giovedì 26 luglio 2012

Cinquegiorni 26/07/2012

Dopo il dispositivo del Consiglio di Stato che praticamente blocca la holding delle società capitoline, ma soprattutto rinvia la contestata delibera Acea, il sindaco piange e si dispera perché gli mancano 200 milioni che sarebbero derivati dalla vendita di quel 21% di azioni. Non c'è sede mediatica dove non strilli che quei soldi sono stati sottratti ai romani e che lui li avrebbe destinati a case, scuole, opere di bene e meraviglie varie, guarda caso a ridosso delle elezioni. Come se in questi quattro anni di soldi non ne avesse maneggiati anche in periodi di vacche grasse con ben miseri risultati. Eppure,nel crepuscolo di un “Alemannismo morente”, pare quasi che esistano solo Acea ed il bilancio capitolino, come se tutti i nodi irrisolti fossero passati in cavalleria pronti eventualmente a strozzare i contribuenti in un futuro amministrativo che non sarà più di Gianni. Prendete il caso dei Punti Verdi Qualità per i quali questo giornale ha si è speso sino a meritare le minacce di gambizzazzione (prese in seria considerazione dalla Digos)di chi scrive. Tace la Procura della Repubblica, intenta a sviluppare le sue complesse indagini,tacciono i media un tempo così solerti, tacciono i concessionari dei PVQ che sino a qualche mese fa si agitavano nervosamente per il blocco dei finanziamenti, tace il Comune che quei debiti ha garantito con una fideiussione al 95%, tacciono le banche coinvolte nell'operazione. Eppure la commissione di scopo istituita dall'Assessorato all'ambiente che per prima denunciò i casi più eclatanti quali il PVQ di Feronia di Lucia Mokbel, da mesi è al lavoro con i funzionari competenti. Solo che la matassa aggrovigliata da concessionari, costruttori e funzionari distratti risulta sempre più difficile da dipanare. Eppure qualche punto fermo emerge. Il primo è che la Bcc ha bloccato le erogazioni per ogni stato avanzamento lavori almeno da giugno. Quindi alcuni cantieri si sono fermati, mentre i lavori non vengono completati. Feronia è bloccato ormai da due anni e l'Olgiata non esiste più. Ma soprattutto molti concessionari poco virtuosi non pagano più da tempo le rate del mutuo, esponendo il Comune alla futura escussione della fideiussione prestata. Non è un caso se il mese scorso il Procuratore Pignatone avrebbe segnalato la vicenda alla Corte dei Conti per il possibile danno erariale. Ma di che danno stiamo parlando? La commissione di scopo avrebbe appurato che il credito Bcc (ed inizialmente Credito Sportivo)utilizzato da concessionari e costruttori ammonterebbe ad oltre 260 milioni, cifra che potrebbe toccare i 300 ad una verifica più accurata. Sappiamo che con successive delibere era disponibile negli anni un finanziamento complessivo di 400 milioni,ma a quanto ammonta l'esposizione debitoria ad oggi non è dato sapere. Si sa solo che la Bcc, a causa della insolvenza della Perconti si è succhiata qualche milione dal fondo di garanzia forzosamente accantonato dai concessionari. Azzardare una cifra è rischioso, ma non si va lontano dal vero se si ipotizzano decine di milioni che prima o poi qualcuno dovrà restituire alla banca. Questo per quanto riguarda la Bcc e la fideiussione del Comune,ma rimangono anche avvolte dal mistero le erogazioni non garantite di altri istituti di credito ai costruttori. Insomma attorno ai PVQ ballano centinaia di milioni che contribuiscono a creare un vero e proprio sistema di business che nulla ha da invidiare alle più ardite operazioni speculative degli ultimi anni a Roma. Ed è proprio quando gli interessi divengono sistemici e complessi che la navigazione verso la verità e la trasparenza rischia di arenarsi nei porti delle nebbie. Giuliano Longo

mercoledì 11 luglio 2012

Repubblica - Anche i big dello sport truffati dai Punti verdi

Anche i big dello sport
truffati dai Punti verdi
Gli affari del club Olgiata, dalla 'ndrangheta al fallimento. Di Biagio, Negro e Fisichella hanno investito ingenti somme di denaro nel Fitness Club
di CORRADO ZUNINO

Anche i big dello sport truffati dai Punti verdi L’impianto sportivo dell’Olgiata Fitness Club inaugurato
a novembre 2010
Nell'illegittimo mondo dei Punti verdi qualità adesso entra anche la denuncia del famoso ex calciatore. Sono stato truffato, dice il famoso ex, che è Luigi Di Biagio detto "Gigi", oggi 41 anni, allenatore delle giovanili della Lazio, già centrocampista di sostanza nella Roma di Mazzone e di Zeman. Si sapeva. Chiusa l'attività, Di Biagio era stato convinto a investire ingenti somme nell'Olgiata Fitness Club, centro sportivo fondato da Luigi Barelli, fratello del presidente della Federazione italiana nuoto e iperattivo imprenditore delle piscine romane. Con Di Biagio erano entrati nel club dell'Olgiata l'ex capitano della Lazio Paolo Negro, l'ex talento della Lazio Francesco Dell'Anno e il pilota romano di Formula Uno Giancarlo Fisichella.

Lo scorso 5 aprile, esploso lo scandalo dei Punti verdi con quattro arresti tra funzionari del Comune di Roma e imprenditori della destra, Di Biagio attraverso un importante studio legale ha inviato una denuncia al sostituto procuratore Francesco Minisci, che ha in mano l'inchiesta Pvq. Il calciatore ha raccontato come nella primavera 2007 il colonnello dell'esercito Fabrizio Greco, formatore sportivo, gli abbia suggerito un investimento da 400mila euro proprio sull'Olgiata fitness club. Per lui era pronto il 15 per cento della proprietà. "Il colonnello mi aveva assicurato che l'"Olgiata" si era aggiudicata una concessione per realizzare e poi gestire un centro sportivo", scrive Di Biagio alla procura. Il colonnello aveva garantito al calciatore un ritorno di 80mila
euro "già nel primo anno di attività".

Il 23 luglio 2007 Di Biagio va all'acquisto della quota parte "negli uffici di Luigi Barelli, siti in via Donatello". Barelli jr. è titolare di quote nominali dell'Olgiata pari a 400 euro. In via Donatello amministra un'altra società sportiva, Villa Flaminia. Davanti a un notaio Di Biagio consegna al colonnello Greco e all'amministratore dell'Olgiata fitness club, Fabio Roversi, trenta assegni bancari da 10mila euro l'uno. Il colonnello, sorprendentemente, chiede al calciatore di intestare gli assegni "a me medesimo". Il trentunesimo cheque, per una cifra pari a 100 mila euro (260 volte il valore nominale), va a Luigi Barelli.

L'impianto dell'Olgiata - due piscine coperte e una scoperta, campi da calciotto, tennis e beach volley con sabbia riscaldata, palestra, zona benessere, tutto su un'area di 115mila metri quadrati - sarà inaugurato nel novembre 2010, ma in quell'occasione il colonnello Greco non porta all'ex calciatore utili, piuttosto nuovi conti da saldare. "Sai, la società è in difficoltà". Di Biagio chiede aiuto al cugino, l'imprenditore Massimiliano Suglia. Anche Negro, Dell'Anno, Fisichella (lui ha investito 150mila euro) nominano consulenti a tutela. Si scopre che l'Olgiata fitness è indebitata per 3 milioni e che non è concessionaria diretta dell'impianto, ma dipende dall'Olgiata verde srl. "Sono stato vittima di un raggiro", scrive Di Biagio nella denuncia.

A questo punto è Suglia, il cugino di Di Biagio, a muoversi. Contatta il funzionario del Comune di Roma Stefano Volpe (sarà arrestato), il quale gli consiglia di rivolgersi agli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini (saranno entrambi arrestati). Chiamati per risollevare la baracca - Dolce ne diventerà amministratore - , i due si propongono come acquirenti del centro. Il passaggio di quote non avverrà mai. Una particolarità della "Di Biagio story" è che diversi suoi assegni da 10mila euro (intestati, appunto, "a me medesimo") sono stati poi incassati da società di nuoto romane - l'Aurelia nuoto e la Vis Nova, per esempio - e uno persino dalla Finplus, la società che promuove e gestisce le attività della Federazione nuoto.

Oggi il punto verde Olgiata Sporting Club, in via Cantini, è chiuso, l'Olgiata fitness è fallita dopo aver rischiato di diventare luogo di riciclaggio della 'ndrangheta (uomini del clan Piromalli hanno offerto 5 milioni per l'acquisto del centro) e sede periferica dell'ultimo calcioscommesse (inchiesta sportiva su Negro). Luigi Barelli, contattato, dice: "Sugli assegni incassati da me tutto è stato regolare, ci ho pagato le tasse. Molti dei costi che gli ex sportivi ci addebitano li hanno creati loro: cristalli alle docce, macchine per il fitness con i visori. Quando hanno preso in mano il centro sportivo, l'hanno portato al fallimento".

lunedì 9 luglio 2012

Municipio XII: i veleni nel centrosinistra celano scenari inesplorati?

„ Municipio XII: i veleni nel centrosinistra celano scenari inesplorati? Il Consigliere Siracusa replica ai manifesti, che lo accusano di connivenza con la maggioranza municipale. "Il PD mi critica perché insofferente rispetto alle mie denunce sui Punti Verde Qualità" di Fabio Grilli 06/07/2012 Federico Siracusa è una furia. Sono riusciti a mettere dei manifesti sotto la propria abitazione, il suo ufficio, ed addirittura a ridosso delle abitazioni dei suoi famigliari. E non sono certo elogi quelli che si leggono, con le scritte in bianco su uno sfondo marcatamente rosso, in buona parte del territorio. Le accuse di connivenza. "Il malato e le sue stampelle. Il PdL che malgoverna il municipio è in crisi, ma tre consiglieri fuoriusciti dal PD (Culasso, Scielzi e Siracusa) votano con la destra tradendo i cittadini" si legge nelle locandine. Ed ancora "Basta con gli inciuci. Il Municipio merita di più". E tanto è bastato, in effetti nemmeno troppo poco, a suscitare la reazione del Vice Presidente del Consiglio Municipale, in quota IdV. Una guerra fratricida. "Si é aperta ufficialmente la campagna elettorale per la Presidenza del Municipio XII e nel centro sinistra é iniziata una guerra fratricida che non porterà niente di buono. Il tentativo di bruciare alcun candidature alla Presidenza del Municipio XII additandole alla pubblica piazza quali 'traditori' ha il triste sapore delle liste di proscrizione staliniste e cerca di nascondere la realtà dei fatti" commenta amaro Siracusa, tradendo contemporaneamente il desiderio, d' uno dei tre consiglieri messi all'indice, di candidarsi come minisindaco. Le denunce sui Punti Verde Qualità. "In sei anni di attività politica non mi era mai capitato di essere oggetto di un attacco così brutale e addirittura falso nei contenuti. L'affissione di manifesti offensivi ed intimidatori che alludono ad un comportamento scorretto di Federico Siracusa sono penosi e nascondono la profonda insofferenza causata dalle mie incalzanti e circostanziate denunce sul gravissimo scandalo dei Punti Verde Qualità che ha messo in seria difficoltà una classe politica che si è sentita processata. E da qui la reazione violenta". Comune a rischio dissesto. "Questo attacco cerca di isolare ed intimidire chi da anni denuncia con forza la fallimentare gestione delle aree verdi comunali da parte del Comune di Roma, con il tentativo di alcuni clan malavitosi di spartirsi le aree verdi comunali dei Punti Verde Qualità - prosegue il capogruppo IdV - Il buco nero dei Punti Verde Qualità nasce dalle generose fideiussioni rilasciate dal Comune di Roma per i finanziamenti concessi dalle banche ai privati per la cifra pazzesca di 600 milioni di euro, esponendo il Comune ad un serio rischio di dissesto finanziario". Un tema che conosciamo e su cui Federico Siracusa si è realmente speso. Nessuna solidarietà. "Mi sarei aspettato di trovare qualcun altro con cui partecipare in questa battaglia per la difesa delle aree verdi comunali, ma sono stato lasciato solo - come in effetti più volte ci ha confidato - Il centrosinistra ha dimostrato tutta la propria immaturità e sorprende il comportamento degli aspiranti candidati Presidente Riccardo Agostini e Andrea Santoro, per aver avallato, condiviso o non aver pubblicamente condannato l'affissione di manifesti ingiuriosi che lasceranno una profonda ferita all'interno del centrosinistra". Sembra una chiamata alle armi. E quando succede, diventa inevitabile cercare i propri alleati. In questo caso, il compito è dei più semplici, visto che a disposizione ci sono già i nomi dei due consiglieri ex PD Scielzi e Culasso. Il mistero del Tellene. Ed a proposito di quest'ultimo, Siracusa ricorda come" il Consigliere Augusto Culasso, è ritenuto colpevole di aver chiesto il rispetto della legalità all'interno dell'impianto sportivo comunale Tellene, che avrebbe realizzato alcuni abusi edilizi sorprendentemente tollerati da parte dell'Amministrazione comunale. Ma ai padroni del vapore non si può parlare di alcuni centri sportivi, come anche quello della Città del rugby di Spinaceto" conclude Siracusa, lasciando intendere che c'è ancora qualcosa da sapere, sulla Città del Rugby come sul Tellene. Scenari inesplorati. Ad ogni modo, quale che sia la causa che ha scatenato la messa all'indice, è suonata come una provocazione. Difficile, per Siracusa, non replicare. Anche se a questo punto, ci chiediamo seriamente quali siano le ragioni per cui, il Vice Presidente del Consiglio Municipale, chiami in causa le strutture sportive del territorio, per attaccare il gruppo PD. C'è forse qualcosa che non sappiamo? Condividi “

domenica 1 luglio 2012

RomaToday- Casal Brunori: mercato nuovo, problemi vecchi

Casal Brunori: mercato nuovo, problemi vecchi Il nuovo plateatico, creato per far spazio al Punto Verde Qualità poi sequestrato, era stato spostato per garantire il decoro dell'area. Ma adesso, chi garantisce il decoro nella vallata di Casal Brunori? di Fabio Grilli 28/06/2012 Il mercato di Largo Sergi, poi spostato di qualche centinaio di metri, reca con sé un destino ineludibile. Una difficile eredità. A prescindere dall'indubbia utilità di un mercato bisettimanale molto apprezzato nel quadrante, ci sono una serie di anomalie che vanno registrate e che, paradossalmente, sembra siano state ereditate. Dal vecchio al nuovo, in un ideale e poco encomiabile passaggio di testimone, rimangono aperte alcune questioni. I parcheggi, problematici già nella vecchia sede, dopo le enormi difficoltà riscontrate nella fase d'avvio, sono stati realizzati. Allargando, in maniera a dir poco sospetta, lo spazio in un primo tempo loro destinato. Ma in questo modo, sebbene la soluzione sembri più declinarsi nell'accezione d'un compromesso, che dal reale apporto di una lungimirante progettazione, rimane il fatto che i parcheggi, ora, ci sono. Imballaggi in libertà. Un altro tema spinoso riguardava la presenza di buste e cartoni svolazzanti che, nel vecchio plateatico privo di recinzioni, erano soggetti alle folate di vento. L'Associazione Amici del Parco, ma anche molti altri residenti, avevano più volte denunciato la continua presenza di questi imballaggi nell'area verde, poi massacrata dai lavori interrotti del Punto Verde Qualità. Ebbene, nonostante il nuovo mercato abbia le sospirate recinzioni, nei giorni di giovedì e sabato, è un fiorire di buste, sacchi, cartoni. Abbandonati per ore, talvolta per giorni dentro al plateatico. E spesso, come avvenuto anche oggi, lasciati a decomporsi (si fa per dire, servirebbero secoli) nella vallata di Casal Brunori, dunque esternamente rispetto all'area di mercato. Le richieste dei residenti. Pertanto, il Comitato di Quartiere ha avanzato all'amministrazione un breve, quanto dettagliata elenco di operazioni da svolgere. "Quello che chiediamo è che si applichino immediate soluzioni per il ripristino del decoro in tutte le aree esterne interessate dal mercato- ci fa sapere Roberto Simoncini, Consigliere del CdQ Casal Brunori - poi la rapida presa in carico di AMA delle pulizie e dell'igenizzazione dell'area del mercato, infine chiediamo una diversa destinazione di parte dei fondi previsti dal contratto di quartiere Tre Pini - Mezzocammino per la definitiva sistemazione dell'area del mercato". Ricordiamo che, con quei soldi, sono stati realizzati i marciapiedi senza scivolo di via Mezzocammino. Un macchiano errore che l'Ufficio Tecnico ha prontamente corretto, dopo una valanga di critiche effettuate a mezzo stampa. Da una vallata all'altra. Per quanto concerne il Contratto di Quartiere, Simoncini spiega bene quali siano le aspettative del CdQ "vorremmo la sistemazione di alberature sull'area del parcheggio e su tutto il perimetro esterno del mercato - dove ora si concentrano le buste abbandonate - il ripristino vegetale delle pareti scoscese della valle, altrimenti soggette a naturale erosione e la delimitazione dell'area che oggi viene abusivamente utilizzata come parcheggio nella valle". Parcheggio, si diceva, ricavato nella vallata, probabilmente senza le necessarie autorizzazioni. In sostanza, il mercato è nuovo, ma i problemi rimangono gli stessi di quello vecchio. Forse sarà il caso di ricordare come, lo spostamento del plateatico, sia stato ammantato d'un illusorio carattere temporaneo. Transitorio. Utile al completamento del Punto Verde Qualità di Largo Sergi. Ma poiché sappiamo com'è andata a finire, con la devastazione dell'intera vallata nel Parco di Spinaceto, non vorremmo che il trasferimento recasse con sé lo stesso destino. Questa volta per la vallata di Casal Brunori. Sarebbe la chiusura di un cerchio. E la mortificazione delle aree verdi nel quadrante. Da evitare. “

RomaToday - Spinaceto: Calzetta si impegna chiudere il cantiere del Punto Verde Qualità

Spinaceto: Calzetta si impegna chiudere il cantiere del Punto Verde Qualità Il Presidente Calzetta, recependo le nostre segnalazioni sul cantiere, si è impegnato a mandare i vigili urbani per controllare "e se fosse confermata la pericolosità descritta, chiuderemo immediatamente il cantiere" di Fabio Grilli 15/06/2012 Una piccola vittoria. Le nostre segnalazioni, circa la pericolosità del cantiere in via di Mezzocammino, sono state recepite dal Presidente del Municipio XII Calzetta. Un'area dimenticata. Un cantiere pericoloso. L'area, il cui accesso risulta essere libero a chiunque, come avevamo riportato qualche settimana fa, è caratterizzata dalla presenza di tondini arrugginiti che fuoriescono da un invaso di circa 5 metri. Il sequestro del cantiere, avvenuto in seguito all'inchiesta sul relativo Punto Verde, non aveva portato ad una sua reale chiusura. A rischio incolumità. Al contrario tutta la zona risultava accessibile, come abbiamo documentato con delle fotografie, ed anche uno dei container presenti, non era stato chiuso. I pericoli erano dunque di duplice natura. Da una parte l'incuria dettata dalla mancata chiusura del cancello di recinzione, avrebbe potuto consentire ad un bambino, piuttosto che ad uno dei tanti cani che circolano numerosi nel parco attiguo, di finire dentro il grosso invaso. Con evidente pericolo circa la relativa incolumità fisica. Container abbandonato. D'altro canto, la presenza di un container nuovo ed al contempo abbandonato, poteva diventare un luogo ideale per realizzare, indisturbati, qualsiasi forma di attività che non si voglia realizzare alla luce del sole. Dallo spaccio di sostanze stupefacenti, alla prostituzione. La promessa. Ma l'intervento del Presidente Calzetta, a margine della presentazione del campo di Hockey di Viale Avignone, avvenuta stamane alla presenza del Sindaco, ci ha tranquillizzato. "Ci sono arrivate indicazioni di apertura del quartiere - ha riconosciuto il minisindaco - E credo che questo non sia sostenibile. Farò subito effettuare un sopralluogo dei vigili urbani per verificare la pericolosità dell'impianto. Nel caso lo fosse - ha promesso il Presidente Calzetta - andrà chiuso immediatamente, perché non possiamo lasciare l'area cantiere a disposizione di tutti con il pericolo che qualcuno ci caschi dentro".

RomaToday - Spinaceto: il cantiere abbandonato e pericoloso del Punto Verde Qualità

Spinaceto: il cantiere abbandonato e pericoloso del Punto Verde Qualità Il cantiere del Punto Verde Qualità, bruscamente interrotto, è alla mercè di tutti. Tra tondini arrugginiti, un fossato di 6 metri, ed il cancello perennemente spalancato, è diventato estremamente pericoloso di Fabio Grilli 30/05/2012 C'era una volta. Questo è l'incipit classico delle fiabe che si narrano ai bambini. Un modo come un altro per incominciare a raccontare una storia che, inevitabilmente, presenta un lieto fine, ben espresso dalla formula "e vissero tutti felici e contenti". C'era una volta il Punto Verde Qualità. Nella vicenda che andiamo a denunciare, tuttavia, se possiamo incominciare utilizzando la perifrasi introduttiva, per antonomasia, del mondo fiabesco, non possiamo ricorrere alla chiosa classica con cui, si diceva, vengono concluse le favole. Di conseguenza, "c'era una volta il Punto Verde Qualità Spinaceto Sud" di via Mezzocammino. Un progetto ambizioso, finito nelle mani della Maspen Sport Center s.r.l. che, dall'altro dei suoi 10mila euro di capitale sociale, ma forte di prestiti garantiti dal Comune per oltre 15milioni, voleva realizzare un centro commerciale, con piscina, centro fitness, campo da minigolf e quant'altro. Finchè un giorno, il sogno si spezza e finiscono tutti in prigione. Questo, se dovessimo raccontarlo ad un bambino, potrebbe essere la versione semplificata della storia. Un cantiere alla mercè di tutti. "E vissero tutti felici e contenti?" chiederebbe, ingenuo, il fanciullo. Beh, non proprio. A giudicare dallo stato in cui versa il cantiere, i residenti, non dovrebbero essere particolarmente soddisfatti. Soprattutto, poi, se questi residenti erano abituati a frequentare il parco, con relativa prole, piuttosto che con l'amico a quattro zampe. Adesso, quel cantiere, è diventato un simbolo. Con tondini di ferro, presto arrugginiti, che si arrampicano prepotentemente da suolo. Con un crepaccio di oltre sei metri nel quale è facile cadere, fratturandosi, nella migliore delle ipotesi, ogni vertebra del proprio corpo. E con una cancello perennemente spalancato, quasi ad invitare, il malcapitato residente, ad entrare. Oltrepassando la barriera inutile in cemento armato che, aperta nel centro, può impedire il passaggio solo di un autotreno. Nessuno è felice e contento. In definitiva, no. Nessuno è "felice e contento" di quella situazione. A partire dai residenti per finire con l'amministrazione municipale. Che, se non è giuridicamente responsabile di quanto accaduto, lo diverrà nel caso in cui, un bambino, un adulto, un cane, o chiunque altro, spinto dalla curiosità, varcherà il cancello spalancato. E nel farlo precipiterà nel baratro che immediatamente vi si affaccia. Un abisso, di notte impossibile da individuare, che ben ricorda, ai residenti, la vanità di un progetto costruito sulla sabbia. E che, nonostante le inascoltate denunce di associazioni e comitati, è stato ugualmente avvallato, supportato ed infine finanziato. Necessaria ed urgente la messa in sicurezza. Un monumento allo spreco, alla deturpazione del verde, alla dilapidazione del bene comune. E, speriamo sinceramente, ci si fermi a questo, mettendolo rapidamente in sicurezza. Prima di costringerci a commentare un episodio disgraziato che, ancora, si può e si deve evitare “

Andrea Ciabocco "Vi racconto come è stato ucciso un bel sogno" - Il Quotidiano del Litorale

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