venerdì 15 febbraio 2013

Romatoday 14/2/2013 - Spinaceto: approvata in Municipio la revoca del Punto Verde Qualità

Spinaceto: approvata in Municipio la revoca del Punto Verde Qualità

 

Spinaceto: approvata in Municipio la revoca del Punto Verde Qualità

Votata all'unanimità, in Consiglio Municipale, la revoca del PVQ. Massaro(Pdl) "E' una vicenda che non ha dato una bella immagine della politica". Del Poggetto "Il Municipio è stato pilatesco"

di Fabio Grili - 14 febbraio 2013
 
 
 


 

Questa mattina è stata scritta una pagina importante nella vicenda legata alla realizzazione del Punto Verde Qualità di Spinaceto, denomiato "Parco Campagna".
LO STATO DELL'ARTE - Dopo l'arresto, nello scorso marzo, del responsabile PVQ di Roma Capitale Stefano Volpe, del funzionario del X Dipartimento Anna Maria Parisi, oltre che degli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini, i lavori si erano interrotti. La conseguenza più evidente è il permanere di una profonda, pericolosa voragine nella vallata retrostante largo Sergi, dove un tempo veniva allestito il mercato bisettimanale. A distanza di quasi un anno, il Consiglio Municipale si è espresso, stamattina, sul destino dell'area. Abbiamo raccolto alcuni interventi che di seguito riproponiamo
NECESSARIO SOLLECITARE LA REVOCA - Il primo a prendere la parola è stato Stefano Carpignoli (Pdl) "Abbiamo avuto, in Commissione Urbanistica - di cui Carpignoli è presidente - il Responsabile Unità di Progetto per avere i dati ufficiali. Un'idea ce l'eravamo già fatta ed è chiaro che si è in presenza di una situazione di pieno degrado. Dopo aver ascoltato le istanze dei cittadini, siamo venuti a conoscenza da parte del comune dell'avvio di una revoca della concessione . Credo sia giusto in questo caso sollecitare la revoca ed invitare il consiglio comunale e l'assessore all'ambiente, di portare avanti la stessa. Non ci occuperemo del problema successivo - ha chiarito Carpignoli, riferendosi alla decisione di cosa fare di quello scempio - per cui bisognerà far un discorso con altri soggetti amministrativi per vedere se ci sono gli strumenti per portare avanti una riqualificazione dell'area che attualmente versa in stato di degrado.
RIFARE IL BANDO PER IL PVQ - Il secondo Consigliere a parlare è stato il Capogruppo del PD Giuseppe Contenta. "Premetto una precisazione in merito all'ultima Commissione svoltasi, poiché se ne è parlato anche sui giornali. Al momento del voto, il sottoscritto, in qualità di Capogruppo, era andato in segreteria per acquisire dei documenti e pertanto, non ha potuto votare. Quindi ho richiesto di mettere nuovamente a votazione la risoluzione e questo non è stato fatto - ha puntalizzato Contenta, chiarendo il motivo dell'assenza del PD al momento della votazione in Commissione - Ciò detto, io penso che sarebbe opportuno rifare il bando, riformulando una nuova proposta per il Punto Verde Qualità. Il PD non ha paura di dire ai cittadini cosa è migliore fare. Rilevo inoltre come sul PVQ si stia facendo una campagna elettorale, mentre la vicenda è delicatissima e bisogna trovare delle soluzioni per il ripristino dell'area.
LA RICERCA DI UNITA' - L'intervento successivo è stato quello di Pietrangelo Massaro (Pdl), presidente della Commissione Sport e Patrimonio ."La mia opinione è che la questione dei PVQ è una di quelle che segna il discrimine tra la politica sana e quella insana. Mi è sembrato, nel corso degli anni, che i PVQ, nati come strumento di valorizzazione del territorio, siano diventati qualcos'altro. Da cittadino prima ancora che da consigliere, mi sono reso conto che la politica troppo spesso pensa ai propri interessi personali, elettorali, anziché alla tutela reale della collettività. Io chiedo a quest'aula di non strumentalizzare questa vicenda. Cerchiamo di unire, destra centro e sinistra trasversalmente, per mettere un punto su questa vicenda che non ha dato una bella immagine della politica e magari dare alla prossima amministrazione la possibilità di scegliere cosa fare del parco, tenendo conto degli interessi della collettività, piuttosto che dell'amministrazione. Non dobbiamo dimenticare che è stato in forza di una petizione popolare, se si è arrivato a discutere, oggi, questa proposta di risoluzione. La comunità in questa vicenda ha bisogno di noi.

UN PLAUSO AI RESIDENTI - Subito dopo il Presidente della Commissione Sport, la parola è andata al Consigliere PD Enzo Del Poggetto "Ringrazio i cittadini ed il CdQ di Casal Brunori che da tempo e per tempo si sono impegnati con le segnalazioni sul PvQ che ha rappresentato un episodio gravissimo di malaffare e corruzione, con l'idea di fare un PVQ quando ad oggi si sono verificate fideiussioni su lavori mai realizzati. Io credo che il municipio su questa vicenda sia arrivato troppo tardi. Io ho convocato, nella commissione trasparenza, quando ne ero il presidente, sia il minisindaco Calzetta che l'Assessore Porfiri per chiarire la situazione. Ho preso atto che né Calzetta né Porfiri erano aggiornati sui fatti- ha denunciato Del Poggetto - Sono ancora in galera i funzionari pubblici del Dipartimento e sono finiti in prigione anche i titolari del PVQ - ha sottolineato il Consigliere, che ha aggiunto - Io penso che questa revoca avremmo dovuto chiederla prima. Ma sono convinto che questo documento restituisce un ruolo da protagonista al Municipio , all'interno dell'amministrazione, nella gestione del territorio. E non come passacarte, poiché in questo Municipio ci sono state situazioni pilatesche, rispetto alle quali si sosteneva di 'non aver gli strumenti necessari per intervenire'. Per questo, ancor più, ringrazio i cittadini.


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venerdì 8 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA VALERIANI /2/2013 - PUNTI VERDE QUALITA’, INCERTEZZA E PRECARIETA’ PER COLPA DELLA GIUNTA ALEMANNO


PUNTI VERDE QUALITA’, INCERTEZZA E PRECARIETA’ PER COLPA DELLA GIUNTA

 ALEMANNO

Le notizie apparse in questi giorni sulla stampa, relative alle dimissioni del neo Direttore dell’Ufficio di Scopo dei Punti Verdi Qualità Dott. Massaccesi, non confermate né smentite dall’Amministrazione Comunale, alimentano il clima di incertezza e l’assoluta mancanza di assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione Alemanno, rispetto ad atti amministrativi dovuti e necessari per non pregiudicare ulteriormente il programma dei Punti Verdi Qualità. Incertezza e precarietà già più volte denunciate dall’Associazione Punti Verdi Qualità e dagli Operatori del settore; per questo esprimiamo la più forte preoccupazione sulla vicenda che dimostra, di nuovo, la totale inaffidabilità della giunta Alemanno. A dichiararlo in una nota Paolo Masini e Massimiliano Valeriani consiglieri comunali PD.

mercoledì 6 febbraio 2013

Huffington post 5/2/2013 - L'idea di Nieri per una Roma più green



Ci avviciniamo al rinnovo del parlamento nazionale. Il 24 e 25 febbraio si vota per le elezioni politiche e parallelamente anche per la Regione Lazio, "sgovernata" per due anni dalle truppe della Polverini.
A fine maggio sarà la volta del Comune di Roma, con il mandato di Alemanno che è ormai agli sgoccioli.
Come promesso, continua il mio ciclo di chiaccherate su tutte le tematiche che ruotano attorno alla parola "ambiente", con i candidati alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, per capire chi dovrà sfidare Alemanno per la poltrona di primo cittadino.
Il candidato di oggi rappresenta la componente di Sel che mancava in queste primarie. Parliamo diLuigi Nieri, 59 anni, ex Assessore alle Politiche per le Periferie, per lo Sviluppo Locale, per il Lavoro nella prima Giunta Veltroni ed ex Assessore al Bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione della Regione Lazio. L'ho incontrato qualche settimana fa in un bar del quartiere Eur e, parlando del più e del meno, abbiamo tracciato il profilo della green economy, di un'economia verde che renderebbe Roma una città europea e che Alemanno, secondo lui, non ha saputo impiantare.
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Luigi Nieri, Sel
Quando parliamo di "ambiente", rapportato alla città di Roma, di cosa parliamo?
Parliamo della qualità della vita della nostra bella città, parliamo di mobilità sostenibile, parliamo di turismo, di economia, di decoro urbano, del grande patrimonio di flora e fauna che abbiamo, di ciclo dei rifiuti. Chi aspira a governare Roma deve partire dal presupposto che il modo per traghettare la Capitale fuori dalla crisi è affidarsi anche ad una riconversione ecologica degna di questo nome.
Partiamo proprio dalla mobilità sostenibile. Qualche settimana fa, una video inchiesta del Fatto Quotidiano ha confermato che il bike e il car sharing - lanciati in pompa magna anni or sono - si sono di fatto rivelati un flop. I costi, secondo il quotidiano diretto da Padellaro, si aggirano intorno ad un milione e seicento mila euro e ad oggi sono sparite 45 biciclette dalle stazioni sparse sul territorio capitolino. La domanda è: secondo te una prossima amministrazione dovrebbe rivedere questi servizi per 
ampliarli?
Il car sharing è uno dei terreni della mobilità futura. Un'amministrazione comunale dovrebbe credere in questi elementi di novità, ci dovrebbe puntare, li dovrebbe pubblicizzare. Non c'è dubbio che le città non sono fatte per il mezzo privato (l'autovettura). Solo da noi c'è questa idea che le strade, le vie possano essere dei garage a cielo aperto. E' una concezione sbagliata che da noi ha preso piede per il fatto che siamo il paese della Fiat, il condizionamento su questo argomento è totale, è inutile girarci intorno.
Il tema della ciclabilità della città, è un'altra vera sfida che bisognerebbe cogliere quanto prima. Come spesso accade, le persone, il popolo (per usare un termine novecentesco) sta più avanti della politica. L'esempio classico si può fare sul discorso della mobilità: non c'è dubbio che, per una serie di fattori come la crisi economica che sta mordendo le famiglie, ci sono molte persone che da tempo abbandonano l'autovettura e preferiscono muoversi in bici. L'amministrazione comunale se n'è accorta di questo? Io credo di no.
Il prossimo sindaco dovrebbe lavorare su due grandi aree d'intervento: mettere un freno alle vergogne denunciate anche da Il Fatto Quotidiano e che ci fanno ripiombare in un remake di "Ladri di biciclette" (con la differenza che oggi non si capisce chi sia il ladro e chi la parte offesa). L'altro grande punto, è innovare - a stretto giro di posta - le vie di percorrenza per le bici. Ciò vuol dire: mettere in sicurezza e ristrutturare le piste ciclabili esistenti ma soprattutto inventarne di nuove. Attenzione, per inventarle non intendo che vadano costruite sui muri (ride ndr). Parliamo qui di inventare nuovi modi per favorire non solo chi va in bici con il bike sharing ma anche per chi, come dicevamo prima, viene classificato come "ciclista urbano", che la sua bicicletta la utilizza per tutti gli spostamenti cittadini.
Nella città dei sette colli però, come favoriresti i "ciclisti urbani"?
I comitati come Salvaciclisti oggi te lo sanno dire per filo e per segno, con una triangolazione quasi millimetrica. Ti illustrano fin dove è possibile, è facile il percorso ciclabile e dove i famosi sette colli impediscono una percorrenza fluida. Si tratta solo di saper ascoltare i propri cittadini. Né più, né meno.
Perché questa amministrazione non investe sulla bicicletta? Perché non spiega e non offre ai cittadini la possibilità, per esempio, di viaggiare con le bici sulle metropolitane? Bisogna avere le idee giuste per invertire la rotta e correggere il fallimento in cui la giunta Alemanno, anche sul tema della mobilità sostenibile, ha trascinato la città di Roma.
E pedonalizzare l'area di tutto il centro storico? Credi che sia una proposta realizzabile e che possa andare di pari passo con questo sviluppo del car e bike sharing?
Per spiegarti come la penso, ti faccio un esempio: adesso c'è il progetto di far passare un'autostrada sotto le piramidi. Tutti diranno: "Che scandalo!". Nessuno però fa sommessamente notare come un' "autostrada" passi a cinque metri dal monumento più importante del mondo: il Colosseo, il famoso Anfiteatro Flavio.
E' chiaro che, per dare un segno di discontinuità, bisogna liberare tutto e, oltre a pedonalizzare il centro storico, bisogna guardare anche ad una pedonalizzazione reale di intere zone periferiche (troppo spesso dimenticate dopo le elezioni). Il fatto di pedonalizzare poi aree di questa città, permette - ricollegandoci al discorso di prima - di "pulire" la strada dalle macchine che transitano o che vengono parcheggiate e ti offre la possibilità di dare un nuovo slancio all'economia degli esercizi commerciali che ci sono. Pedonalizzando, riqualifichi i quartieri. Non è una cosa da poco!
Apriamo una parentesi: hai parlato prima di flora e fauna. Uno dei punti sui quali i comitati cittadini tentano e hanno tentato di sollecitare le amministrazioni comunali che si sono man mano succedute, è quello della riqualificazione dei parchi cittadini. Una soluzione che alcuni esponenti politici del centro-sinistra auspicano, è quella di affidarli a privati in concessione, con l'obbligo di riqualificarli per poi offrire servizi alla cittadinanza. Credi anche tu che questa possa essere l'unica via percorribile?
Credo che sia totalmente sbagliata questa idea. Roma, ormai lo sanno tutti ma fanno finta di non saperlo, è il comune agricolo più grande d'Europa. Si parla spesso di capitali europee le quali però, nonostante la loro importanza, non hanno le potenzialità che ha la Capitale.
Io penso che questo patrimonio di verde, agricolo e urbano, sia un bene comune, un qualcosa che appartiene a tutti. La proprietà e la gestione dei parchi dovrebbero essere -secondo me - in mano pubblica, per il semplice fatto che quando si è sperimentato a Roma un tipo di collaborazione pubblico/privato, non ha funzionato e Alemanno, anche nella questione parchi urbani, ci ha messo del suo (vedi i Punti Verdi Qualità).
Poi, un'amministrazione è tale quando riesce a far percepire al cittadino la dimensione di ciò che è pubblico. Se non altro perché, seguendo la logica del "privatizziamo tutto", a breve rischieremmo (per assurdo) di vedere privatizzato lo stesso Comune.
Chiusa la parentesi dei parchi, colgo il concetto di "privatizzazione" per tornare a parlare di mobilità e di metropolitane. Anche su questo capitolo, Alemanno si è mosso dando forse troppo ascolto ai privati. L'atteggiamento esemplificativo è la realizzazione della linea B1 (3 fermate su 4), portata a termine in project financing, chiedendo l'aiuto dei costruttori privati e dando loro in cambio mano libera per poter edificare gli ultimi metri cubi disponibili a Roma. Una prossima amministrazione targata Luigi Nieri, quali obiettivi si potrebbe porre su questo tema? Li porterebbe avanti sempre con lo stesso metodo?
Partiamo da un ragionamento: Roma è chiaro che è partita tardi nel dotarsi di una rete di metropolitane. Penso che negli ultimi anni (ci metto anche pezzi delle ultime giunte) si sia un po' perso il disegno originale di Walter Tocci. L'idea era quella di costruire nuove metropolitane e di sviluppare le reti su ferro che da Roma, vanno fuori dalla città. Non dimentichiamoci che ci sono circa 700 mila persone che vanno e vengono da Roma (i cosiddetti "pendolari"). Sono persone che prendono tutti i giorni le Fr e non possono continuare a viaggiare sui dei veri e propri carri bestiame.
Il mio progetto è di: potenziare le reti su ferro che vanno anche oltre la Capitale e incentivare, per esempio, anche l'utilizzo delle "metropolitane di superficie" (tram, filobus, etc.) .
Chi promette di poter e di voler fare tre nuove linee di metropolitane nell'arco di cinque anni, vuole solo aprire la porta a colate di cemento e agli appetiti dei palazzinari.
Quindi no allo sviluppo di nuove linee metro con il project financing ma sì a fondi statali ed europei per sviluppare i kilometri e kilometri di ferrovie di superficie che sono inutilizzate e sì a una rete di tram, bus, filobus che funzioni realmente e che colleghi bene anche le periferie. Ultimo sì, come detto prima, al car e bike sharing a tappeto. Lasciami poi dire che, una metropolitana che chiude alle 23 e 30 e solo due giorni a settimana all' 01 e 30, è un dettaglio che grida vendetta e non ci ricollega per nulla ad altre capitali europee.
Ultimo capitolo: i rifiuti. Partiamo da Malagrotta. Quale fine credi che debba fare?
Malagrotta deve chiudere subito. Se non altro perché, tra le altre motivazioni, il proprietario di Malagrotta è quello che ha condizionato il ciclo dei rifiuti a Roma. Il grave è che l'amministrazione e le municipalizzate si sono lasciate condizionare da questo soggetto. C'è una sola cosa da fare, semplicissima: la raccolta differenziata. Dobbiamo recuperare rapidamente il tempo che abbiamo perso su questo terreno. E' inutile inventarsi altre cose perché non avrebbero senso (inceneritori e via discorrendo).
Il dato è che, quando noi ambientalisti affermavamo che il futuro del riciclo dei rifiuti non poteva passare per gli inceneritori, ci "spernacchiavano". Erano convinti che la differenziata fosse una barzelletta. Oggi, chissà come mai, stanno giungendo alle nostre stesse conclusioni. Tocca pensare anche, oltre a riciclarli, a come ridurli i rifiuti (le scatole dei cellulari ne sono un esempio lampante).
A quanto credi che si possa portare realmente la percentuale di raccolta differenziata a Roma?
Avendo un'azienda municipalizzata che funziona (tu dai gli obiettivi ai manager e verifichi il loro raggiungimento, pena l'allontanamento da quell'incarico) e avendo cura nell'investire su questo punto (si crea anche occupazione, ricordiamolo), si può raggiungere tranquillamente il 70%, come ci chiede l'Europa. Nel comune di Ciampino, la differenziata è arrivata al 75%. Davvero crediamo che non si possa fare altrettanto anche a Roma?
La raccolta differenziata che facciamo oggi (malissimo, a mio modo di vedere), finisce in gran parte a Malagrotta, nonostante questo configuri un reato penale. L'ultima campagna pubblicitaria seria, per spiegare ai cittadini cosa significa differenziare i rifiuti, credo risalga a vent'anni fa. Si può continuare così? Io credo di no.

(AGENPARL) - Roma, 05 feb - FDI, BENE RICHIESTA RIPRISTINO PARCO SPINACETO Scrit


ROMA: FDI, BENE RICHIESTA RIPRISTINO PARCO SPINACETO

Scritto da  com/mca
    (AGENPARL) - Roma, 05 feb - “Siamo soddisfatti per la votazione positiva, avvenuta in Commissione Ambiente del Municipio XII, dell’atto di indirizzo per procedere, da una parte, alla revoca dell’assegnazione del Punto verde qualità di Largo Sergi a Spinaceto e, dall’altra, per richiedere il ripristino dell’area affinché i cittadini possano tornare ad usufruirne pienamente. Auspichiamo che l’atto approvato possa quanto prima approdare in consiglio municipale e vedere una rapida convergenza di tutte le forze politiche. Stiamo lavorando per svincolare le aree, ad oggi bloccate a causa delle note vicende sui punti verde qualità. I lavori per restituire l’area ai cittadini non sono più rinviabili. Da oggi vigileremo affinché tutte le autorità coinvolte possano, in pieno spirito di collaborazione, facilitare questo processo”. Lo dichiarano in una nota congiunta Andrea De Priamo, presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale e candidato alle regionali del Lazio e Maurizio Cuoci, Assessore all’Ambiente del Municipio Roma XII, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia - Centrodestra nazionale’. “Più in generale – prosegue De Priamo – l’Amministrazione capitolina dovrà impegnarsi per mettere ordine nella vicenda punti verde qualità, un pasticcio ereditato dal centrosinistra. In questo senso sarà necessario proseguire in un’attenta analisi che possa individuare le soluzioni migliori e più trasparenti per la gestione di questa vicenda”.

venerdì 1 febbraio 2013

Abitare a roma.net - Spinaceto, approvata proposta annullamento punto verde qualità

Spinaceto, approvata proposta annullamento punto verde qualità
Cacciotti-Carpignoli: "ripristinare l'area e renderla nuovamente fruibile"


- 01/02/2013

La Commissione Urbanistica e Ambiente del Municipio XII questa mattina, a seguito di un attento esame, ha approvato una Proposta di Risoluzione con cui si chiede l'annullamento del progetto del Punto verde qualità di Spinaceto e il ripristino dell'area del parco campagna. Lo rendono noto il Presidente del Consiglio del Municipio Roma XII EUR Marco Cacciotti e il Presidente della Commissione Cristiano Carpignoli.
"L'ufficio competente dell'amministrazione capitolina, a seguito delle verifiche effettuate da cui sono emerse diverse irregolarità da parte del concessionario, ha avvitato il procedimento di revoca della concessione. Riteniamo assolutamente importante, in questa fase, chiedere l'annullamento del progetto e l'esclusione dello stesso dal programma dei punti verde qualità. Allo stesso tempo è necessario ripristinare l'area e renderla nuovamente fruibile, recependo così una forte richiesta della cittadinanza che sta sollecitando in tal senso l'amministrazione capitolina".
 
"L'atto approvato oggi dalla Commissione Ambiente sarà presto portato all'attenzione del Consiglio Municipale e confidiamo nel suo accoglimento da parte di tutte le forze politiche. Dispiace soltanto- concludono Cacciotti e Carpignoli -  dover constatare  l'assenza oggi in Commissione del Partito Democratico che non ha partecipato alla votazione della proposta.
 

Andrea Ciabocco "Vi racconto come è stato ucciso un bel sogno" - Il Quotidiano del Litorale

http://www.ilquotidianodellitorale.it/parco-della-madonnetta-andrea-ciabocco-vi-racconto-ucciso-un-bel-sogno-video/