lunedì 30 gennaio 2012

Paese Sera Dragona, nasce il nuovo

Municipio XIII
Dragona, nasce il nuovo
Punto verde qualità



Condividi Dopo anni apre il nuovo spazio all'interno del parco che sarà dotato di un ristorante, due chioschi, un parcheggio per 200 posti auto, un campo di calciotto, una palestra, una piscina e quattro campi polivalenti. Tutto fermo, invece, a Parco della Vittoria DI MARIA GRAZIA STELLA

Dopo una “gestazione” lunga e travagliata è stato finalmente inaugurato il Punto verde qualità di Dragona. Il taglio del nastro del parco compreso tra viale dei Romagnoli, via Francesco Donati, via Casini e via Criminali è avvenuto lunedì 23 gennaio alla presenza dei vertici del municipio XIII.
Nel Tredicesimo sono presenti 5 Pvq che rappresentano il frutto della collaborazione tra pubblico e privato. Nati sotto la giunta di centrosinistra, si propongono di valorizzare e tutelare l’ambiente, diventando punti di aggregazione e di incontro tra i cittadini, a costo zero per le amministrazioni locali. Altro obiettivo del progetto, la creazione di posti di lavoro attraverso la presenza di chioschi o ristoranti per coloro che poi provvederanno alla manutenzione del verde ed alla pulizia del parco. Un progetto ambizioso cui contribuiscono sia il privato sia la pubblica amministrazione sul base di un piano concordato insieme ai cittadini.

Grazie a questo progetto l’area preesistente è stata dotata di giochi per i più piccoli, arredata con panchine e attraversata da vialetti. All’interno sorgono inoltre un ristorante e due piccoli chioschi, un ampio parcheggio per 200 posti auto, un campo di calciotto, una palestra, una piscina e campi polivalenti dove praticare diverse discipline sportive.
L’ASSESSORE INNOCENZI E IL MINISINDACO – “Il Punto Verde Qualità rappresenterà il cuore pulsante della vita sociale del quartiere”, ha dichiarato Giancarlo Innocenzi, assessore all’ambiente del municipio XIII. “Ringraziamo l’amministrazione centrale che ha seguito l’iter burocratico”, ha affermato Giacomo Vizzani, presidente XIII Municipio, “e ne ha permesso la realizzazione. Uno spazio per tutti”, ha continuato Vizzani, rivolgendosi ai tanti bambini presenti, “di cui tutti dobbiamo prenderci cura e trattare con il dovuto rispetto per l’ambiente”. Al taglio del nastro anche anche Amerigo Olive, assessore Lavori pubblici XIII Municipio, e i consiglieri, Stefano Salvemme, Mario Bellavista, Cristiano Rasi, Pierfrancesco Marchesi, Sergio Pannacci, Luigi Zaccaria, Augusto Bonvicini e Francesco Spanò.
PARCO DELLA VITTORIA – Tutto fermo, invece, a Parco della Vittoria dove dovrebbe essere realizzato un altro Pvq. Il progetto, che fu condiviso dall’allora assessore all’ambiente capitolino sotto la giunta Veltroni con il CdQ Parco della Vittoria-Silvio Messina oltre sei anni fa, è bloccato. Da mesi, anni, nessuno è più intervenuto. I lavori, dopo false partenze, sono svaniti. Inutili le proteste, le lettere, le richieste di sollecito e di chiarimento inoltrate dai cittadini agli amministratori. Ed intanto l’area è abbandonata al degrado ed all’incuria. Con rischi per la sicurezza dei residenti causati dal crollo dei rami degli alberi. Periodicamente sono gli stessi esponenti del CdQ che organizzano delle pulizie dell’area, dove vi è anche uno spazio per i cani.

di Maria Grazia Stella
CronacaMercoledì, 25 Gennaio 2012

sabato 28 gennaio 2012

Cinquegiorni - Marroni scopre l’acqua calda dei Pvq

Marroni scopre l’acqua calda dei Pvq

Marroni scopre l’acqua calda dei Pvq

Il compagno Umberto Marroni, capogruppo del PD al Consiglio di Roma Capitale, non legge giornaletti quale il nostro, ma appena stormisce qualche foglia sul Messaggero rizza le antenne e comincia a fare l'opposizione.

Così mercoledì sera si è accorto, dopo alcuni mesi se non anni, che esiste il problema, che noi definiremmo anzi una grande sola, dei punti verdi qualità e uscendo dall'aplomb anglosassone dell'oppositore 'responsabile' ha così tuonato: «In merito alla vicenda dei punti verdi qualità l'amministrazione comunale rischia di trovarsi di fronte un buco di bilancio di pesanti proporzioni visto la scelta scellerata operata dal sindaco Alemanno di investire il Comune del ruolo di garante fidejussorio e visto che l'amministrazione ha già stanziato oltre 5 milioni di euro a copertura. Chiediamo quindi di fare luce sulla vicenda, è infatti necessaria una verifica dello stato di attuazione e delle procedure fin qui seguite che riguardano i punti verdi».

Ma come succede quando si fa l'opposizione solo ogni tanto si rischia di ciccare e questa volta Marroni ha proprio ciccato perché la scelta 'scellerata' di investire il Comune del ruolo di garante fidejussorio, Alemanno l'ha solo confermata negli anni, ma dopo che era stata decisa in Consiglio più volte e per successive tranche dalle amministrazioni Rutelli prima e Veltroni poi. Ma l'on Marroni cicca ancora quando fa finta di non sapere che l'esposizione fidejussoria del comune riguarda decine di milioni di euro e non solo cinque come afferma nella sua indignatissima nota. Se Marroni avesse tenuto conto delle posizioni di altri suoi colleghi già intervenuti nella vicenda dei PVQ e avesse almeno letto, non diciamo Cinque Giorni, ma l'esposto del consigliere regionale Enzo Foschi alla procura di molti mesi fa, si sarebbe accorto da tempo che il Comune sta ballando sopra la mina dei PVQ ed anziché fingere di fare opposizione avrebbe chiesto una bella commissione d'inchiesta senza guardare a destra o a sinistra, ma soltanto alle tasche dei contribuenti.

venerdì 27 gennaio 2012

PUNTI VERDE ROMA: MARRONI (PD), VICENDA RISCHIA DI PRODURRE BUCO DI BILANCIO

(AGENPARL) - Roma, 25 gen - "In merito alla vicenda dei punti verdi qualità, oltre alle notizie inquetanti emerse in queste ore, l'Amministrazione comunale rischia di trovarsi di fronte un buco di bilancio di pesanti proporzioni visto la scelta scellerata operata dal Sindaco Alemanno di investire il Comune del ruolo di garante fidejussorio e visto che l'amministrazione ha già stanziato oltre 5 milioni di euro a copertura. Chiediamo quindi di fare luce sulla vicenda, è infatti necessaria una verifica dello stato di attuazione e delle procedure fin qui seguite che riguardano i punti verdi" ha affermato Umberto Marroni, capogruppo PD di Roma Capitale

giovedì 26 gennaio 2012

Il Messaggero 21/1/2012 Punti Verdi: 4 indagati per abuso d'ufficio e corruzione

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Nuove ombre sui Punti Verdi

 

L’imprenditore Andrea Munno e la società Edilhouse 80 nell’occhio del ciclone per i Pvq di Feronia e Kolbe

Nuove ombre sui Punti Verdi
Il Messaggero riportava ieri la notizia che due pool della Procura della Repubblica si stanno occupando della storiaccia di alcuni Punti Verdi qualità che il nostro giornale segue ormai da oltre un anno. Fra gli esempi più eclatanti l'articolo cita quello di "Luoghi del Tempo" di Lucia Mokbel, sorella di Gennaro attualmente sotto processo per riciclaggio e quello della polisportiva Vigor Perconti.

In verità le anomalie che noi abbiamo riscontrato per i PVQ sono più diffuse di quanto si creda, così come diffusa è ormai la difficoltà dei concessionari, sia pure 'virtuosi', a restituire le rate di quel mutuo garantito dal Comune con fideiussione al 95%. Una esposizione che potrebbe gravare sul Campidoglio per qualche centinaio di milioni di euro nei confronti della BCC. Nel caso di Feronia l'illecito è palese e verificato da una perizia effettuata sui lavori da tempo sospesi e dove, ad esempio, compaiono le altre, della Edilhouse 80 per 8 milioni e 800mila euro, fatture per le quali i periti avrebbero rilevato periodi di presenza in cantiere "non congrui" rispetto al gigantesco importo. La Edilhouse 80 è quella società che ha realizzato anche il PVQ Parco Kolbe. Un gioiello, a quanto pare, situato in via Tiburtina 949, all'altezza della metro Rebibbia e realizzato da colui che si qualifica come "responsabile amministrativo". Parliamo di Andrea Munno che non compare mai ufficialmente nelle trascrizioni societarie ma che si presentò come il factotum di tutta l'operazione anche con una recente lettera che riproduciamo a fianco. Il Munno su Facebook si qualifica come militante di destra tracciando  il seguente  profilo biografico: «…imprenditore dall'età di vent'anni, prima nei trasporti poi nelle cooperative sociali. Sono da sempre impegnato nel sociale e ho trovato impulso di militanza politica insieme alla destra sociale negli anni del cambiamento». Tanto da aprire un circolo di Alleanza Nazionale nell'area di Spinaceto, Mostacciano e Torrino.

Poco male se non fosse che il promotore e patron del Parco Kolbe ha una sfilza di precedenti penali che dovrebbero pregiudicargli ogni rapporto con gli istituti di credito anche solo per prendere un caffè con il direttore di filiale. Ma sin qui tutto è aggirabile; non è una novità che imprenditori come Munno e Dolce, anch'egli con qualche modesto precedente amministrativo, si avvalgano di prestanome o di complicati intrecci societari tali da far perdere chiunque nel labirinto di sigle. I passaggi delle concessioni di PVQ di società in società dal 1995, quando furono istituiti da Rutelli, ad oggi si sprecano. Tanto che nell'esposto del consigliere regionale Enzo Foschi, presentato lo scorso anno alla Procura della Repubblica si punta il dito sui 12 PVQ riconducibili a "parenti e amici" dell'attuale segretario del Sindaco Antonio Lucarelli.

Ora le fatture gonfiate per i lavori a Feronia e le segnalazione del caso all'autorità giudiziaria da parte dell'amministrazione capitolina, potrebbero essere il detonatore di una esplosione più vasta, non si comprende come il solo apparire del nome di Andrea Munno, attualmente sottoposto a provvedimenti restrittivi, non abbia messo in allarme la Bcc che da anni sta erogando fior di milioni. Se la Edilhouse 80 è coinvolta nella vicenda del PVQ di Feronia è legittimo pensare che il Munno abbia avuto frequentazioni assidue con Lucia Mokbel azionista di maggioranza della "Luoghi del Tempo" e del di lei marito ing. Scarrozza direttore ai lavori. Ma ci risulta che l'attivissimo imprenditore abbia avuto anche rapporti con lo stesso Antonio Lucarelli e qualche amico del suo entourage. Un giro di conoscenze che per quanto emerge dalle cronache sui PVQ in qualche modo riappare sempre, un po' qua e un po' là. E sopra a tutti gli affari, i business gestiti anche da brasseur d'affaire dai trascorsi discutibili.

venerdì 20 gennaio 2012

Punti verdi qualtà,il caso della“Madonnetta”

Punti verdi qualtà, il caso della“Madonnetta”
Il caso del Punto verde qualità Madonnetta rappresenta, come già pubblicato, un esempio
virtuoso nel panorama confuso dei PVQ.
Che sia confuso lo dimostrerebbero alcune situazioni che i concessionari di quel punto
ci hanno segnalato. Citiamo intanto le difficoltà di “relazione” con l’Ufficio del Comune.
Per ovviare a una difficile situazione finanziaria i concessionari della Madonnetta
si sono avvalsi a suo tempo della moratoria per le piccole e medie imprese prevista
dalla legge. Il Credito Sportivo l’ha accordata immediatamente mentre la Banca di Credito
Cooperativo ha richiesto una lettera di adesione da parte del Comune. Lettera richiesta
al dott. Mario Vallorosi, all’epoca responsabiledell’Ufficio Punti Verdi Qualità, il
7/2/2011, e reiterata il 23/3/2011. L’adesione è pervenuta solo 4 mesi dopo con gli
inevitabili costi per il ritardo. Un’altra situazione anomala riguarda il collaudo tecnico
amministrativo che deve essere fatto alla chiusura dei lavori dopo che tutti gli Stati
Avanzamento Lavori (SAL) sono stati certificati da commissioni nominate allo scopo.
Ebbene il collaudo per il primo stralcio chiuso il 31/12/2006, non è stato ancora
avviato poiché dovrebbe essere a carico del Comune che tuttavia non dispone dichiara
dei soldi necessari allo scopo. In questo caso l’Istituto per il Credito Sportivo ha obbligato
i concessionari della Madonnetta ad andare in ammortamento senza il necessario
collaudo, intimando al Comune un termine di 18 mesi per l’effettuazione dello
stesso. Chiaramente i 18 mesi sono passati invano! Riguardo il 2° stralcio si è ancora in
attesa dell’ultima Commissione di Vigilanza per certificare il fine lavori ma poiché il
Comune non paga i commissari con tutto è bloccato. Un blocco che penalizza i concessionari
che pagano rate di interessi di preammortamento molto salate. I concessionari
di questo PVQ chiedevano maggiore rispetto da parte nostra per la meritoria
anche se difficile conduzione del punto, ma resta il fatto che sulla vicenda del PVQ l’amministrazione
comunale viaggia nell’assoluta improvvisazione.. Per di più ci è stato segnalato
un articolo apparso su “Repubblica” nell’aprile a firma Andrea Ciabocco, responsabile
della Madonnetta, che nel denunciare questa situazione indicava nell’arch. Stefano
Volpe, responsabile dell’Ufficio Punti Verdi Qualità e dello specifico procedimento riguardante
la Madonnetta, quale persona che “aveva posto in essere atti di vero e proprio boicottaggio” nei confronti di quella società concessionaria. L’arch. Volpe, che si dice essere vicino al segretario del sindaco
Antonio Lucarelli ben informato su tutta la vicenda dei PVQ, ritenendosi diffamato, ha
querelato Andrea Ciabocco. Non è dato sapere che fine abbia fatto tutta la vicenda.
Tanto basta, oltre quanto già riportato sino ad oggi per chiedere chiarezza sulla vicenda
dei PVQ che rischia di costare tanto, ma veramente tanto, all’amministrazione capitolina
garante dei finanziamenti.
gl

martedì 17 gennaio 2012

PUNTI VERDE Il titolare Andrea Ciabocco sottolinea gli aspetti positivi del suo parco, che non produce debiti

Ma la Madonnetta è un’altra cosa
E’ stato realizzato in due stralci funzionali: il primo di quasi 22 ettari dei quali 13 destinati a verde pubblico dal maggio 2004, prima dell’apertura dei servizi che producono reddito che è avvenuta sei mesi dopo. Da quel giorno centinaia di persone passeggiano, corrono, giocano a calcio, portano a spasso il cane (ben 2 zone a disposizione) rendendo l’area verde una delle più importanti di Roma ovest

AMadonnetta è diverso:
 qui non si producono debiti ma si contribuisce a pagare i debiti degli altri! Il punto verde
è stato realizzato in due stralci funzionali, il primo di quasi 22 ettari dei quali 13 destinati
a verde pubblico dal maggio 2004, prima dell’apertura dei servizi che producono reddito
che è avvenuta sei mesi dopo. Da quel giorno centinaia di persone passeggiano, corrono,
giocano a calcio, portano a spasso il cane (vi sono ben 2 aree cani) rendendo il parco una
delle aree verdi più importanti di Roma ovest. Nel secondo stralcio di circa due ettari di cui
più dell’80% a verde è stata aperta un’attività commerciale prima del completamento dei
lavori, ma già 12.000 mq. erano fruibili per cui a quella data i cittadini avevano a disposizione
circa 15 ettari di verde pubblico.
A Madonnetta non ci sono debiti e le cifreparlano da sole.

 Durante l’esecuzione dei lavori è stato pagato un preammortamento di € 1.132.834. Sono stati versati 435.191€ al fondo di garanzia e solidarietà. Oggi questo fondo è azzerato perché il comune vi ha attinto per recuperare quanto non pagato da altri punti verdi.
Con risorse proprie sono stai realizzati 979.000€ di lavori e sono stati versati 549.000€ di titoli a garanzia. Da quando il mutuo è andato in ammortamento sono stati versati circa 2,3 milioni di rate. Ad oggi quindi Madonnetta ha pagato circa 5,4 milioni di euro in una situazione di penalizzazione
nei confronti di molti altri punti verdi che hanno una estensione di verde pubblico di gran lunga inferiore. E tutto ciò è stato realizzato con soli 10 milioni e non 20 come altri che hanno le stesse strutture sportive e meno verde. Gli impegni della società concessionaria, vista la difficile situazione economica, sono sempre più gravosi, mentre richieste lecite si scontrano contro un muro che per altri non c’è come dimostrano i punti verdi con superficie coperta superiore
al consentito o con coperture temporanee che temporanee poi non sono, e la facilità
con cui vengono approvate queste varianti.
Nonostante ciò a Madonnetta continuiamo a rispettare la nostra vocazione sociale: da 5
anni organizziamo il più importante torneo d’Italia di tennis in carrozzina, due campionati
Italiani a squadre di nuoto del Cip nella nostra piscina che è una delle poche a essere
attrezzate per i disabili, collaboriamo da anni con alcune cooperative sociali per il reinserimento
dei disabili. 

A Madonnetta vi sono gli orti coltivati dai disabili mentali e lo scorso ottobre si è svolta una bellissima manifestazione con i ragazzi down venuti da tutta Europa.
Tutto questo è sufficiente per capire la differenza con molti altri punti verdi gestiti con
finalità esclusivamente commerciali. Madonnettaè diversa e continuerà ad essere un’altra
cosa!
Andrea Ciabocco
titolare del Punto Verde Qualità Madonnetta

venerdì 13 gennaio 2012

Punti verdi, sempre gli stessi nomi

Risulta ormai chiaro dall'indagine che il nostro giornale sta seguendo da mesi che i "Punti verdi qualità", che nelle originali intenzioni dovevano recuperare spazi verdi degradati o abbandonati per lo svago e lo sport dei cittadini, dal 2000 poi si sono via via trasformati in un'occasione di business data la facilità di accesso al credito, negata ai più, di Banca di Credito Cooperativo e allora Credito Sportivo, garantito al 95% con fideiussione dal Comune di Roma. Il fatto è che non ballano bruscolini ma circa 400 milioni di euro (ottocento miliardi di vecchie lire) dai quali i concessionari dei "Punti" hanno attinto a piene mani per realizzare le opere, lavori talora incorso da anni, talora bloccati addirittura con situazioni di sofferenza al limite delle truffa come il caso del PVQ di Feronia oggi all'attenzione della magistratura. Il caso di Feronia, in concessione alla società della sorella del finanziere nero Mokbel (oggi sotto processo per riciclaggio) è probabilmente in buona compagnia.

A Feronia addirittura, da una perizia, risultano fatture per milioni di lavori mai eseguiti, per non parlare dei numerosi concessionari di PVQ che le rate del mutuo nemmeno più le pagano. In questa che si delinea come la truffa del secolo alla fine della fiera girano sempre gli stessi nomi per le concessioni attraverso tortuosi passaggi di titolarità in titolarità, ma girano spesso anche i nomi delle stesse aziende costruttrici intrecciati fra loro.

Un esempio per tutti nel caso dei costruttori, e non il più importante, è quello di "Euroimpresa srl" che, come pubblicavamo in un precedente articolo, lavorerebbe al PVQ di Spinaceto senza essere iscritta all'albo dei costruttori e quindi inabilitata a realizzare opere pubbliche.Ebbene, il nome di "Euroimpresa" salta fuori anche per il PVQ di ParcoFeronia con una fattura di 300.000euro (Iva compresa) per opere non meglio specificate, tanto che la stessa perizia è costretta a segnalare tale "anomalia". Ancora un altro esempio. La "Edilhouse 80" che compare nei lavori di Feronia per un importo di 8milioni e 800mila, fatture per le quali i periti avrebbero rilevato periodi di presenza in cantiere non congrui rispetto al gigantesco importo, questa stessa ha realizzato, o sta realizzando il PVQ Parco Kolbe. Ma anche i nomi dei professionisti e dei direttori lavori spesso ricorrono.

Ad esempio quello dell'ing. Giancarlo Scarrozza, marito della signora Lucia Mokbel che era il direttore lavori del Parco Feronia, e dovrebbe ancora es-serlo a Torraccia, Nomentano-San Basilio e Ponte di Nona. Scarrozza, considerato vicino all’ingegner Fabrizio Moro, con due società diverse ha ottenuto anche l’assegnazione dei Punti verdi di Castel Giubileo e Forte Ardeatino.

A proposito di Moro vale la pena ricordare che il suo nome emerge dall'esposto alla Procura presentato nell'autunno del 2010 dal consigliere Regionale Enzo Foschi per la vicenda di un altro concessionario di PVQ, la "Mondo Verde Sas".

In essa partecipava sino alla fine degli anni '90 anche l'attuale segretario del sindaco Antonio Lucarelli che faceva subentrare in essa i cugini e la faceva amministrare da Silvio Fanella, l'uomo che l'inchiesta Telecom-Sparkle considera il cassiere di Mokbel. Nella primavera del 2006la "Mondo Verde", capace di acquisire altre due aree (Ponte di Nona e il Parco di Villa Veschi), diventa proprietà, guarda caso, dell'ingegner Fabrizio Moro. Un intrico ed un intreccio di nomi, sigle e società che lascia intravedere una sorta di spartizione fra gruppi diversi, quasi una "cupola" che da oltre 10 ani controlla l'affare. Nel frattempo anche i PVQ funzionanti e "virtuosi" soffrono e non riescono a pagare i mutui. E' ora che qualcuno metta mano all'intera vicenda.(continua)

giovedì 12 gennaio 2012

Ombre anche sul Pvq della Bufalotta

Ombre anche sul Pvq della Bufalotta
Un progetto di 75.000 metri quadri, di cui è stato ultimato solo il primo stralcio di lavori

L’esposizione finanziaria del Comune per i mutui concessi e garantiti al 95% da una pesante fideiussione del Campidoglio per i Punti Verdi Qualità, potrebbe a breve divenire una vera e propria bomba finanziaria pronta a esplodere ove gli istituti eroganti, BCC e il Credito Sportivo commissariato, decidessero di vederci chiaro ma soprattutto imponessero il rientro dalle esposizioni finanziarie in sofferenza. Infatti il problema non sta solo nelle anomalie di concessione, nelle fatture gonfiate, nei lavori senza fine dei quali questo giornale sta scrivendo da mesi, ma nel fatto che molti concessionari non stanno pagandole rate del mutuo concesso senza parlare di quelli che a ridosso del fallimento o con i lavori bloccati o perché segnalati all’autorità giudiziaria (Feronia) questi soldi non li restituiranno mai.

Si tratta di decine di milioni di euro generosamente erogati sino ad oggi che stanno mettendo in difficoltà anche i concessionari virtuosi che già si son visti mangiare quel fondo di garanzia del 5% da loro sborsato. Ma al di là delle nostre rivelazioni sui PVQ di Feronia, Perconti, e martedì Spinaceto, la preoccupazione emergerebbe anche da un recente monitoraggio del Dipartimento per la Tutela Ambientale. Infatti fra le situazioni in sofferenza risulterebbe anche quella del PVQ Prati Verdi della Bufalotta. Un progetto di 75.000 metri quadri con piscina a copertura mobile, palestra, due campi di calcetto, un alloggio per il custode, ristorazione, beauty center e naturalmente centro benessere. Ebbene, il primo stralcio funzionale dei lavori è stato ultimato, mentre la società concessionaria avrebbe dovuto iniziare le opere per il secondo e terzo stralcio già dall’aprile del 2008.

Per di più mentre i lavori sono fermi il concessionario non avrebbe pagato alcune rate di preammortamento anche se aveva in programma il rientro del debito entro fine settembre del 2010. Scadenza che salvo rettifiche, non risulterebbe ancora onorata. Gli atti non parlano dell’ammontare dell’esposizione, ma indicano l’esistenza di un contenzioso fra la costruttrice COGECO e il concessionario per il mancato pagamento di svariate opere per un ammontare di 2 milioni di euro che evidentemente si aggiungono alle rate non restituite alla banca.

I documenti prudentemente indicano che è in corso una trattativa “riservata” per la soluzione di questo contenzioso,ma la piega che stanno prendendo gli eventi non lascia certo ben sperare. Infatti lo stesso Dipartimento del Campidoglio sarebbe giunto alla convinzione che è probabile si debba procedere alla revoca della convenzione. Lodevole,se non fosse che a questo punto resta il dubbio su chi restituirà il finanziamento sinora accordato. E’ noto chequasi tutti i concessionari dei PVQ sono società di piccole dimensioni e scarsamente capitalizzate, spesso sorte ad hoc avendo fiutato l’affare ed eredi finali di strani giri e rimbalzi da un concessionario all’altro. Orbene, se nel caso specifico il concessionario di cui stiamo parlando non fosse proprio in grado di restituire il generoso finanziamento ottenuto, che ad oggi non siamo ancora in grado di quantificare,chi paga? Forse il concessionario che subentrerà,magari dopo una eterna procedura di ri-assegnazione? Se poi il concessionario primigenio fallisse basterebbero le opere incomplete sinora realizzate per soddisfare i fornitori e la banca? Hic rodus hic salta e a questo punto il salto nel buio lo dovrebbe fare proprio il Comune obbligato a restituire i soldi dalla sua fideiussione al 95%

Spinaceto, scoppia un' altra bufera Belviso: Mio marito non c' entra

Spinaceto, scoppia un' altra bufera Belviso: Mio marito non c' entra
11 gennaio 2012 — pagina 6 sezione: ROMA

UN' INTERROGAZIONE al sindaco, una smentita secca che arriva dall' ufficio stampa del Campidoglio: «In merito a quanto dichiarato in una nota dai consiglieri Foschi e Valeriani, si precisa che il marito del vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, non conosce né tanto meno ha mai avuto alcun rapporto lavorativo con imprenditori di Spinaceto impegnati nella realizzazione dei Punti verdi qualità". Insomma un' altra piccola tempesta si addensa su un secondo capitolo dei Pvq. Tutto inizia con la denuncia di "Cinquegiorni", un giornale free press, sul punto verde del parco di Spinaceto. L' area è aggiudicata prima alla società Ettore e Guido Di Veroli, poi passa alla Maspen Center Sport srl di Massimo Dolce, reduce dal fallimento della Caffè Italiano sas. É polemica: può un imprenditore fallito accedere ai crediti agevolati della Banca di Credito cooperativo? E c' entra qualcosa la sua amicizia con il marito del vicesindaco Belviso, un altro imprenditore? Su questo punto la smentita non lascia margini a dubbi. Ma la storia di Spinaceto si colora di altri strani fatti. Solo con la decisione di un ex dirigente dell' assessorato all' Ambiente il punto verde si allarga di 20 mila metri quadrati e un casale. Ancora. Un mercato è spostato per costruire un parcheggio per il Centro, un depuratore dell' Acea viene spianato. I costi lievitano da un milione e 600 mila euro a due e 400 mila. Nel frattempo il nuovo direttore dell' Ufficio verde pubblico Tancredi limitai poteri del responsabile dei punti verde qualità, l' architetto Volpi. Altra particolarità: la commissione che dovrebbe approvare lo stato di avanzamento lavori dei Pvq, è composta da tre membri di cui due sono Anna Maria Parisi, compagna di Volpe, e l' architetto Roberto Provantini, compagno di università di Volpe. - (pa.boc.)

REPUBBLICA 11/1/2012 Parco Feronia. Punto verde sotto accusa

Una perizia getta ombre su 6 milioni di lavori. E il Comune paga per i morosi. Movimenti di terra eccessivi nelle fatture, strutture troppo costose o inesistenti. L'edificio è della sorella di Gennaro Mokbeldi PAOLO BOCCACCI

Movimenti di terra probabilmente gonfiati, pagamenti esosi per le pareti degli spogliatoi, pareti mobili che risultano pagate, ma sono inesistenti, e, soprattutto, 8 milioni e 800 mila euro fatturati dalla Edil House 80 srl, un importo gigantesco rispetto al lavoro svolto in cantiere, che ha messo i periti in allerta.

Ecco i conti sotto la lente d'ingrandimento di una perizia effettuata sulla costruzione del Punto verde di Parco Feronia della "Luoghi del Tempo srl", di proprietà di Lucia Mokbel sorella del faccendiere Gennaro, che arruola come direttore dei lavori l'architetto Scarrozza, suo marito.

E' l'ultima puntata del caso dei cosiddetti Pvq, che ha già visto un esposto alla procura fatto dai dirigenti dell'assessorato all'Ambiente e il ritiro della concessione ad un secondo punto verde qualità, quello dove si trova, come affittuaria, la Polisportiva Perconti.

Vediamo bene. In tutto i lavori, denunciati dalla Luoghi del Tempo, si aggiravano sui 15 milioni, ma già per il direttore ammonterebbero a poco più di 13. In più dalla perizia risulterebbe che di questi solamente 7 sono stati effettivamente eseguiti. E gli altri sei? Su un lotto di appena 20 mila metri quadrati, risulterebbero pagati sbancamenti di terra per 60 mila metri cubi, una quantità. Il cantiere poi lavora dal 7 agosto del 2007 al 13 aprile del 2011 e poi si ferma, senza completare l'opera per la quale servirebbero altri 3 milioni di euro. A parte l'esposto alla magistratura, quali sono stati i controlli dell'assessorato?

Altro
capitolo riguarda la vicenda della Polisportiva Vigor Perconti, tra Colli Aniene, via Igino Giordani e via di Grotta Gregna. La concessionaria, che non è direttamente la polisportiva, non paga da tempo le rate del mutuo, arrivando ad un buco di quattro milioni di euro. La concessione è stata ritirata dal Comune, ma il problema è finanziario. Perché nel 2006, sotto la giunta Veltroni, si approvarono le delibere numero 148 e 149, con le quali il Comune rilasciava una fidejussione per favorire l'accesso al credito agevolato a tutti i concessionari degli stessi Punti Verdi. Nel complesso ora il Campidoglio ha firmato fidejussioni per 400 milioni di euro. E, di fronte all'insolvenza del concessionario Perconti, il Comune ha dovuto già pagare alla Banca di Credito cooperativo, prima 800 mila euro e poi un altro milione e centomila euro. E se succedesse così anche in altri casi, quanto rischiano le casse del Campidoglio?

Insorgono Foschi e Valeriani del Pd: "Siamo alla farsa ed è incredibile come sino ad oggi nessuno della giunta di centrodestra, dal sindaco Alemanno sino ai suoi assessori, abbia ritenuto doveroso dire una parola su quanto sta accadendo in merito allo sperpero di milioni e milioni di euro, tutto a spese della collettività. Come Democratici riteniamo necessario tentare di rompere questo silenzio con un'interrogazione sui comportamenti illegali che stanno dilagando in tutti i Punti verdi qualità".

martedì 10 gennaio 2012

Cinquegiorni 10 gennaio 2012

Punti verdi, Foschi-Valeriani (Pd): a Spinaceto inquietanti illegalità

“Sul tema dei Punti verdi qualità, da quanto emerge, non è più possibile oramai parlare di singole e isolate vicende ma si tratta di un vero e proprio sistema collaudato che il comune di Roma è oggi chiamato ad affrontare, chiarendo i punti che riguardano le sue strette responsabilità”. Non usano mezzi termini Enzo Foschi e Massimiliano Valeriani, rispettivamente vicepresidente della commissione Sport della regione Lazio e presidente della commissione Trasparenza del comune di Roma

Per i due consiglieri del Pd “è proprio per la superficialità della condotta dell’amministrazione di centrodestra al Campidoglio, infatti, che oggi ci troviamo di fronte a una situazione che come ha fotografato la lucida inchiesta di un noto quotidiano, presenta nuovi elementi di preoccupante proliferazione anche nel Punto verde di qualità di Spinaceto. E dopo gli imbrogli e gli intrecci emersi in quello di via Feronia, per il quale il comune è stato costretto ad inviare le carte alla Procura di Roma per le evidenti illegalità, oggi sembrano affiorare inquietanti parallelismi e dinamiche in quello di Spinaceto”.

“In particolare - spiegano Foschi e Valeriani - a lasciare perplessi sono gli intrecci proprietari e le modalità alquanto insolite e inopportune con le quali anche il comune di Roma sembra aver favorito queste pratiche. Dall’affidamento della concessione a un imprenditore reduce da un fallimento che, però, aveva lavorato con il compagno del vicesindaco di Roma, Sveva Belviso al fatto che con un semplice atto dirigenziale è stato sia possibile modificare il perimetro dell’area sia conferire la concessione di un bene pubblico, mentre il mercato rionale magicamente si sposta senza neanche il parere del dipartimento urbanistica”.

I due consiglieri denunciano anche un aumento dei costi, “lievitati di 800 mila euro rispetto al preventivo iniziale di 1,6 milioni di euro per realizzare strutture non previste dal progetto. Ma non è tutto, Basti pensare che i controlli del comune di Roma sullo Stato di avanzamento lavori vengono eseguiti praticamente in famiglia da una commissione composta da tre membri collegati a vario titolo, chi è convivente chi ex collega di università al responsabile unico di procedimento per il Punto Verde Qualità”. “Insomma - hanno affermato - siamo alla farsa ed è incredibile come sino ad oggi nessuno della giunta di centrodestra, dal sindaco Alemanno sino ai suoi assessori, abbia ritenuto doveroso dire una parole su quanto sta accadendo in merito allo sperpero di milioni e milioni di euro, tutto a spese della collettività. Come Pd riteniamo necessario, tentare di rompere questo silenzio con un’interrogazione che sarà presentata al consiglio comunale di Roma, per far si che anche su Spinaceto sia fatta piena chiarezza e si stronchino, così, comportamenti illegali che stanno dilagando in tutti i Punti Verdi Qualità, un atto di giustizia nei confronti dei romani e di tutti coloro che investono onestamente realizzando impianti ed opere nel rispetto delle regole”.

Andrea Ciabocco "Vi racconto come è stato ucciso un bel sogno" - Il Quotidiano del Litorale

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