilità di costruire nuovi impianti quali una
piscina e una palestra. Fallita la prima si indice una seconda gara e
qualche mese fa, in occasione della riunione del Comitato di Quartiere,
il Presidente del Municipio fa il nome del vincitore, la società
GAV e del parco ribattezzato “Parco della Famiglia”. Un dirigente dell'Ufficio
tecnico comunale smentisce vi possa essere un vincitore, ma
il Consigliere Caggiano e il Presidente Calzetta, confermano che ha
vinto proprio la GAV. Calzetta spiega che la gara è stata espletata
ad ottobre e sono in corso le pratiche per l'assegnazione definitiva.
Tutto bene se non fosse che questa società è quella che ha costruito
il centro sportivo “La Selcetta” di Trigoria subendo un sequestro degli
impianti nell'ambito dell' inchiesta per le piscine dei Mondiali di Nuoto.
Oltretutto la Legge urbanistica prevede che un'area allestita con denaro
pubblico, una volta collaudata, debba essere consegnata all'Ufficio
Giardini e quindi alla fruizione dei cittadini. Attendiamo risposte.
Silvio Talarico

giovedì 10 gennaio 2013

Prismanews 5/1/2013 - Lo scandalo ‘Punti Verdi’ si allarga. E la campagna elettorale si allaga


Lo scandalo ‘Punti Verdi’ si allarga.

Che il putiferio si possa scatenare prima, durante o dopo la prossima campagna elettorale per il Campidoglio non possiamo saperlo.
Innegabile tuttavia che la portata dei fatti e delle accuse stiano impegnando i magistrati della Capitale e la Guardia di Finanza, attenti a ricostruire una vicenda come appunto quella dei ‘Punti Verdi’ che potrebbe costare davvero tanto al Bilancio della città. E dunque ai cittadini, per i quali potrebbe essere in agguato una ‘sola’ da ben 400 milioni.
Sull’argomento ne sa parecchio un mastino come Massimo Inches, capogruppo al II Municipio per 'La Destra' di Storace. Un ex-funzionario della Polizia Municipale, decorato con medaglia d’argento e distintivo d’onore da parte della Prefettura oltre che Cavaliere al merito della Repubblica: un uomo che non accetta compromessi e che mette il naso nelle vicende poco chiare. O illegali. E per le quali fila diritto alla Procura della Repubblica a suon di denunce-querele, come in tale circostanza.
Spiega il consigliere che “Tutto inizia nel 1996, quando delle 75 aree individuate per la realizzazione di centri sportivi polifunzionali ne vengono assegnate 63. Si trattava di aree verdi la cui proprietà restava al Comune e non ai privati. E’, questo, un dettaglio fondamentale per capire l’intera vicenda. Chi si impegnava a redarre un progetto inerente l’area per la quale aveva richiesto la concessione, si vedeva riconoscere l’accesso a mutui; le banche pagavano in base al S.A.L., lo Stato di Avanzamento Lavori seguito dalla Commissione di Vigilanza, e alle ricevute che venivano loro girate dai titolari della concessione. Il Campidoglio ha sottoscritto con le banche fidejussioni per poter poi garantire i finanziamenti ai gestori”.
Che giro di denaro c’è, o c’è stato, attorno ai Punti Verdi? “Si potevano ottenere fino a 15 milioni di euro, oltre l’Iva. Si era iniziato il progetto con un impegno di spesa pari a 200 milioni che poi sono però diventati 400 nel 2009, e qualcuno in giro addossa la responsabilità al sindaco Alemanno anche se non vi sono prove. Davanti a noi una sola certezza, la montagna di soldi che però ha prodotto ben poco se poi dei tanti progetti che sarebbero dovuti sorgere alla fine soltanto 17 sono stati terminati. So per certo che diverse concessioni sono state revocate per morosità, Ponte di Nona e San Basilio fra queste. Tenga conto che in base ai bandi, dopo tre mesi di insolvenza il Comune doveva interrompere la convenzione con le banche e ritirare la concessione ai titolari. A proposito di morosità: Roma Capitale ha versato 11,5 milioni alle banche per i primi due mutui non pagati”.
Consigliere, mi aiuti a capire meglio. Ho la sensazione che vi sia dell’altro, non solo progetti campati per aria! Se lei ha presentato denunce in Procura… “Da cittadino sono sempre pronto a denunciare situazioni poco chiare. Quello che ho individuato a via della Mendola, zona Cassia, è una situazione anche imbarazzante! Non voglio fare pettegolezzo e quindi nulla le dico circa la parete attrezzata a ‘free-climbing’ in so a pochi privilegiati… Le parlo invece degli 8 milioni spesi per lavori che invece hanno un controvalore di circa la metà; l’ex-gestore Massimo Boni è stato sentito per ben otto ore dal magistrati che sta indagando sui fatti, ed ha confermato ogni accusa”.
Quanto è grosso questo rospo che sta per essere tirato fuori? “Uno di quelli piccoli piccoli… Ascolti: Boni era risultato vincitore del bando e gli era stata data la concessione. Siccome era a capo di un’associazione, gli dissero che non aveva più i requisiti per poterla gestire. E cosa fa l’Amministrazione? Riapre il bando o assegna la concessione al secondo della lista? Nulla di tutto ciò, permette che si faccia una vultura e che la concessione in oggetto venga assegnata a una SRL. Naturalmente con atto di notaio!”.
Ma, del resto, perché scandalizzarsi se questa Roma è la stessa che impedisce ai cittadini e ai turisti di limitate risorse finanziarie di potersi comprare un paio di castagne senza dover soggiacere ai diktat dei venditori ambulanti? Prismanews lo ha già scritto ponendosi il dubbio se il ‘mercato’ dei caldarrostai sia solo una faccenda di monopolio oppure se vi sia pure il racket…
In ogni caso il Punto Verde sulla Cassia non è l’unico che ha messo in allarme Inches. Da buon segugio il consigliere de La Destra ha scoperto quanto accadeva in quello di Feronia. “Dove a firmare i SAL era il dirigente marito della titolare della concessione. In passato almeno si salvavano le aderenze, oggi nemmeno più quelle!”. Classico conflitto d’interessi all’italiana.“Non si tratta di un fatterello, da derubricare come cattiva gestione della cosa pubblica”, dice Inches. “Questo dei Punti Verdi, nel suo complesso, è uno scandalo inaudito. Lo scorso 27 marzo furono arrestate ben quattro persone, oggi in libertà: Stefano Volpe, architetto presso il X Dipartimento, Annamaria Parisi, Massimo Dolce, Marco Bernardini”.
Consigliere, il pericolo in sostanza è tuttavia quello che sui cittadini precipiti una massa di debito insostenibile. Perché se i mutui non si pagano… Giusto? “Spero davvero di sbagliarmi ma di questo passo si abbatterà sulla città la più grande stangata degli ultimi anni, con cifre da capogiro, che il Comune di Roma non è ancora in grado di quantificare, specialmente dopo la sostituzione della responsabile dell’ufficio Punti Verde Qualità Polifunzionali. Altra batosta avverrà con la gestione dei centri sportivi revocati ai privati, quando il Comune dovrà accollarsi anche la manutenzione di aree immense e centinaia di addetti, senza averne né risorse né l’organizzazione”.
Lei fra l’altro non ha esitato ad agire nemmeno contro il comandante della Polizia Municipale del II Municipio, anche se per altra vicenda. “Certamente! Ho presentato una denuncia-querela all’Autorità giudiziaria perchè non mi sono stati consegnati atti che per legge avrei potuto consultare. La stessa Avvocatura del Comune mi ha dato ragione intimando al Gruppo di darmi copia dei documenti richiesti. Si tratta di materiale che potrebbe compromettere qualcuno, visto che si parla di abusivismo edilizio posto in essere a viale Parioli e via Panama. Io però non mi arrendo: e se chiedo che mi vengano date in visione le pratiche dei 300 abusi verificatisi negli ultimi quattro anni, è forse perché qualche demolizione non sarà stata effettuata, contrariamente a quanto previsto dalla legge... O no?”.
Ne avesse, lei, di emuli! “Il mio comportamento sarà apprezzato da molti e odiato da tanti ma di fronte ai prepotenti non mi sono mai tirato indietro, in difesa dello Stato e delle fasce più deboli. Non nego - proprio per questo - di aver ricevuto ‘avvertimenti’. Ma nessun atto vandalico o minaccia fermerà la battaglia, di centinaia e centinaia di cittadini, per la trasparenza e legalità amministrativa”.

Corriere della Sera 9/1/2013 - La legge sugli stadi privati, una scelta di campo Il disegno di legge a fine legislatura viene fermato in Senato -



La legge sugli stadi privati, una scelta di campo
Il disegno di legge a fine legislatura viene fermato in Senato -
Michele Buono

“Disposizioni per favorire la costruzione e la
ristrutturazione di impianti sportivi anche a sostegno
della candidatura dell’Italia a manifestazioni sportive di rilievo
europeo o internazionale”. Questo il titolo del disegno di legge
che nasce nel 2009 e viene praticamente messo da parte il 21
dicembre in Senato.
Si rammarica Giancarlo Abete – presidente della Figc –
«I primi mesi della nuova legislatura dovranno sciogliere il nodo
di una legge che sembrava arrivasse e non è mai arrivata,
creando così più danni che opportunità. Una legge che è a costo
zero per la comunità e che renderebbe più facili le procedure, nel
rispetto della tutela ambientale».
Ed è proprio questo ultimo passaggio il punto di
dissenso tra chi ha proposto il disegno di legge e chi si è
opposto. «La cosiddetta legge sugli stadi era un norma
pessima, un regalo a pochi grandi speculatori che con il pretesto
dello sport avrebbe portato cementificazione senza limiti né
regole».
Lo dicono i senatori Pd Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e
Raffaele Ranucci dopo che il disegno di legge sugli stadi è stato
di fatto accantonato. «Noi per primi - affermano i parlamentari
Ecodem – vorremmo stadi più moderni e sicuri, ma questo non
ha nulla a che fare con il testo in discussione, che avrebbe
consentito a qualcuno di costruire interi quartieri fuori dalle
regole e dalle previsioni urbanistiche».
Insomma i dubbi nascono dalla facilità di procedure di cui parla
Abete che significano praticamente deroghe.
Del resto i dati oggettivi sono questi: deficit profondi delle
società calcistiche e, secondo le statistiche della Lega calcio, gli
introiti delle partite che rappresentano il 18 per cento dei bilanci
societari. Mentre i diritti televisivi valgono più del 50 per cento.
Servono quindi gli stadi per rimettere a posto i bilanci? O l’affare
sta nella parte immobiliare?
Si afferma che la legge sia a costo zero ma se, come
sospettano i suoi oppositori, gli stadi rappresentano solo un
cavallo di Troia per aumentare i pesi urbanistici di una città
aggiungendoci centri commerciali, negozi, alberghi è ancora a
costo zero?
Intanto a fine dicembre è stato siglato l’accordo tra il
presidente giallorosso Pallotta e il costruttore Parnasi
per la costruzione del nuovo stadio a Tor di Valle. La
legge sugli stadi non c’è e oggi, se si vogliono aumentare aree e
cubature, esiste solo uno strumento: l’accordo di programma
con il comune.
Si chiama urbanistica contrattata: io costruttore ti rimetto a
posto qualcosa nel quartiere e tu comune mi dai in cambio delle
deroghe.
Ma se nel frattempo con la nuova legislatura fosse
approvata una nuova legge sugli stadi, le deroghe
urbanistiche e ambientali potrebbero scattare in automatico e i
vantaggi della contrattazione potrebbero pendere verso i
proprietari di aree e immobili.
Michele Buono
9 gennaio 2013

Andrea Ciabocco "Vi racconto come è stato ucciso un bel sogno" - Il Quotidiano del Litorale

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