mercoledì 24 ottobre 2012

Repubblica 24/10/2012 - Punti infanzia, aree gioco senza bando Indagato il direttore del Servizio giardini

Punti infanzia, aree gioco senza bando
Indagato il direttore del Servizio giardini

Fabio Tancredi è sospettato di abuso d'ufficio. Prima di lui è stato inserito nel registro dei pm, Paolo Giuntarelli, attuale direttore del Bioparco

di MARIA ELENA VINCENZI Un altro dirigente del Comune indagato. Si tratta del direttore del Servizio Giardini, Fabio Tancredi, iscritto per abuso d'ufficio nell'inchiesta sui punti infanzia. Quello del numero uno del Servizio giardini non è il primo nome finito nell'inchiesta. Prima di lui, il pubblico ministero Attilio Pisani, aveva iscritto nel registro degli indagati anche Paolo Giuntarelli, attuale direttore del Bioparco, all'epoca dei fatti direttore del Dipartimento Ambiente, il primo, secondo l'accusa, ad autorizzare concessioni sospette.

I due dirigenti capitolini sono accusati di aver prolungato, in tempi diversi, assegnazioni di alcune aree gioco della città senza alcun bando pubblico e, in alcuni casi come quello del punto a ridosso di Castel Sant'Angelo, in barba anche ai vincoli architettonici e alle disposizioni del municipio. Un fascicolo che nasce dalla denuncia di un consigliere del II municipio, Massimo Inches, e che, inizialmente, era stato incorporato in quello sui punti verde qualità.

Ma ora, dopo le prime emergenze investigative che hanno messo in luce diverse irregolarità anche sulle otto aree gioco menzionate nell'esposto (mentre sono già 17 i pvq sotto osservazione dei magistrati e dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria), i due filoni di inchiesta sono stati divisi. E procedono su strade diverse che, però, potrebbero prima o poi incrociarsi.

Il nome di Tancredi, non a caso, usciva anche nelle informative delle Fiamme Gialle sui pvq, ma i pm non hanno ritenuto la sua posizione rilevante. Ma quella, ora, è un'altra indagine.
(24 ottobre 2012)

domenica 14 ottobre 2012

Continua l'interessante inchiesta di "Repubblica" su come si "spendono" i soldi per lo sport!!!!

Quanto spende la "Regina"
Ma agli atleti solo le briciole

Molte incongruenze nelle pieghe dei bilanci. La Federazione Atletica Leggera dedica troppe risorse al mantenimento delle strutture centrali. Resta pochissimo per l'attività sul campo. I problemi delle piccole: pugilato, pallamano, squash e danza sportiva: chi compra auto, chi crea società fantasma, chi non giustifica molte spese

ROMA  — Impianti a pezzi, società fantasma e auto blu. Gli sprechi e i "metodi" elettivi, si annidano nei colossi dello sport, come la Regina atletica, ma anche nelle piccole.

Atletica leggera. Impianti a pezzi, borse di studio mal distribuite e il rebus dei corpi sportivi militari. La federazione italiana di atletica leggera, dopo Figc e Fin, è tra quelle che percepisce più finanziamenti dal Coni. Nel 2011 ha ricevuto 9,1 milioni, nel 2012 a budget ne ha 8,2, di cui oltre 2 milioni (un quarto) sono assorbiti dalle spese per i 71 dipendenti. Negli ultimi quattro anni le spese di funzionamento sono lievitate passando dal 14% del 2009 al 19,24% del 2012 (fonte: passioneatletica. it) mentre quelle per le attività tecniche sono diminuite dal 17% del 2009 al 15, quelle per le attività organizzative dal 19,8% all’11,7, senza parlare di quelle alla voce “ presidenza” passate dal 4,5% del 2009 all’8,4 di quest’
anno. La Fidal centrale pesa per il 72,4% sui conti della Regina Atletica. A scapito dei comitati regionali, quelli che curano direttamente l’attività sportiva sul territorio, la cui incidenza è scesa dal 31,6% al 27,6. Stupiscono inoltre quei quasi 3 milioni di euro spesi nel 2011 per la preparazione olimpica e di alto livello. Una cifra esosa, considerando che gli atleti andati poi alle Olimpiadi sono stati 37. Tra l’altro due di loro, l'ostacolista Marzia Caravelli e la velocista Giulia Arcioni, si allenano in strutture in condizioni disastrose, come il Paolo Rosi di Roma. Vengono allenati da tecnici che dalla federazione non prendono un euro. Lo stesso ostacolista e primatista italiano dei 110 hs, il ligure Emanuele Abate, viene allenato dal suo tecnico di sempre Pietro Astengo, ora pensionato. Caravelli quest’anno ha ricevuto dalla Fidal per aver stabilito il nuovo record italiano sui 100 ostacoli la “ bellezza” di 5.000 euro. Non un borsa di studio né alcun sostegno economico, sebbene abbia registrato il minimo A per i Giochi. Infatti è in cerca di sponsor per continuare ad allenarsi. Un fatto che stride con la borsa di studio di 15mila euro a testa per gli staffettisti della 4x100 maschile, che inoltre già percepiscono uno stipendio dai corpi sportivi militari di cui fanno parte. C’è forse un nesso tra corpi sportivi militari, borse di studio e sostegni federali? Per il Paolo Rosi, la Fidal dice di aver stanziato 210 mila euro per rifare il pistino coperto. Peccato che sia stata solo ripristinata la struttura di copertura originaria (sostituendo solo l’ondulato di plastica e i portelloni laterali), lasciando intatto il vecchio pistino ormai ventennale. E la pista? È come correre sul cemento.

Danza sportiva. Poi ci sono le piccole federazioni come quella della danza sportiva, il cui presidente, Ferruccio Galvagno, è stato radiato per illecito sportivo (era a conoscenza di gare truccate e non lo ha denunciato). Galvagno percepiva, su delibera del consiglio federale, un “indennizzo” di 70/80 mila euro annui. Aveva acquistato anche una Mercedes classe R come auto blu, dal costo di 70/80mila euro. Dopo due anni di commissariamento con Luca Pancalli, ora il presidente è Christian Zamblera, 32 anni, ex presidente del comitato Lombardia. Alla vicepresidenza è rimasto Sergio Rotaris, già vice di Galvagno. Tra l’altro dovrebbe essere in corso un’inchiesta Coni per capire che fine hanno fatto 30mila euro che Galvagno non sarebbe stato in grado di giustificare.

Pugilato. Un ammanco di circa 1,3 milioni è invece stato verificato dalla Corte dei Conti nelle casse della federazione pugilato. Un bel buco se si considera che il budget federale ammonta a circa 4 milioni di euro, per l’80% provenienti dal Coni. Gli ammanchi, si legge sul documento della Corte dei Conti, sono dovuti a spese non autorizzate, furti e sottrazioni di denaro, che si vanno a sommare anche ad altre irregolarità, dai ritardi nella predisposizione di bilanci, all’uso di cellulari di servizio e consulenze illecite. Sulla questione è ancora in corso un procedimento penale.

Pallamano. Poi c’è il nodo delle società fantasma, sempre per la solita questione dei voti. Per inciso, le elezioni si terranno il 29 e 30 ottobre. Una questione pesante in una federazione come quella di pallamano (Figh), denunciata dall’atleta Oscar Marcon. "Perciò sono stato squalificato per due anni" dice Marcon. "I bilanci non sono mai stati pubblicati ma quello che si sa è che la federazione riceve dal Coni 2,3 milioni di euro di contributi. Però non è dato sapere come vengono spesi. Sul discorso società fantasma faccio un esempio: a Reggio Calabria secondo la federazione esistono 18 società under 14 aventi diritto, un numero enorme considerando le dimensioni della città. Per aver diritto di voto devono svolgere attività sportiva. Secondo il calendario tutti gli incontri di queste 18 società si fanno presso il palazzetto Botteghelle di Reggio. Ebbene, ho verificato che negli orari dell’incontro, il palazzetto era occupato da altre squadre di altre discipline. E quando queste società “ virtuali” dovevano incontrare quelle “reali”, il match veniva rinviato e poi cancellato. Non si disputava insomma. Tra Reggio Calabria, Marano (Napoli) e altre zone, il presidente può contare su una quarantina di voti sicuri".

Squash. Sul numero di società e iscritti gioca anche un’altra federazione, quella dello squash, che riceve dal Coni meno di un milione di euro di finanziamenti. Ebbene, l’organizzazione si può permettere ben due auto blu, due Bmw, una di proprietà e una in leasing. Tra l’altro, andando a guardare il numero dei tesserati si parla di 13mila iscritti e 205mila praticanti, ma poi guardando le classifiche dei tornei si contano circa un migliaio di tesserati. A Milano, culla, insieme a Bologna, dello squash, i campi si sono dimezzati negli ultimi 5 anni (da 20 sono scesi a una decina). "E tra le cose strane è che tra gli aventi diritti al voto, una quarantina di società in tutto, non ne figura nemmeno una milanese" dice un praticante. "Ma per aver diritto al voto basta avere dieci iscritti e un tecnico". Le elezioni si terranno il 27 ottobre e c’è un unico candidato, Siro Zanella, presidente da 15 anni (il segretario Davide Monti è in carica da 25 anni). Eppure possibili concorrenti c’erano. Si saranno arenati sulla burocrazia. Come è successo a Luca Cabassi che aveva formalmente richiesto alla federazione l’elenco delle società per poter avanzare la sua candidatura entro i termini previsti dal regolamento. Elenco che gli è stato negato e che è stato pubblicato pochi giorni prima dello scadere dei termini per candidarsi. Chi sarà il nuovo presidente della federazione squash?

sabato 13 ottobre 2012

Riflessioni N°3

Certo che leggere le dichiarazioni del Sig.Massimo Dolce lascia un po' sconcertati.........spero per lui che tutto quello che è successo sia stato un ENORME equivoco......spero per lui che egli abbia veramente ottimi rapporti col Comune..cosa che purtroppo non è per molti concessionari e magari non per loro colpe......spero per lui che presto tutto questo EQUIVOCO sarà chiarito e che possa riaprire il cantiere..si accorgerà che a causa di qualcuno oggi esiste un UFFICIO DI SCOPO che ha a capo, non a caso,un'avvocatessa e che oramai tutte le pratiche ,anche le piu' semplici, sono diventate complicatissime e che ,forse a ragione,si sta controllando tutto in maniera analitica e precisa e che forse oggi, forse sempre a causa di qualcuno, molti concessionari sono in serie difficoltà anche perchè, sempre forse a causa di qualcuno, l'attività dell'ufficio PVQ è stata bloccata per mesi da quel fatidico marzo 2012.La magistratura farà il suo corso....ma intanto non sarebbe meglio stare un po' piu' tranquilli???

martedì 9 ottobre 2012

A proposito di....Mondiali di Nuoto.....c'entrano anche loro



Leggete ...è un po' lungo..l'articolo di pochi giorni fa di Corrado Zunino su Repubblica e poi la smentita della Federazione Italiana Nuoto........
Cero , bella cosa i Mondiali di Nuoto....nel nostro municipio sono sorte dal nulla 2 piscine e palestre in circoli privati già esistenti e poi è stato costruito un nuovo centro sportivo a 2 passi dalla Tenuta del Presidente della Repubblica......e il nostro business plan..è andato in frantumi grazie a questi nuovi impianti costruiti completamente al di fuori di qualsiasi programmazione...cero, adesso c'è il Piano Regolatore dello Sport..adesso che i buoi sono scappati dalla stalla..sembra quasi un condono!!!!
ROMA — Le battaglie elettorali sportive si scoprono dure e velenose come quelle politiche. Chiusa l’estate olimpica, in questi giorni le 45 federazioni affiliate al Coni (e finanziate con 408,7 milioni pubblici) sono in piena campagna elettorale per il rinnovo delle cariche presidenziali. Dieci discipline si sono già espresse, le altre lo faranno entro ottobre. Ci sono pressioni per il rinnovamento e anche qui, per contagio dalla politica, s’alzano accuse di sprechi bulimici e utilizzi personali di organismi a valenza pubblica.
L’ultimo scontro si sta consumando attorno alla Federazione italiana nuoto, una delle più ricche e contestate, dove lo storico presidente Paolo Barelli, senatore del Pdl, domenica prossima sarà sfidato da Giorgio Quadri, fondista della nazionale anni Ottanta, avvocato civilista. All’interno di un dossier che sta circolando in ambito sportivo si dettaglia una vicenda da grande abbuffata. Secondo le carte conservate negli uffici amministrativi, la federazione presieduta da Barelli ha stipulato una convenzione con un ristorante di Ostia, “Al Pescatore”, per un “servizio mensa” nei confronti di atleti e dirigenti che frequentano il Polo natatorio di Ostia. Bene, le spese della Federnuoto per il ristorante ammontano a 228.380 euro in un arco di sedici mesi, dal 19 gennaio 2011 al 21 maggio 2012.
La cifra è notevole. La Federnuoto oggi sostiene di pagare 12 euro per ogni atleta che frequenta il ristorante e 15 euro per i ragazzi della pallanuoto, considerati più voraci. Queste indicazioni rivelano che, seguendo gli statini amministrativi della federazione, il ristorante in sedici mesi avrebbe ospitato oltre 19 mila atleti, quasi milleduecento ogni mese. Sono numeri considerevoli per uno dei cinque centri federali — quello di Ostia — che il 10 luglio 2009 è stato inaugurato per i Mondiali di Roma senza foresterie, con spogliatoi, docce e vani relax in costruzione e, appunto, senza mensa (tutt’ora è senza mensa). Fino a giugno 2011 — parole del suo direttore Giuseppe Castellucci — il Polo di Ostia non era stato collaudato, eppure la Federnuoto pagava pranzi da cinque mesi prima.
Il ristorante “Al Pescatore” di Ostia, duecento metri dal Polo natatorio, in sedici mesi ha staccato 110 fatture (110 conti) in favore della federazione. Solo il 2 febbraio 2012 la Federnuoto ha pagato 17.680 euro per undici tavoli. Tenendo come buono il prezzo indicato dalla federazione — 12 euro ad atleta — questo significa che il 2 febbraio all’interno del pur spazioso “Pescatore” (400 posti) avrebbero fatto colazione, pranzato e cenato 1.473 atleti. In un anonimo giovedì d’inverno. Non ci potevano stare neppure tutti in piedi. E se anche tutti i nuotatori quel giorno avessero scelto la formula “mezza pensione” (così la definisce il ristoratore, 25 euro per tre pasti) si tratterebbe comunque di quasi 700 atleti. Ben oltre la capienza e ben oltre i numeri di tutte le nazionali maggiori sotto l’egida della Federnuoto (nuoto, pallanuoto, tuffi e così via). Pochi mesi prima, il 2 novembre 2011, la Federnuoto aveva invece pagato — fattura 266 — un unico conto da 18.840 euro. Stando alle “convenzioni Pescatore”, farebbero 1.570 atleti stipati fra le mura del ristorante sul mare. Quattro volte la sua capacità. Tra l’altro, i comitati che da anni si oppongono al Polo federale segnalano che l’attività del centro natatorio in ampi periodi della stagione è assai limitata.
Di fronte a questi numeri lo sfidante Giorgio Quadri attacca: «Chiederò copia delle fatture rilasciate dal ristorante alla Federnuoto e se le cifre, oggettivamente esagerate, dovessero essere confermate, porterò la questione al collegio dei revisori dei conti e al Coni. Da troppi anni il nuoto italiano è in scacco di una gestione personalistica e azzardata». Il titolare del ristorante “Al Pescatore”, Romano Felici, dice: «Posso fare grandi numeri perché faccio prezzi stracciati. Sono venute cento persone del nuoto in un solo giorno». Anche 1500? «Ora la devo salutare, c’è la Sagra della Tellina». Il senatore Barelli spiega che altri ristoranti di zona «sono convenzionati», ma che il Pescatore è la mensa del nuoto. «Sa, noi facciamo solo cose congrue e corrette».


Comunicato stampa
La grande balla

Non «una grande abbuffata», come racconta Zunino su «la Repubblica», ma una serie di dati strumentalmente commentati che ledono l’immagine della FIN e di chi la presiede

lunedì 8 ottobre 2012

ROMA — «Le battaglie elettorali sportive si scoprono dure e velenose come quelle politiche» scrive il giornalista Corrado Zunino sul quotidiano «la Repubblica», a pag. 12, quasi a voler giustificare i dati che di seguito riporta in maniera erronea, con contenuti parziali e strumentalmente commentati che ledono l’immagine della Federazione Italiana Nuoto e di chi la presiede.
Desta perplessità — soprattutto a sei giorni dalla XL Assemblea Elettiva della Federazione Italiana Nuoto — la superficialità dei contenuti dell’articolo pubblicato dal quotidiano «la Repubblica» che il giornalista avrebbe potuto approfondire con facilità per garantire ai lettori un’informazione trasparente e corretta.
A mero titolo esemplificativo, si pone in evidenza il pagamento citato nell’articolo di 17.680,00 euro del 2 febbraio 2012 che ovviamente non si riferisce ad “undici tavoli”, come maldestramente riportato, ma al saldo di ben 12 fatture emesse dal ristorante nel periodo 2 novembre 2011 — 11 gennaio 2012, ovvero poco più di due mesi, per i seguenti importi:
2.970,00 euro (fattura 333 del 2/11/2011)
150,00 euro (334 del 2/11/2011)
250,00 euro (349 del 1/12/2011)
1.944,00 euro (339 del 14/11/2011)
3.690,00 euro (350 del 1/12/2011)
150,00 euro (340 del 14/11/2011)
2.484,00 euro (342 del 14/11/2011)
3.132,00 euro (331 del 2/11/2011)
150,00 euro (332 del 2/11/2011)
345,00 euro (402 del 11/1/2012)
150,00 euro (403 del 11/1/2012)
2.265,00 (404 del 11/1/2012)
TOTALE 17.680,00 euro

Il giornalista Corrado Zunino, lavorando di fantasia, racconta di una «vicenda da grande abbuffata», citando fatture emesse dal ristorante «Al Pescatore» di Ostia per un totale di 228.380 euro dal 19 gennaio 2011 al 21 maggio 2012 in relazione ai pasti effettuati dai fruitori del Centro Federale di Ostia. Ma anziché legarle all’intensa attività di alto livello di natura tecnica, agonistica, didattica e sociale che la Federnuoto promuove presso il polo natatorio, sposta l’attenzione su presunte irregolarità prive di qualsiasi fondamento.
Ecco svelato il mistero attraverso un quadro riepilogativo della sola attività agonistica del 2011 (dodici mesi) svoltasi al Centro Federale di Ostia sulla base delle convenzioni in atto: prezzo tra 25,00 e 30,00 euro per colazione, pranzo e cena a persona.

Pallanuoto 4.090 presenze per 12.270 pasti (colazione, pranzo e cena) = 122.700,00 euro
Nuoto 1.430 presenze per 4.290 pasti = 42.900,00 euro
Sincronizzato 38 presenze per 114 pasti = 1.140,00 euro
GUG 348 presenze per 1.044 pasti = 10.440,00 euro
Masters 160 presenze per 480 pasti = 4.800,00 euro
SIT 65 presenze per 195 pasti = 1.935,00 euro
Salvamento 276 presenze per 828 pasti = 8.280,00 euro
TOTALI 6.407 presenze — 19.221 pasti — 192.195,00 euro

E’ di facile intuizione quanto costi l’attività in un arco temporale di sedici mesi!
Per una più semplice interpretazione del quadro riepilogativo, basti considerare che una Squadra Nazionale di pallanuoto in allenamento collegiale è composta da circa 25-30 persone tra atleti e staff. Il Centro Federale ha ospitato le Squadre Nazionali assolute maschili e femminili e le Squadre Nazionali giovanili maschili e femminili in fase di preparazione per l’appuntamento internazionale stagionale di riferimento. Pertanto i 4090 pernotti per un totale di 12.270 pasti registrati dalla pallanuoto equivalgono a periodi di preparazione di circa 40 giorni per Squadra Nazionale.
Certi, quindi, di aver illustrato semplicemente quanto il giornalista Corrado Zunino non sia riuscito, la Federazione Italiana Nuoto si pone una domanda forse pleonastica, che sia riflessione per lettori, amici e detrattori: qual è il motivo che spinge il giornalista Corrado Zunino ad occuparsi di una questione, semplicemente verificabile, con così tanta approssimazione a sei giorni dalla XL Assemblea Elettiva della Federazione Italiana Nuoto?


Chiedo la pubblicazione integrale di questa rettifica sul sito della Federazione italiana nuoto, con la stessa evidenza data al comunicato scritto dalla stessa federazione e dal titolo “La grande balla”.

Nessun dato erroneo, nessuna strumentalizzazione: solo una notizia ampiamente verificata e offerta ai lettori di “Repubblica”, che da tempo conoscono i metodi e i modi della Federnuoto guidata da Paolo Barelli.

Allora, proviamo a rispondere alle cose scritte improvvidamente sul comunicato non firmato e visibile dal 9 ottobre scorso sul sito della Federazione italiana nuoto a proposito del mio articolo pubblicato l’8 ottobre su “Repubblica” e dal titolo “Il senatore pdl e la grande abbuffata. Per i nuotatori un conto da 20 mila coperti”.
Innanzitutto è profondamente scorretto usare definizioni come “superficiale”, “maldestro”, “un lavoro di fantasia”, “approssimazione” (valutazioni di cui l’autore, chiunque sia, e i responsabili del sito dovranno rispondere) parlando di un articolo senza averlo offerto ai propri lettori. Estrapolarne pochi passaggi interpretandoli secondo le proprie convenienze è opera di mistificazione palese e persino puerile. Ed è ancora fonte di confusione raffrontare i dati offerti da “Repubblica” (fatture emesse per 16 mesi, dal 19 gennaio 2011 al 21 maggio 2012) con quelli della Federazione nuoto che riguardano 12 mesi soltanto. Sarebbe stato più serio raffrontare gli stessi numeri (quelli in possesso di “Repubblica”, tra l’altro, sono dati ufficiali nella potestà dell’amministrazione della Federnuoto).

Partiamo dal fondo. Facendo un semplice esercizio matematico, ieri su “Repubblica” abbiamo scritto che, secondo i dati presenti negli uffici amministrativi della Federazione italiana nuoto, in sedici mesi il ristorante “Al Pescatore” di Ostia — struttura sul mare eletta a mensa da una Federazione che non è in grado di offrire un servizio mensa in un centro federale che, per definizione della stessa Federazione, fornisce «un’intensa attività di alto livello di natura tecnica, agonistica, didattica e sociale» — sono passati oltre 19 mila fra atleti e personale dello staff. I loro pasti erano stati tutti pagati dalla Federnuoto. Bene, nel risentito comunicato di risposta la Federazione dà le stesse notizie: «I pasti totali nel 2011 sono stati 19.921». Quindi, seguendo le logiche del comunicato della Federnuoto in sedici mesi i pasti sarebbero in verità superiori a quelli indicati dallo stesso articolo di “Repubblica”. E quindi l’abbuffata risulterebbe ancora più grande.

Andiamo avanti, su “Repubblica” (e anche i lettori del sito della Fin avrebbero potuto accorgersene se i responsabili del sito avessero avuto la decenza di pubblicare il pezzo prima di attaccarlo) abbiamo scritto che il conto totale pagato dalla Federnuoto per 16 mesi di colazioni, pranzi e cene era pari a 228.380 euro. Confermiamo: i costi sono stati pari a 228.380 euro. Qual è stata la risposta della Federnuoto? Ancora una volta ha confuso le acque: ha offerto una cifra inferiore (e comunque vicina), ovvero 192.195 euro, ma spalmata su 12 mesi invece che 16.
Come si vede, sui due dati centrali dell’articolo (numero di pasti pagati dalla Fin al “Pescatore” e spese totali affrontate dalla stessa Fin per saldare i pasti) non c’è alcuna smentita a ciò che si è scritto. Non si capisce allora perché tanto livore, perché gli insulti.

Ancora, abbiamo definito la spesa “Al Pescatore” «una grande abbuffata». Forzato? Gratuito? Sbagliato? La spesa pari a 228.380 euro — che confermiamo, carte e calcolatrice alla mano — corrisponde a quasi il doppio degli incassi realizzati dalla Federazione per le “attività internazionali” (vedi il documento “Conto economico 2011” redatto e firmato dalla stessa Fin). Quindi, non bastano gli incassi internazionali della federazione per coprire le mangiate fatte da atleti, dirigenti, accompagnatori in un solo ristorante in Italia. La Fin, va ricordato, ha cinque centri federali attivi e, s’immagina, anche qui organizzi collegiali, preparazioni, aggiornamenti e quindi abbia bocche da sfamare. A quanto ammontano le spese per il vitto negli altri quattro centri federali (Verona, Trieste, Avezzano e Roma Pietralata)? Lo stesso presidente Paolo Barelli ieri ci ha detto che esistono altre convenzioni con altri ristoranti di Ostia. E’ possibile conoscere le cifre? Forse il lettore del sito della Federnuoto non sa che per il 2012 i contributi pubblici girati dal Coni alla Federnuoto ammonteranno a 4 milioni e 720 mila euro: la cifra della “grande abbuffata” (ribadiamo il termine ritenendolo congruo) è pari quindi al 5 per cento dei contributi pubblici: soldi nostri. Si può spendere il 5 per cento dei soldi pubblici di una federazione (a cui la crisi generale ha già tagliato del 20 per cento i finanziamenti) per pagare i conti di 19 mila pasti di atleti, dirigenti, accompagnatori in un solo ristorante? Ai lettori del sito federale la risposta. Noi di “Repubblica”, in testata di pagina, l’abbiamo definito “uno spreco”, in linea con molti sprechi delle rappresentanze politiche documentati in questi giorni.

Non è finita. Nel suo resoconto parzialissimo del mio articolo l’estensore della risposta federale non dà conto del fatto che appare strano che le fatture del “Pescatore” (secondo i dati in nostro possesso) inizino ad essere emesse e consegnate alla Federazione italiana nuoto il 19 gennaio 2011. Già. Lo stesso direttore del Polo natatorio di Ostia, Giuseppe Castellucci, lo scorso 16 febbraio 2012 davanti alle telecamere della trasmissione “Piazza Pulita” di La7 aveva dichiarato: «L’impianto è stato collaudato circa 8 mesi fa». Ovvero, intorno a giugno 2011. E allora perché sei mesi di fatture senza la piscina pronta? Atleti e dirigenti della Federnuoto andavano a mangiare dal “Pescatore” a prescindere dall’attività natatoria? Oppure gli atleti più importanti del nuoto italiano (a questo serve un centro federale d’eccellenza, a rifinire gli atleti più forti del paese) nuotavano in una piscina non collaudata? Su questo nulla  ha detto il presidente Paolo Barelli.
Vi offriamo una notizia in più, ora: la Federnuoto ha iniziato a pagare fatture al ristorante “Il Pescatore” a partire, almeno, dal gennaio 2010. Per cifre simili a quelle del 2011. Perché? La piscina non era collaudata, a che serviva la convenzione con il ristorante? Ad oggi gli importi totali verso il locale privilegiato raggiungono i 430 mila euro. Ma per cifre (pubbliche) di questa entità non si fa una gara d’appalto? Basta l’affidamento su amicizia? E questo accordo contratto tra la Federnuoto e i titolari della location al branzino si può forse vedere?

Bene. Oggi l’estensore del comunicato risentito, immaginiamo sotto la direzione del presidente della Federnuoto Paolo Barelli che ha visto una lesione del suo buon nome nell’articolo di “Repubblica”, scrive che gli accordi tra il ristorante e la Federnuoto prevedevano una cifra fra i 25 e i 30 euro a persona per colazione, pranzo e cena. Ma ieri al sottoscritto — che ha quindi fatto tutte le verifiche del caso — lo stesso presidente Paolo Barelli aveva offerto altre cifre, esattamente quelle riportate nell’articolo: 12 euro a pasto per tutti gli atleti, 15 euro per i pallanotisti. Moltiplicate per tre pasti al giorno fanno da 36 a 45 euro, più di ciò che la federazione dichiara  oggi. Delle due l’una: o il presidente Barelli ha detto una bugia (o una cosa non verificata) nel corso dell’intervista con il sottoscritto di domenica 7 ottobre o la Federazione ha scritto una cosa non vera (o non verificata) nel comunicato risentito pubblicato lunedì 8 ottobre. Non si scappa. Le parole dette da Barelli al sottoscritto sono verificabili in ogni sede.

Di più. Avendo fatte altre verifiche sulle carte in nostro possesso, nel pomeriggio di domenica 8 abbiamo contattato anche il titolare del ristorante di via dei Pescatori 43, ad Ostia, Romano Felici. Bene, balbettando cifre successive e conflittuali alla fine il signor Romano Felici ci ha parlato di accordi fatti in alcuni casi sul singolo pasto, in altri casi sui tre pasti di giornata, «non superando mai i trenta euro di spesa al giorno». Ci sono chiare contraddizioni — che emergevano già nel corso della  domenica 8 — tra quanto sostenuto dal ristoratore Felici e quanto dal presidente Barelli. Oggi il comunicato federale non chiarisce neppure su questo. Le cifre delle mangiate della Federnuoto continuano a ballare.

Come si vede fin qui non c’è stato il minimo errore, né una mancanza di verifica da parte di “Repubblica”. Entriamo sulla questione “tavoli” o “fatture”, ragione di tanta ironia da parte della Federnuoto. Nell’articolo di “Repubblica” abbiamo fatto un’ipotesi a fronte di una fattura che corrispondesse a un’unica giornata di pasti. E anche qui abbiamo cercato le verifiche. Abbiamo infatti chiesto a Paolo Barelli a quale periodo corrispondessero quelle fatture: Barelli non ha voluto rispondere. L’abbiamo chiesto al ristoratore, che ha denunciato amnesie. Tutto certificabile, in ogni sede. E’ molto scorretto accusare il giorno dopo un giornalista di non aver verificato i fatti raccontati quando il giorno prima, a domanda precisa, si è detto: non rispondo oppure non ricordo. 

Questa lunga precisazione è necessaria per fare chiarezza nei confronti di una Federnuoto che attraverso le sue smentite aiuta a mettere la verità in un angolo buio. Il caso del Polo natatorio di Ostia e il suo essere uno scandalo — ci sono quattro indagati sulla lievitazione dei costi per la costruzione della struttura — affonda negli scandalosi Mondiali di nuoto del luglio 2009 di cui Paolo Barelli fu pessimo protagonista e co-creatore di deficit e brutte figure seriali. Non sto qui a ricordare le piscine (private e pubbliche) non finite, gli allenamenti con le sincronette che davano testate in impianti poco profondi, le speculazioni dei futuri centri relax, le comiche della gara di fondo in un mare di Ostia voluto a tutti i costi dal senatore del Pdl e dove gli atleti potevano camminare piuttosto che nuotare. L’eredità di quell’impresa — i Mondiali di Roma del 2009 — si può avvistare in due processi in corso a Roma (vasche costruite senza permessi) e a Perugia (lo scandalo della Protezione civile). L’eredità dei Mondiali di Roma 2009 si può vedere nitidamente a Valco San Paolo, dove una struttura federale da oltre 30 milioni di euro giace chiusa e crollante. L’eredità dei Mondiali di nuoto di Roma 2009 si osserva  tutta nella piscina di Ostia e nel suo utilizzo ora commerciale, ora federale, nell’albergo-foresteria sempre vuoto e pure pronto ad ospitare nazionali di pallavolo e singoli clienti.
L’ultimo scandalo di quel ciclo iniziato nel 2009 è stata la grande abbuffata lunga tre stagioni dal “Pescatore”. “Repubblica” ne ha dato conto nel momento in cui è entrata in possesso della notizia e ha potuto verificarla. A noi le elezioni federali di Paolo Barelli interessano nulla. Gli sprechi pubblici (tutt’oggi non spiegati) un po’ di più.

Abbia il coraggio il presidente federale, invece di vistare smentite acide che nulla smentiscono, di dare le carte, i conti, le fatture al suo avversario elettorale, che già le ha chieste. E non tema le richieste d’intervento della Corte dei conti (c’è già un esposto su questa vicenda). Se i conti della Federazione italiana nuoto sono «congrui e corretti» non avrà nulla da temere.

                                                                                      Corrado Zunino (la Repubblica)

lunedì 8 ottobre 2012

Riflessioni N°2

Stamattina passeggiavo nel parco e come spesso accade alcune persone raccoglievano la nostra squisita cicoria selvatica mentre i ragazzi del CIM di Ostia ,come al solito, erano impegnati a coltivare l'orto........a un tratto mi arrivava l'avviso che un altro articolo sui Punti Verdi Qualità era stato pubblicato......marijuana al Punto Verde Qualità Spinaceto. Mah......ci mancava solo la marijuna!!!!! Cosa accadrà ora????Si penserà che,come è già accaduto,visto che qualche concessionario ha avuto "problemi" giudiziari,tutti e dico tutti i concessionari sono uguali a quelli .......senza fare distinzioni tra persone oneste e ....... e quindi ora....visto che in un punto verde qualità è stata trovata marijuana la conseguenza sarà  che si penserà che in tutti i punti verdi vi sono piantagioni di questa pianta.....per fortuna alla Madonnetta abbiamo l'orto biologico e la cicoria selvatica!!!!!

RomaToday 8/10/2012 - Punto Verde Qualità Spinaceto: trovate piante marijuana

Punto Verde Qualità Spinaceto: trovate piante marijuana La piantagione è stata scoperta da alcuni volontari dell'Oikos: le piantine erano nascoste dietro alcuni rami secchi del parco di Redazione - 8 ottobre 2012 Ancora guai per i Punti Verde Qualità: dopo gli arresti dei due funzionari comunali dello scorso Marzo, questa volta in una delle aree sono state trovate delle piante di marijuana. Luogo dell'accaduto è il Punto Verde Qualità di Spinaceto, dove alcuni volontari dell'Oikos, centro culturale e di aggregazione del XII Municipio di Roma, hanno trovato stamattina alcune piantagioni. Le piantine erano nascoste dietro alcuni rami secchi del parco: di fronte a questa scoperta, i volontari hanno denunciato la cosa al Nucleo Decoro della Polizia. Per Alfonso D'Ippolito, segretario dell'Oikos, "l'episodio dimostra ancora una volta come sia importante il ruolo dei volontari nella gestione e controllo del verde pubblico".

Andrea Ciabocco "Vi racconto come è stato ucciso un bel sogno" - Il Quotidiano del Litorale

http://www.ilquotidianodellitorale.it/parco-della-madonnetta-andrea-ciabocco-vi-racconto-ucciso-un-bel-sogno-video/